Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi, nell’introduzione di Se questo è un uomo, 1947)

La crisi, lo sdoganamento da parte di certa politica dei fascismi, l’ignoranza da una parte e i razzismi mai sopiti, rendono purtroppo ancora attuale il monito di Primo Levi: non dimenticate, scolpite queste parole, e le immagini dell’Olocausto, nella memoria e nel vostro cuore!
Forse non basta una sola giornata della memoria, per ricordare.

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Auschwitz l’antidoto è il silenzio” (Elena Loewenthal)

Una palestra di Dubai che, per rendere convincente la promessa di addio alle calorie, usa per la sua campagna pubblicitaria una gigantografia dell’ingresso di Auschwitz. Degli ultraortodossi indignati con il governo israeliano e dei loro concittadini indignati vuoi con la polizia vuoi con gli avversari politici, che si battono a suon di stelle gialle appuntate sul petto ed esclamazioni «nazista!» elargite un po’ qua e un po’ là. Stelle gialle, ancora, usate da islamici di Svizzera per protestare contro la discriminazione. Per non parlare di chi con queste armi va nella direzione opposta: rimpiangere quei tempi e auspicarne il ritorno. E non sono pochi. Continua a leggere

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Inizia la campagna elettorale

“Raffaele, dovrei parlarti, prendiamo un caffè?”
Certo, dimmi tutto
“quest’anno, mi raccomando, voglio il voto, tuo e di tua moglie”
Lo sai che non vengo più alle riunioni di condominio
“ma che condominio, mi sono messo in lista per le elezioni comunali”
E perché?
“perché voglio cambiare le cose”
Che cose?
“tutto l’andazzo”
Non so di che andazzo parli, posso forse immaginarlo, ma pensi comunque di riuscirci facendo il consigliere comunale?
“certo, ma tu non vuoi cambiare le cose?”
Guarda, l’unica volta che sono stato candidato ed eletto in consiglio comunale, credo si ricordino ancora di me, e poi non sono certo di voler cambiare le stesse cose che vuoi tu, del resto tu non sei di destra ed io di sinistra?
“ma che vuol dire, ci conosciamo”
Si, ma ad esempio, tu chiedi a me il voto di mia moglie
“e allora?”
Una cosa del genere non la farei neppure se fossi candidato io, pensa se le chiedo di votare per te.
“però il tuo almeno me lo dai”  Continua a leggere

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Anonima sfigati (M.Gramellini)

Se non sei laureato a 28 anni, sei uno sfigato. (Se non lo sei neppure a 40, fondi la Lega Nord). La colorita scomunica del Fuoricorso (parentesi esclusa) è scappata di bocca al viceministro Michel Martone, suscitando entusiasmo fra i «coloristi» dei giornali, in astinenza dai tempi di Brunetta, e dispetto in qualche altro a causa di una certa incompletezza. Il viceministro infatti si è dimenticato di aggiungere che a 28 anni sei uno sfigato se oltre a fingere di studiare non fai un tubo, a parte lamentarti. Avrebbe dovuto dirlo – lui figlio di papà e quindi privilegiato – per una forma di rispetto verso i tanti studenti lavoratori che a 28 anni sono ancora chini sui libri non per pigrizia, ma per mancanza di qualcuno in grado di mantenerli all’università.

Se poi volessimo marchiare con la lettera scarlatta della «sfigaggine» tutti coloro che intorno a questo problema si comportano male senza provare vergogna, la lista potrebbe utilmente cominciare da quegli imprenditori e liberi professionisti che non assumono chi si è laureato in perfetto orario, ma il figlio dell’amico degli amici che magari si è laureato a 28 anni, in una sede oscura, pagandosi gli esami. E continuare con quei professori universitari che invece di pungolare i fuoricorso cercano in ogni modo di scoraggiare i secchioni: sfruttandoli, umiliandoli e facendoli sentire, loro sì, degli sfigati. Infine dovrebbe comprendere chi, politici in testa, ha ridotto l’università a un esamificio, la società a un gerontocomio e la famiglia a un ricovero di sfigati in cerca d’autore.

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Risarcimenti

Negli Stati Uniti, tramite uno studio legale di Miami, è già partita una Class Action contro Costa Crociere, il cui proprietario è Micky Arison armatore israeliano residente appunto in Florida.

Molti i turisti americani imbarcati sulla nave maledetta. La Class Action chiederà un risarcimento di circa 130.000$ a persona e quasi sicuramente li otterrà. L’azione legale collettiva è gratuita per tutti, lo studio legale tratterrà una percentuale in caso di successo e si accollerà tutte le spese.

In Italia, dove la Class Action è pressochè inutile, perchè in realtà quella prevista dalla legge  è una finta class action, Costa Crociere si è subito attivata, autonomamente, per risarcire i crocieristi della Concordia.

Telefonando a casa dei superstiti, ha offerto un buono sconto del 30% sulla prossima crociera.

Molti hanno pensato ad uno scherzo ma i più “navigati” hanno subito capito che era vero, un vero insulto gratuito dopo il danno subito.

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Detto da Fiat….

E voi cosa ne pensate di questo Spot?

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Clandestini a bordo

E’ ipotizzata la presenza a bordo della Costa Concordia di diversi clandestini. La prima ad essere identificata dopo il disastro è Domnica Cemortan, la moldava bionda di 25 anni amica di Schettino.

In queste ore si cerca una donna ungherese che i familiari assicurano si trovasse a bordo, ma della quale non vi è traccia. Continua il lavoro di Intelligence per scoprire le altre presenze.

Dopo una prima fase, l’indagine è orientata verso la ricerca di persone di sesso femminile, di età tra i 20 e i 35 anni, probabilmente straniere, probabilmente avvenenti, molto probabilmente note ad alcuni membri dell’equipaggio della nave.

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M. Gramellini (Che tempo che fa 21/01/2012)

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