Il Blog di Raffaele Cozzolino

Pensieri, riflessioni, tecnologia, informatica

Archivio per maggio, 2010

Che livello di privacy hai su Facebook?

La privacy su Facebook è sempre nell’occhio del ciclone. Dopo le ultime modifiche alle impostazioni sulla privacy, molti profili sono rimasti per così dire “aperti”, vuoi per mancata conoscenza dei meccanismi che gestiscono appunto le varie opzioni del profilo, vuoi per sbadataggine. Così, le informazioni di profilo di molti, si ritrovano completamente esposte a tutti. Se vuoi scoprire qual’è il tuo livello di privacy, grazie a Profile Watch puoi farlo, basta incollare nell’apposito spazio, il link del tuo profilo dopo aver effettuato l’accesso a Facebook.

Soluto, software anti frustrazione

Quante volte vi è capitato di chiedervi come mai il vostro amato Pc sia diventato così lento all’avvio ? Sovente mi capita di sentirmi dire da alcuni, che accendono il pc e mentre questo si avvia, loro sbrigano alcune altre faccende, tipo farsi il caffè od altro. Questo programma gratuito mette fine alle vostre frustrazioni, dopo il riavvio del computer, analizza in profondità i processi del sistema che causano un avvio molto lento e difficoltoso e lo riporta in modo chiaro, suddividendoli in gruppi e dandovi anche la possibilità di eliminare dall’avvio automatico quei programmi che poi sono anche causa di un generale rallentamento nell’ uso quotidiano del computer, in quanto vengono lanciati in automatico e sottraggono risorse preziose al sistema. Compatibile anche con S.O. a 64 bit, lo potete scaricare da qui , mentre a questo indirizzo potete vedere un video sul suo utilizzo.

Sculptris, modellazione in 3D

Modellare in 3D con il computer e scolpire figure, non è mai stato così facile, grazie a sculptris, applicazione per sistemi windows. Non richiede specifiche abilità ed è veramente alla portata di tutti. Potete osservare qui sotto un video dimostrativo.

Il Blog è un treno

“Il blog è come un treno.
Un treno senza una destinazione finale e che nessuno sa bene da dove sia partito.
Alle stazioni c’è chi sale e chi scende.
In viaggio, tra una fermata e l’altra si parla. Del più e del meno.
E’ un treno dove sali senza biglietto.
Ma dove c’è la prima classe, la seconda classe e la terza classe.
C’è anche un macchinista. Ma come nei treni reali nessuno lo vede, nessuno ci parla.
Ogni tanto un annuncio dall’interfono.
Ogni tanto qualche passeggero si dimentica di quello che è e si mette a controllare i biglietti.
Si dimentica pure che su questo treno nessuno ha il biglietto. Perchè è gratuito.
Ma lui controlla lo stesso.
Solo per sentirsi più importante.
C’è pure chi non scende mai dal treno, pur intuendo che una destinazione vera non ce l’ha.
Ma rimane lo stesso. Perchè alle stazioni sale e scende tanta gente interessante.
E non c’è di meglio da fare, di meglio dove andare. E poi in fondo le stazioni sono tutte uguali.
Che motivo c’è di scendere?
E poi parla con uno e parla con l’altro, magari ti scopri diverso, cambiato, pure informato…. Ti sembra di essere quasi..migliore.
E allora resti su.
E, intanto, passano le stazioni, tanti sono scesi alla loro fermata. Alcuni sono saliti. Ma la gente che sale ti sembra sempre meno interessante. Quelli cha salivano una volta sì, che erano dei passeggeri interessanti!
E allora cominci a dire …alla prossima scendo.
E poi ancora, alla prossima scendo.
Ma… che scendo a fare?
Vediamo piuttosto dove porta sto treno.
Vediamo qual’è la sua destinazione finale.
Come faccio a parlare con il macchinista? Lui si potrebbe sapere dove sta andando il treno.
Ma non si può. Le carrozze non comunicano con la motrice.
E quell’interfono che annuncia solo la prossima stazione. Mai un capolinea. Oppure un marcia indietro. Non può.
Sempre sulle sue rotaie.”
Dalle Ferrovie del Blog
Buon Viaggio.
Un Passeggero

http://www.beppegrillo.it/2009/11/il_blog_e_un_treno.html

Scoperta l’acqua calda

Incredibile, nessuno ci sperava più, ma finalmente chi è al governo si è accorto che in Italia abbiamo gli evasori fiscali ed i falsi invalidi. E’ bastato l’annuncio per far saltar fuori ciechi che guidano, sordi che suonano nella banda del paese, società ricchisime che non hanno mai dichiarato una lira e via di questo passo. Questa notizia, che porta in sè l’azione che il governo intraprenderà per recuperare soldi e non far fare al nostro Paese la fine della Grecia, ha notevolmente incrementato l’autostima del sottoscritto. Si, perchè queste informazioni io le conosco già da qualche decennio, ma pensavo che probabilmente fossero una mia paranoia ricorrente. La regola che vuole che chi amministra denaro pubblico ed ha responsabiltà di governo debba sempre rifarsi nelle sue azioni al comportamento virtuoso del buon padre di famiglia, nel nostro caso probabilmente non è mai stata rispettata, altrimenti cosa altro dovremmo pensare?
Faccio un esempio : In una famiglia di 5 persone, tutti lavorano ma nella cassa comune ci versa i soldi solo il capofamiglia. Gli altri componenti, non solo mangiano e dormono e non contribuiscono alle spese, ma sperperano al gioco d’azzardo anche i soldi del papà. Questi, non bastandogli mai il suo solo stipendio, ogni mese si indebita sempre più, per far fronte a spese sempre crescenti ed introiti insufficienti. Dopo qualche decennio qualcuno lo informa che di questo passo andrà in default ed allora lui che fa? Annuncia trionfalmente che scoprirà chi nella sua famiglia non contribuisce alle spese comuni e sperpera gli averi. A me viene da ridere, perchè immagino che molti italiani prenderanno sul serio la notizia e confideranno in essa una nuova stagione di giustizia sociale. Ricordo quando verso la fine degli anni ’80, consultando l’elenco delle dichiarazioni dei reddiiti nel mio Comune di allora, un paese di 10.000 abitanti, scoprii con non poca sorpresa di essere, io umile ferroviere, tra i 50 più ricchi del paese, e mi domandavo: ma come è mai possibile? io che a malapena arrivo a fine mese, ho una macchina mezza scassata ed abito in affitto? Ma di chi sono tutte quelle ville miliardarie e quelle macchine lussuosissime? Con non poca frustrazione ho sempre pensato che un Paese che non sia in grado di garantire giustizia ed equità sociale, non è un paese con la P maiuscola, non è il mio Paese. Ecco il motivo per il quale mi sento così poco nazionalista. Detto questo, ed essendo pressoche certo che di soldi lo Stato ne recupererà veramente pochi, basta vedere quante cause sono già iscritte all’ INPS sulle pensioni d’invalidità e quante cause amministrative verranno celebrate per poter prendere un pò di tasse a chi le ha sempre evase, recuperando infine tra qualce decennio meno di quanto si è speso per intentare il tutto, mi permetto di esprimere la mia opinione sulle cause del dissesto finanziario dell’ Italia, che, spero di venir smentito, non si risolverà con questa minestrina dei falsi invalidi e degli evasori.
I lavori pubblici sono la prima causa, costano da 3 a 4 volte quello che costano negli altri Paesei Europeri, il più delle volte non servono a nulla, quando terminano sono da rifare perchè fatti male non essendoci nessuno che controlla. Il sistema sanitario che presta poca attenzione alla prevenzione e tanta alla cura, farmaci pagati il triplo dell’equivalente in Europa, miriadi di cliniche private convenzionate, esami specialistici carissimi prescritti anche quando non servono, operazioni chirurgiche effettuate solo per denaro. Gli affitti che vengono pagati dagli enti pubblici, i rifacimenti continui ed infiniti delle nostre strade, che sono sempre piene di buche, mentre quando vai in qualsiasi altro paese all’estero le vedi lisce e sempre perfette. Appalti truccati, corruzione di funzionari pubblici e politici, concessioni governative svendute per un pezzo di pane, privilegi della classe politica e dirigente, spesa dell’esercito e delle missioni di pace. Ci salveremo ? Io speriamo che me la cavo.

Comunicato

Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi,
in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall’Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come “ddl intercettazioni”.
Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d’indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.
Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all’interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.
Il diritto all’informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.
Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet

Ricevo e volentieri pubblico

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.
Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.
Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali.
MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.
In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
ITALIA: l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran.
Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo.

I mediocri

A scuola mediocre è chi galleggia tra il sufficiente e lo scarso, ultimo o quasi. In Italia i mediocri sono i primi della classe. In Italia comandano loro. Il potere si celebra nei privé, gli appalti si vincono nei salotti, le università radunano famiglie (padre, madre, figlio, figlia) e il Parlamento accoglie anche le «favorite». Le more e pure le bionde. Il mediocre per andare in alto ha solo bisogno di buone mani da tenere strette a una corda. Sei della cordata? Allora è fatta. Stanze chiuse, lucchetto alle porte. Chi è dentro non apre. Chi è fuori si arrangi. C’è un Paese che vince. E’ immobile però. Appalti senza gara, cantieri senza fine, treni senza bagni, traghetti con la ruggine.

Di fronte sono ormeggiati gli yacht, splendore di mogano e brillanti. Questa Italia grassa e billionaire, dove la vita è sempre segnata da una griffe, dove i giovani senza talento sognano di diventare tronista e i talenti veri sono costretti a fuggire. E poi c’è l’Italia che perde, più veloce ma molto più debole. Costretta a pagare il prezzo di questo egoismo, a fare i conti con una realtà che la tiene in coda e la induce all’esilio.

Il rapporto fra queste due Italie sembra ubbidire a una equivalenza matematica: il potere dei mediocri misura esattamente la distanza che separa il talento dal successo. Partendo da questa intuizione, Antonello Caporale, insieme con sette ragazzi che in tasca hanno solo un centodieci e lode, poco meno che talenti di carta, ha girato la Penisola per scoprire i volti e i luoghi dei mediocri, il meglio e il peggio dei due estremi della formula. Dal Trentino, con le mele d’oro e le scuole eccellenti, alle Marche, nell’azienda dove gli operai diventano imprenditori, a Montella, in Irpinia, dove si insegna in latino: raffinata scuola dei migliori. In mezzo, i boiardi dei vettori nazionali, i fallimenti di Alitalia, la rete di Comunione e Liberazione, il Parlamento dei nominati e le Regioni sull’orlo della bancarotta.

Chi comanda e chi patisce. Chi è fermo e s’ingrassa e chi corre e non si sfama. Due Italie, una sola storia. Un’inchiesta, forse un saliscendi: il diritto e il rovescio di un Paese che non si rassegna al suo declino.

Antonello Caporale : Mediocri ( I potenti dell’Italia immobile)