Il Blog di Raffaele Cozzolino

Pensieri, riflessioni, tecnologia, informatica

Archivio per luglio, 2010

Senso civico e felicità

Più si è ricchi, più si è infelici, questo il senso di una delle teorie dello psicologo israeliano Daniel Kahneman, premio nobel per l’economia nel 2002, per aver integrato teorie psicologiche alla scienza economica. Da piccolo, quando frequentavo la chiesa ed andavo a messa, ogni giorno il prete nella predica ci invitava a compiangere i “poveri” ricchi, afflitti da chissà quali problemi, proprio in virtù della loro ricchezza, ma allora la maggioranza di noi era povera, ma non stupida, e questa teoria consolatoria in realtà ci faceva sogghignare ed auspicare di essere magari meno felici, ma con qualche possibilità in più di quelle che avevamo, molto modeste. Ma adesso, studiosi imparziali e privi di interessi in causa, affermano che i troppi soldi inducono crescente infelicità. Perché? Perché le persone investono troppe risorse per il consumo di beni materiali a scapito di altre parti dell’ esistenza, in particolare la vita familiare e di relazione, dalle quali dipende in larga misura la nostra felicità. Ma perché allora si persiste in questa folle corsa al di più? Kahneman, sempre armato non di buonismo, ma di indagini scientifiche: « Il consumo di cose comode e non stimolanti crea dipendenza », come una droga dunque, e « aumenta nel tempo il costo richiesto per cambiare stile di vita » . Che noi occidentali dobbiamo cambiare stile di vita o mal ce ne incorrerà, e già ce ne incorre, siamo in tanti a dirlo, Resta la fondamentale domanda: ma si può, e come, misurare l’ elusiva felicità umana? La ricchezza, quale fattore determinante della felicità, si manifesta solo in presenza di redditi alquanto bassi, questo vuol dire che ad es. un aumento di stipendio a persone che arrivano a malapena a fine mese, può effettivamente tradursi in un sentimento di felicità, ma quando le cifre in ballo hanno sei zeri o più, allora è un altro paio di maniche… Studi seri ed alternativi, affermano che nei paesi dove la gente è più felice, sono quelli nei quali più alto è il senso civico ed il rispetto della democrazia e delle regole. Come in Svizzera ad esempio, come riporta l’economista Frey, dove le persone sono molto felici, non perchè godono di un discreto benessere economico, ma per il loro modo di concepire la democrazia. La possibilità per i cittadini di poter esprimere il loro parere su molti temi in gioco, tramite referendum su temi complessi o meno, genera una soddisfazione che appaga le persone e le rende felici. Quindi dove forme di democrazia diretta regolano la vita politica e sociale, anche i servizi funzionano meglio, e la soddisfazione nell’aver contribuito ai processi decisionali che li hanno generati, si traduce in una felicità che porta armonia sociale, senso civico e democrazia. Forse sarà per questo che quando vengono stipulate classifiche sulla felicità, noi italiani siamo sempre nelle ultime posizioni ?

Kings Of Convenience – Misread

If you want to be my friend, and you want us to get along
please do not expect me to wrap it up and keep it there
the observation I am doing could easily be understood as cynical demeanour
but one of us misread, what do you know, it happened again
a friend is not a means you utilize to get somewhere
somehow didn’t notice, friendship is an end
what do you know, it happened againhow come no one told me, all throughout history
the loneliest people were the ones who always spoke their truth
the ones who made a difference withstanding indifference
I guess it’s up to me now, should I take that risk, or just smile?
what do you know, it happened again

Ricordiamo Paolo Borsellino 18 anni dopo

Enrico Rossi Presidente

Spesso sul Blog, ho espresso giudizi negativi nei confronti dei politici nostrani. Oggi viceversa voglio apprezzare un uomo politico, un “ragazzo” del ’58, il mio anno, e pure del mio mese, agosto, nato 20 giorni dopo di me. E’ il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, del Partito Democratico, a mio avviso una persona seria e dotata di capacità, buon senso ed affinità con i cittadini. Mentre i presidenti delle altre Regioni, si apprestano a restituire le deleghe al governo, a causa dei tagli della finanziaria, lui ha lanciato un segnale che dovrebbe essere preso da esempio, chiude 7 delle 8 sedi di rappresentanza all’estero, vende 6 auto blu, ed altre iniziative di risparmio e taglio a sprechi e privilegi, che dimostrano, secondo me, che prima di piangere lacrime di coccodrillo come fanno gli altri, bisogna dimostrare alle persone che ti hanno dato fiducia, di comportarsi ed agire come un buon padre di famiglia. Su Facebook la sua pagina attraverso la quale i suoi progetti, le sue idee, i suoi pensieri, incontrano la popolazione.

L’Italia da distruggere – La meglio gioventù

Paul indovina ancora

Il bizzarro veggente si chiama Paul ed è un polpo che vive nell’acquario pubblico di Oberhausen, in Germania: prima di ogni incontro nella sua vasca viene posizionato un piccolo campo da calcio in plastica contraddistinto dalla bandiera tedesca e da quella della squadra avversaria. Paul si muove lentamente verso una delle due bandiere e quella toccata per prima dal tentacolo corrisponde alla nazione vincitrice. Ad oggi Paul ha pronosticato correttamente tutte le partite della Germania ed anche stasera ha indovinato. Difatti da ieri tutta la Germania era in apprensione per l’infausto pronostico che diceva Spagna in finale. Ed il pronostico si è nuovamente avverato, con la Germania sconfitta dalla Spagna per 1-0.

Fassino, Federica ‘la piccola’ e il biglietto strappato

Se c’è una comportamento da parte di personaggi pubblici, politici od istituzionali che da sempre mi manda in bestia, è quell’ostentazione di superiorità e disprezzo verso chi a loro si rivolge, magari semplicemente con una domanda, che però richiederebbe una risposta, che esistono e sono pagati, proprio per rispondere, del loro comportamento e delle loro azioni al popolo sovrano, al quale inneggiano quando fa loro comodo, salvo poi dimenticarsene un attimo dopo. Ma quando questo disprezzo mal simulato, si ostenta addirittura verso la gente della tua stessa parte politica, gente che crede in te e da te si aspetta delle cose, allora siamo proprio senza speranze. Un campione di razza nel mostrare simili atteggiamenti ed arroganza nelle risposte è certamente il sig. Piero Fassino, di Torino, esponente del PD, che ci chiediamo come faccia ancora a lavorare in politica, visti i risultati così scadenti ottenuti nella sua pur lunga carriera. Con simili personaggi nel principale partito d’opposizione non mi stupisce sentire che la maggioranza degli italiani tutto sommato ama Berlusconi, questi se non altro si sforza almeno di far finta di essere cordiale e simpatico.

“Quella ragazza che ha fatto fuggire Fassino a piazza Navona, la conosco da quando ho ricominciato ad andare in tutti i posti dove dei giovani mi chiamavano a gridare la mia voglia di Giustizia e di Verità, ad incitare quei giovani alla Resistenza, la conosco forse da Piazza Farnese, forse ancora da prima, mi sembra di conoscerla da sempre. La ricordo da sempre ad aprire la strada nei cortei cercando di tenera ben levato in alto il suo braccio con la sua Agenda Rossa per supplire alla sua piccola statura.
Per questo, dopo averla chiamata a lungo “Fede 3″ per identificarla, in base all’ordine di tempo in cui la ho conosciuta tra uno splendido terzetto di Federiche, ho cominciato, per non fare confusione tra i numeri, a chiamarla “Fede, la piccola”. Qualche tempo dopo la prima volta in cui l’avevo incontrata mi disse che aveva a casa un biglietto per Londra comprato qualche tempo prima per poterlo pagare di meno: aveva deciso di andare via dall’Italia, di andare a lavorare all’estero, forse anche perché in Italia non riusciva a trovare un lavoro che non fosse precario, come tanti giovani della sua età, ma soprattutto perché in questo paese non si riconosceva più.
Lei che, come dice davanti a un Fassino che fugge per non doversi confrontare con una persona che gli dice guardandolo negli occhi quello che pensa di lui e dei politici come lui, la Costituzione ce l’ha nel sangue, non sopporta di vivere in un paese in cui gli articoli della nostra Costituzione vengono a poco a poco sostituiti dai punti del piano programmatico per la rinascita democratica che costituisce il manifesto della P2. Da allora “Federica la piccola” l’ho incontrata in tutti i campi di battaglia dove per la Giustizia e la Verità ci siamo trovati insieme a combattere: a Piazza Navona, davanti alle questure a difendere “il più grande scandalo della Storia d’Italia”, Gioacchino Genchi, a piazza Navona, a Piazza San Giovanni per il NO-B Day, a Cinisi per lottare insieme a Peppino Impastato, e soprattutto a Palermo per impedire la profanazione di Via D’Amelio da parte degli avvoltoi, che, cacciati nel 1992 dalla Cattedrale di Palermo, ogni anno tornavano sul luogo di quella strage ad assicurarsi che Paolo fosse veramente morto, e ogni volta la sua Agenda Rossa sembrava levarsi più in alto di tutte le altre. Poi un giorno mi telefona e mi dice che quel biglietto pronto per portarla via dall’Italia, lo ha strappato, che non partirà più, che ha deciso di restare in Italia, il paese per cui Paolo e i suoi ragazzi hanno sacrificato la loro vita, perché ha capito che è qui che deve lottare, insieme ai tanti altri giovani che l’Agenda Rossa hanno scelto a simbolo della loro lotta.
Un altro giorno alla fine dell’anno scorso, mi telefona e mi dice che quello era il giorno la cui data era scritta sul suo biglietto aereo, il giorno in cui avrebbe dovuto lasciare l’Italia, ma che è felice di essere qui, di non avere lasciato il suo paese, il paese di Paolo, il paese dove c’è da lottare per difendere la nostra Costituzione, e io che dico sempre agli altri che non è tempo di lacrime ma di lotta, io che rimprovero quelli che mi dicono, al termine dei miei incontri, che li ho fatti commuovere, non capisco perché sento delle lacrime scendere e bagnarmi gli occhi.
Fassino, questi giovani dei quali parli con disprezzo mentre fuggi senza voltarti indietro per non doverli guardare negli occhi, a questi due ragazzi, come tu dici, che hanno inscenato un teatrino per poterti attaccare, non importa ormai più niente di te, tu oramai sei il nulla, sei soltanto “quel signore li”, hai svenduto la passione di tante persone, che negli ideali della sinistra hanno creduto e continuano a credere, per dei brandelli di potere, per il controllo di almeno “una banca”. Continui a partecipare, tu si, a dei teatrini televisivi nei quali si esaurisce la tua opposizione a chi ha ridotto il nostro paese ad un regime.
Tu sei davvero piccolo e Federica, la piccola Federica, da ieri comincerò invece a chiamarla “Federica la grande”.”

Salvatore Borsellino

Draquila, l’Italia che trema

Ho visto “Draquila”, il documentario di Sabina Guzzanti sulla gestione del terremoto all’Aquila del 6 aprile 2009. Con buona narrativa, Sabina spiega lo sfruttamento politico del “grande evento” terremoto e la speculazione affaristica sulle “grandi opere” e le strumentali emergenze da “protezione civile spa”: il contesto in cui operava la Cricca. Un dopo terremoto letto come frammento esemplare di un metodo di malgoverno, con alcune costanti: concentrazione del potere, abbattimento dei controlli, liquidazione delle procedure, plagio mediatico, nullità delle opposizioni, repressione del dissenso, fondamentalismo del business.

“L’Italia è questa. Un misto di ignoranza, di superficialità, di tirare a campare. E chi non è d’accordo è un rompicoglioni, un emarginato, un brontolone. Che importa se le casette prefabbricate sono costate 4 volte di più di case in muratura, che importa se le stesse casette in Olanda sono costate 1/10 di quanto sono costate a noi, che importa se un comitato d’affari gestisce i soldi pubblici per edilizia privata mascherando da grande evento il meeting europeo delle famiglie numerose o la visita pastorale del Papa a Brindisi. Gestendo i grandi eventi come emergenze, dichiarando che un’emergenza è il traffico sulla laguna a Venezia. Mentre il paese attraversa una crisi di valori senza precedenti, con un’opposizione completamente assente, un gruppo ristretto di politici e di imprenditori senza scrupoli gestisce la cosa pubblica come se fossa la propria azienda, in deroga (cioè fregandosene) a tutte le leggi ed i regolamenti che hanno salvato quel che rimaneva dell’Italia dopo le grandi speculazioni edilizie.
La dittatura moderna è questa. Potenti sempre più potenti, mezzi di informazione controllati, una manciata di ghiande ai maiali, ogni tanto, per tenerli buoni, senza fargli sapere che Dicembre si avvicina. La dittatura moderna è questa, niente tortura, niente carcere. Ti denuncio, di diffamo attraverso i miei giornali, non trovi lavoro, non trovi un prestito se non passi prima da me. La dittatura moderna è questa, si usano i soldi di tutti per promuovere l’immagine di una persona, anche se il costo è 10 volte superiore, basta non farlo sapere, basta non accreditare i giornalisti che fanno domande scomode, basta isolare i contestatori.
Draquila parla di questo, parla di una forma avanzata di moderna dittatura.Parla dell’Italia

Simone