Archivio per la categoria 'Società'
Totò Peppino e la Malafemmina (lettera)
Pubblicato da Raffaele
Settembre
Pubblicato da Raffaele
Sono alcuni anni che si sentiva dire dell’arrivo di una grave crisi economica, e fin’ora abbiamo assaggiato soltanto l’aperitivo. L’italiano non ce la fa più, è un malato grave che in cuor suo sa di dover morire, ma come molti malati terminali, da un lato si dispera, ma dall’altro non perde mai la speranza di un cura miracolosa all’ultimo minuto.
Sono passati già alcuni “settembri”, ed ogni anno che passa è sicuramente peggiore del precedente, ma l’aspettativa di chi non ce la fa più è disarmante, come quella di chi continua a dire che qualcosa deve succedere, che non si può andare avanti così, o come chi avvisa gli altri di stare in guardia, di non farsi prendere per i fondelli dalla politica e dalle continue e spudorate menzogne dei mass media.
A chi patisce, a chi non ce la fa più, a chi ha paura, a chi lotta per la verità ogni giorno dico: l ‘italia era come un grande ventilatore al quale hanno staccato la spina, non si è fermato di colpo, ma lentamente si stanno fermando le pale e non fa più aria. Riattaccare la spina è gratis, ma siccome il mondo è basato sul denaro, statene certi che nessuno muoverà un dito.
Umarells (Pensionati)
Pubblicato da Raffaele
K.K.K.
Pubblicato da Raffaele
Mentre guardavo alcuni video su youtube, mi sono imbattuto in quello sotto, e mentre lo guardavo, mi è ritornato in mente un fatto di una quindicina di anni fa. Avevo accompagnato mia madre all’ aeroporto di Torino, per un viaggio improvviso causato da motivi di famiglia. Ci eravamo recati per tempo in aeroporto, per lei era la prima volta in aereo e, se non ci fosse stata l’urgenza, probabilmente non lo avrebbe mai fatto. Nell’ atrio partenze, noto, seduto un pò in disparte, il noto esponente della Lega Nord, intento a leggere il giornale. Intanto tutti i passeggeri diretti a Roma si erano già imbarcati sull’ aereo. Io guardavo dai finestroni dell’atrio, le operazioni di decollo, che ritardavano mentre dall’ altoparlante continuavo a sentire un invito rivolto appunto all’onorevole Borghezio, di recarsi al gate n°… che poi era quello della partenza dell’aereo per Roma, su cui c’era anche mia madre. L’ appello fu rinnovato per circa 20 minuti, dopodichè, finalmente, lo vidi alzarsi dalla panchina dove era seduto, riporre il giornale in borsa ed avviarsi con tutta tranquillità a prendere l’aereo. Ai passeggeri sull’aereo, veniva detto nel frattempo, che la partenza sarebbe avvenuta in ritardo, causa l’ attesa di un personaggio importante… Il volo per Roma, partì con 30 minuti di ritardo. Allora mi feci già un’ idea del personaggio.
Mettetegli in testa un cappuccio e sembra proprio uno di quelli, si, quelli del Ku Klux Klan.
Il corpo delle donne
Pubblicato da Raffaele
Imei Blacklist
Pubblicato da Raffaele
La legge di Murphy, adattata dal sottoscritto all’argomento trattato, dice che se perdi il cellulare, la possibilità di ritrovarlo sarà inversamente proporzionale al numero di cellulari che hai trovato in passato e restituito al legittimo proprietario. In sostanza, a me, doveva andare proprio così, visto che mediamente trovo e restituisco 5 o 6 cellulari all’anno, tutti smarriti o dimenticati sul treno. Così, quando ho perso il mio N95, la speranza di riaverlo si è esaurita nel breve volgere di una chiamata, quella fatta al mio cellulare, quando il messaggio “l’ ultente desiderato non è al momento disponibile o non raggiungibile”, mi ha fatto capire senza ombra di dubbio, che era già stato riciclato nel nuovo cellulare di qualcun’ altro. Al di là di tutto, avrei pagato per riavere almeno la scheda di memoria con foto e filmati personali impossibili da riprodurre. Ma è andata così, ed allora mi sono detto: lo blocco, non gli dò la soddisfazione di usarlo, tanto ho il n° IMEI e lo faccio inserire nella Blacklist. Così dopo aver fatto regolare denuncia, mi documento sulle procedure per il blocco, operazione ora possibile in Italia (ci sono voluti 13 anni affinchè tutti e 4 gli operatori di telefonia mobile si mettessero d’accordo per utilizzare la medesima procedura e blacklist). Ma subito mi sorge un dubbio: siccome al momento dello smarrimento, nel suo interno non vi era una sim di uno dei 4 principali operatori, che condividono tra loro la “Imei Blacklist Italiana”, vuoi vedere che nessuno di loro me lo inserirà nella blacklist? A pensar male si fa peccato, ma sovente ci si azzecca, difatti è andata proprio così, nessuno dei 4 ha potuto, o voluto farlo, adducendo come motivazione, che la procedura richiede l’inserimento del numero di SIM. A nulla è valso spiegare che desideravo bloccare l’apparato, cioè il telefono e non la Sim, niente da fare. Poi mi è venuta in mente la Nokia, una volta ho portato il telefono per una piccola riparazione ed ho notato che registravano il codice IMEI in un database, con tanto di nome e cognome. Allora mi sono recato proprio da loro, che gentilissimi hanno registrato la denuncia ed inserito il cellulare nella loro Blacklist, capitasse che lo portano in riparazione, mi avviseranno dopo averlo trattenuto. Grazie Nokia.
Nun te regge più
Pubblicato da Raffaele
Scritta 30 anni fa ed è più attuale che mai…
Miliardari in via d’estinzione.
Pubblicato da Raffaele
Sembra una favola, eppure negli Stati Uniti sta succedendo veramente: 34 supermiliardari hanno deciso di dare in beneficenza almeno il 50% del proprio patrimonio. L’iniziativa, battezzata “The Giving Pledge” (l’impegno a dare), è stata lanciata a metà giugno da Bill Gates, il fondatore di Microsoft, e Warren Buffet, investitore finanziario, rispettivamente al secondo e al terzo posto della classifica dei più ricchi del mondo di “Forbes”. Tra i primi a rispondere alla chiamata Michael Bloomberg, sindaco di New York, Ted Turner, fondatore della Cnn, e Larry Ellison, ideatore di “Oracle”. Figurano nella lista dei benefattori anche David Rockfeller, Paul Allen, cofondatore di Microsoft, Pierre Omidyar, il 43enne padre di Ebay, e addirittura il produttore cinematografico George Lucas. La lista intera si può consultare sul sito www.givingpledge.org. «Noi non abbiamo fatto altro che cominciare – ha commentato Buffet – ma la risposta è già formidabile». Tutti coloro che decideranno di impegnarsi in quella che sembra l’opera di beneficenza più grande di sempre dovranno scrivere una lettera aperta in cui dichiarano in cosa impegnano i propri soldi, argomentando anche la scelta. In Italia, intanto la notizia è stata puntualmente ignorata dalle televisioni, vuoi che da noi miliardari ce ne sono pochi, stando alle dichiarazioni dei redditi, vuoi che altre notizie come la casa di Montecarlo di AN erano prioritarie, fatto sta che nessuno ne ha parlato. E dire che Bill Gates su questa iniziativa, intrapresa per primo, ci crede da anni e la porta avanti con ferrea determinazione. Ma da noi non avrebbe sicuramente fortuna. Metti che personalmente non ho mai conosciuto nessuno, di quelli ricchi, disposti a disfarsi anche solo di una piccola parte del proprio patrimonio, prima della dipartenza finale verso il Padre Eterno. Poi vuoi mettere quello che scatenerebbe tra gli eredi? In primis una causa per incapacità di intendere e volere, poi una guerra fratricida fino a strappare l’ultimo €uro dalle grinfie dei beneficiati. Cosa avranno mai fatto questi, per meritarsi una simile fortuna? E tra figli legittimi, illegittimi, nipoti, mogli, ex mogli, matrigne, patrigni, una guerra totale senza esclusione di colpi. Amen
