Il Blog di Raffaele Cozzolino

Pensieri, riflessioni, tecnologia, informatica

Archivio per luglio 3rd, 2010

Aliens, scontro finale

Il Cavaliere Mascherato è ritornato dal suo viaggetto in Sudamerica e Canada per il G20, ringalluzzito come ai bei tempi. Chi ha dimenticato come si presentava solo poche settimane fa ai partner europei, piagnucolante e depresso, con nulla di meglio da dire che solfeggiare un ritornello stonato, dove lui, ahimè, poverino, nel nostro Paese conta poco e niente, un modesto 2 da picche, raggiungendo l’apice del delirio nel momento in cui, parafrasando il Mussolini dei tempi andati, dichiarava di poter solo disporre del comando del suo cavallo, per farlo andare a destra oppure a sinistra. Ora, agitando circolarmente la mano e poggiandola poi sul petto dichiara: “Ghe pensi mi”. “Sono tornato e adesso mi trovo qui,con una situazione italiana che mi pare non precisamente tranquilla” ha affermato al Tg1 “Da lunedì prenderò decisamente in mano tutti i titoli che sono sul tavolo, dalla manovra finanziaria alla legge sulle intercettazioni, alla riforma della giustizia” e conclude “come dicono a Milano ‘ghe pensi mi’ e da lunedì vedrà che tutte queste cose andranno a buon fine”. Così prossimamente su questi schermi assisteremo allo scontro finale in atto nella maggioranza, in pratica la resa dei conti tra Silvio e Gianfranco. Vedremo come andrà a finire, le sorprese sono di là da venire…

Pensioni

Fatalmente, immancabilmente, periodicamente, si ritorna a discutere e parlare di pensioni. Ma non delle pensioni d’oro, di quelle baby, delle pensioni di coloro che mai hanno pagato, grazie ai contributi figurativi, di quelle doppie, triple, quadruple, delle pensioni ai politici assegnate dopo 30 mesi, di quelle di milioni di pensionati che la percepiscono e  per la quale hanno versato la metà o anche meno di contributi, no, si parla sempre e solo di quelle che meritatamente maturano coloro che si spaccano la schiena per 40 anni. Ormai si è sparsa la voce, in Italia la pensione a rischio è solo quella di chi lavora, la voce ha varcato i confini nazionali ed extracomunitari e comunitari dell’ Est  accorrono a frotte, dopo 5 anni in Italia ottengono la cittadinanza e fatto questo, richiamano al ricongiungimento familiare i parenti anziani, che partono dal loro paese dove una pensione non ce l’hanno ed arrivano nel Paese di Bengodi, dove la pensione gli viene immediatamente concessa, anche se sono stranieri e da noi non hanno mai vissuto, lavorato o versato contributi.  Nel paese dell’eterno privilegio se non hai mai fatto un cazzo nella vita, allora hai diritti ed agevolazioni, ma se nella vita ti sei fatto un mazzo tanto, ciò che ti sei guadagnato con il sudore, ti viene sempre messo in discussione. E’ ora di dire Basta con tutte le forze. Che vengano azzerate immediatamente tutte le pensioni maturate illegalmente o frutto di mancati contributi, basta con gli anni di contribuzione regalati a chi sta seduto in poltrona solo perchè appartiene ad una ” forza dell’ ordine”, che i politici lavorino 40 anni come tutti, basta con i doni, perchè non possiamo più permettercelo. Quanti sono i pensionati consulenti? Quanti quelli la cui pensione supera  i 5000 euro al mese?  Basta. Perchè i giovani di oggi, non potranno campare fino a 100 anni per maturare uno straccio di pensione. I sacrifici bisogna farli tutti. Ma dopo 40 anni di lavoro, cosa ci vogliono chiedere di più? Se hai lavorato veramente lo sai che ad una certa età non ci sono più energie, ma cosa vogliono spremere ancora? Parlano e legiferano, persone che non fanno niente nella vita e la fatica non sanno neanche da che parte si affronta. Basta

Anita

Sono trascorsi cinquant´anni dalla “Dolce Vita” di Fellini: in questi giorni l´ottantenne Anita Ekberg  è stata ospite d’ onore della Costa Atlantica.

“Si muove piano appoggiandosi al braccio del comandante, ex rugbista genovese di quasi due metri. Prudente. Malinconica. A bordo un grande schermo rimanda le immagini di lei nella fontana di Trevi. I croceristi studiano incuriositi l’ eleganza dell’ incedere, il mistero che sembra circondare quell’ anziana signora. Ma è solo osservandone lo sguardo, gli occhi azzurri e ancora intensi, che qualcuno finalmente la riconosce. Allora si danno di gomito, bisbigliano eccitati, tirano fuori le macchine fotografiche. Sono trascorsi cinquant’ anni dalla Dolce Vita: in questi giorni l’ ottantenne Anita Ekberg è l’ ospite d’ onore della Costa Atlantica, grattacielo sul mare che al capolavoro felliniano ha dedicato una crociera nel Baltico. La nave è salpata da Stoccolma preceduta da una conferenza stampa per celebrare l’ anniversario del filme raccontare la prima di una serie di iniziative in occasione del mezzo secolo. L’ attrice svedese risponde fredda e puntuale alle domande dei giornalisti scandinavi: aneddoti sulla scena che ha reso tutti famosi, il suo rapporto col regista, il tramonto di una carriera, l’ orribile cinema di oggi. Terminato l’ incontro si abbandona su una poltrona accanto al bancone del bar. Sola, stanca. Cosa le manca di più della Dolce Vita? «Gianni Agnelli». Scusi? «Stavamo già insieme, quando giravo la scena della fontana. Mai nessuno come lui, nella mia vita. Né, prima, né dopo. E dire che la Masina era gelosa, pensava avessi una storia con suo marito. Giulietta ci ha messo annia capire che io e Federico Fellini potevamo essere solo amici». Anita Ekberg e l’ Avvocato. «È durato molto più di quanto possiate pensare. Una vera storia d’ amore. All’ inizio non ci credeva nessuno, la moglie pensava a un’ avventura. Forse non ci siamo mai lasciati. Era un uomo meraviglioso. Un italiano di quelli che non ci sono più, l’ italiano che una ragazza come me voleva incontrare: intelligente, ironico, attivo. Scherzava sempre, ma ha sofferto molto. L’ ultimo ricordo è quando gli hanno detto al telefono che il figlio si era suicidato, e lui ha voluto andare di persona a vedere». Dicono che l’ altro suo grande amore italiano sia stato Dino Risi. «Non è vero. Lo raccontava lui per darsi importanza, quando io ero una Miss Svezia che cominciava a fare film e lui un medico milanese che voleva entrare nel cinema». La fontana di Trevi… «Abbiamo girato quella scena a gennaio. Faceva freddo, tremavo come una foglia. Mi hanno tappato il naso e obbligato bere cognac, per andare avanti. Mastroianni è caduto tre volte in acqua, lo asciugavano e si doveva ricominciare. Un incubo». Senza Anita quel film non sarebbe stato lo stesso, diceva Fellini. «È grazie a me, a quella scena, se si è fatto conoscere nel mondo. Io ero già famosa. Ma lui era un vero genio: non ti trattava come una pedina degli scacchi, con lui eri davvero libero di esprimerti». Quella Dolce Vita non tornerà più. «È la storia di una generazione perduta, di un’ Italia perduta. Io conosco l’ Italia, continuo a vivere a Genzano con i miei due cani in un sereno isolamento. So quanto è cambiata. Allora c’ era voglia di vivere, di conoscere le persone, di comunicare. C’ era la libertà di sognare. Adesso stanno tutti chiusi dentro le loro macchine o le loro case. Pensano a mettere da parte i soldi, e a guardare la tv. Ma con l’ esempio che dà Berlusconi non potrebbe essere diversamente». Il Cavaliere è nato il suo stesso giorno: il 29 settembre. «Passa il suo tempo a truccarsi come un attore. Anzi: come un’ attrice». Perché è così ostile ai giornalisti svedesi? «Uno di loro mi ha rovinato la vita: Rube Moberg. A Roma non mi incontrò neppure, ma scrisse che ero una puttana. Quando andai a trovare i miei genitori c’ era un gruppo di fanatici cattolici che prese a pietrate la nostra casa. Fu uno shock. Ero solo una ragazza che cercava una vita normale, l’ amore». Gianni Agnelli. «L’ unico vero amore della mia dolce vita amara».”

Repubblica 28/06/2010