8 x Mille, Don Bankomat, pecunia non olet.

Anche quest’ anno si ripeterà, con la dichiarazione dei redditi, la donazione dell’ otto x mille. Probabilmente molti pensano che, quando fai la scelta per l’8 per mille, questa quota delle tue tasse vada a chi decidi tu. Sbagliato! Lo Stato ogni anno raccoglie l’IRPEF e ne stanzia l’8 per mille. Sembra una quota piccola, ma in realtà sono molti soldi, circa 1 Miliardo di Euro. Questi soldi vengono poi ripartiti a seconda delle scelte che sono state espresse: la firma conta come un voto. Che fine fanno i soldi di chi non firma per nessuno?  Vengono ripartiti a seconda dei voti di chi ha espresso la scelta. E sei persone su dieci non firmano. Se pensi che firmando per lo Stato non destini nulla alle confessioni religiose, e che così quel denaro verrà usato per scopi sociali, sbagli di grosso. Perché quei soldi sono nella disponibilità della Presidenza del Consiglio (sì, di Berlusconi, avete capito bene), che prende una grossa fetta dell’8 per mille… e lo alla Chiesa Cattolica, finanziando restauri di chiese e conventi, nonché l’associazionismo cattolico! Molti potrebbero dire: “Vabbe’, in fondo io do i soldi alla Chiesa Cattolica per sostentare i poveri, per opere di carità, pazienza che il sistema che hanno escogitato per ottenerli non sia così democratico e trasparente. Il fine giustifica i mezzi”. Ebbene, le cose stanno in maniera molto diversa da quello che la stessa Chiesa, tramite i suoi costosissimi spot pubblicitari, vuole far credere. Solo una piccola percentuale dei soldi dell’8 per mille è destinata a interventi caritativi. Quasi l’80%  serve al sostentamento del clero, a costruire nuove chiese (a riparare le vecchie ci pensa l’8 per mille dello Stato), a pagare i tribunali ecclesiastici, ecc. ecc. Ricordate la pubblicità dell’8 per mille imperniata sulla tragedia dello tsunami nel 2005? La campagna, affidata alla multinazionale Saatchi&Saatchi, costò alla Chiesa 9 milioni di euro. Fece guadagnare alla Chiesa più di 900 milioni di euro. La Chiesa donò alle vittime dello tsunami 3 milioni di euro, un terzo di quanto era costato lo spot, lo 0,3% (fonte CEI) della raccolta totale (cfr. C. Maltese, La questua. Quanto costa la Chiesa agli italiani, Feltrinelli). Uno scandaletto una tantum? Macché, è la prassi!  La somma ricevuta dalla Chiesa cattolica deve essere impiegata “per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo”, così come previsto dall’art. 48 della L. 222/1985. Negli anni 2006 e 2007 la somma, pari in media a 960 milioni di euro (comprensiva di arretrati degli anni precedenti), è stata ripartita nel modo seguente: 35% – sostentamento dei sacerdoti; 12% – nuova edilizia di culto; 8% – beni culturali ecclesiastici; 16% – alle diocesi; 10% – altre iniziative nazionali (fondo per la catechesi, tribunali ecclesiastici, ecc.); 20% – interventi caritativi in Italia e nel terzo mondo. Mentre tutte le altre religioni, Valdese, Ebraica ecc. destinano ad opere di bene e carità oltre il 90% di ciò che ricevono dall’ 8xMille, la Chiesa Cattolica è la più egoista e si tiene per sè oltre l’80%, non c’è che dire, un bel business.

Sui giornali di oggi poi, sbuca in prima pagina un bel personaggio, gli investigatori l’ hanno soprannominato Don Bankomat, tale Don Evaldo Biasini, membro della Congregazione dei missionari del Preziosissimo sangue di Roma: sul suo conto corrente sarebbero transitati circa quattro milioni di euro, in contanti o assegni circolari, versati da imprenditori coinvolti nello scandalo del G8 a copertura di un giro di tangenti. Il Ros, che ha indagato sul suo conto, ha trovato tre pendrive d’oro massiccio dove teneva la contabilità, non c’è che dire, 83 anni e pure tecnologico.

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5 risposte a 8 x Mille, Don Bankomat, pecunia non olet.

  1. loretta scrive:

    Ero a conoscenza della questione ma non così in dettaglio. Oltre a ringraziarti, ti informo che nel mio piccolo non ho mai contribuito all’arricchimento del clero. Per fortuna ho sempre fatto una scelta (compresa la chiesa valdese)…

  2. Raffaele scrive:

    Leggere il libro La questua è stato molto educativo

  3. loretta scrive:

    Seguirò il consiglio (in futuro), ora sono sommersa dai libri di testo…in qualsiasi caso, grazie dell’aiuto sostitutivo, tramite tuo riassunto interpretativo. E… continua ad informarti e a tenermi aggiornata.

  4. marco scrive:

    Chi vuol conosere come la chiesa ha gestito il potere nei secoli in Italia può leggere il libro di Giordano Bruno Guerri : GLI ITALIANI SOTTO LA CHIESA .
    Peraltro lo scittore è stato scomunicato per il libro POVERA SANTA POVERO ASSASSASSINO sulla vita di Santa Maria Goretti.
    Marco http://www.giordanobrunoguerri.it/gm/index.htm

  5. loretta scrive:

    grazie Marco del suggerimento – Bruno Guerri ha una straordinaria capacità di analisi psicologica, una preparazione documentaristica eccezionale che riesce sempre a trasporre nelle parole dei suoi libri. Ultimamente, grazie al libro:”Marinetti” ho avuto la fortuna di conoscere in modo diverso(visto che la scuola italiana trova scomodo l’argomento) il movimento del futurismo. Lucidamente analizzato in tutta la sua gloria artistica e le sue contraddizioni.

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