Imei Blacklist
Pubblicato da Raffaele
La legge di Murphy, adattata dal sottoscritto all’argomento trattato, dice che se perdi il cellulare, la possibilità di ritrovarlo sarà inversamente proporzionale al numero di cellulari che hai trovato in passato e restituito al legittimo proprietario. In sostanza, a me, doveva andare proprio così, visto che mediamente trovo e restituisco 5 o 6 cellulari all’anno, tutti smarriti o dimenticati sul treno. Così, quando ho perso il mio N95, la speranza di riaverlo si è esaurita nel breve volgere di una chiamata, quella fatta al mio cellulare, quando il messaggio “l’ ultente desiderato non è al momento disponibile o non raggiungibile”, mi ha fatto capire senza ombra di dubbio, che era già stato riciclato nel nuovo cellulare di qualcun’ altro. Al di là di tutto, avrei pagato per riavere almeno la scheda di memoria con foto e filmati personali impossibili da riprodurre. Ma è andata così, ed allora mi sono detto: lo blocco, non gli dò la soddisfazione di usarlo, tanto ho il n° IMEI e lo faccio inserire nella Blacklist. Così dopo aver fatto regolare denuncia, mi documento sulle procedure per il blocco, operazione ora possibile in Italia (ci sono voluti 13 anni affinchè tutti e 4 gli operatori di telefonia mobile si mettessero d’accordo per utilizzare la medesima procedura e blacklist). Ma subito mi sorge un dubbio: siccome al momento dello smarrimento, nel suo interno non vi era una sim di uno dei 4 principali operatori, che condividono tra loro la “Imei Blacklist Italiana”, vuoi vedere che nessuno di loro me lo inserirà nella blacklist? A pensar male si fa peccato, ma sovente ci si azzecca, difatti è andata proprio così, nessuno dei 4 ha potuto, o voluto farlo, adducendo come motivazione, che la procedura richiede l’inserimento del numero di SIM. A nulla è valso spiegare che desideravo bloccare l’apparato, cioè il telefono e non la Sim, niente da fare. Poi mi è venuta in mente la Nokia, una volta ho portato il telefono per una piccola riparazione ed ho notato che registravano il codice IMEI in un database, con tanto di nome e cognome. Allora mi sono recato proprio da loro, che gentilissimi hanno registrato la denuncia ed inserito il cellulare nella loro Blacklist, capitasse che lo portano in riparazione, mi avviseranno dopo averlo trattenuto. Grazie Nokia.
Quello che siamo
Pubblicato da Raffaele
Qualche sera fa ad una cena tra amici, la mia amica Lia, impegnata nel sociale, mi ha detto: ” Raf, la responsabile della cooperativa sociale xyz, mi ha detto di aver conosciuto, durante un viaggio al mare, un macchinista simpatico, cordiale e gentile. Ho subito pensato a te, ma eri tu ?” Il pensiero allora è ritornato ad un mese prima, su quel gruppo di bambini, accompagnati da una gentile signora, che si recavano per qualche giorno al mare, in una casa famiglia. Sei bambini di colore, dai 2 agli 8 anni, giunti in Italia da circa 1 anno, con mamma e papà, ma con il papà che subito dopo abbandona tutti e scappa con un’altra donna. A tutti questi bimbi, prima di partire, con il treno fermo in stazione, ho fatto vedere la cabina di guida ed ho fatto suonare la tromba, poi una cordiale breve chiacchierata con la responsabile del gruppo. In particolare mi colpì un bimbo, che tutti chiamavano “Le professeur”, in virtù delle sue spiccate doti di intelligenza e capacità di apprendimento, solo 6 anni ma brillantissimo. Volevo chiedere a Lia, perchè avesse pensato proprio a me, poi ho concluso che probabilmente sono l’unico macchinista che lei conosce.
Ipad, prime impressioni d’uso
Pubblicato da Raffaele
Dopo qualche giorno di uso intensivo, mi sento di poter esprimere un personale giudizio. E’ un oggetto meraviglioso. Ha un display grande, luminoso, perfetto per poter leggere giornali e libri in formato elettronico. Chi possiede ed usa un Iphone, non troverà alcuna difficoltà,gli sembrerà di averne uno in formato maxi. Le applicazioni per Iphone funzionano anche su Ipad, tranne alcune eccezioni, anche se non sono ottimizzate nella grafica. Ogni giorno ne compaiono di nuove e questo lascia presagire che il grande successo avuto nel mondo, dal fratellino piccolo, sarà replicato anche dall’Ipad. La difficoltà a reperirlo nei negozi ne è una dimostrazione. Nel breve volgere di poche ore, ho trasformato uno zaino di libri, pubblicazioni ed altre cose che quotidianamente sono costretto a trasportarmi a spalle per il mio lavoro, in file che ho inserito nell’Ipad. La ricerca di qualsiasi cosa si trovi in formato elettronico, è facilitata dal motore di ricerca che ti permette di accedere alle informazioni richieste in pochi secondi, anzichè sfogliare pagine e pagine. Questo lavoro mi ha fatto pensare che di qui a poco riapriranno le scuole e rivedremo bambini avviarsi da casa carichi come muli da soma, con zaini pesantissimi che metteranno a dura prova la resistenza delle loro colonne vertebrali. Come potrebbe cambiare lo studio e l’istruzione con uno strumento simile…Sul mio Ipad ogni mattina si scaricheranno automaticamente i miei quotidiani preferiti, avrò sempre con me almeno una ventina di libri, non si sa mai, la posta elettronica ed Internet sempre a disposizione, come pure una app di WordPress per aggiornarmi il Blog. Anche in condizione di luce soffusa, lo schermo luminoso dell’iPad consente una facile lettura. Peccato solo che Apple si ostini nel suo rifiuto ad Adobe Flash, questo condiziona purtroppo l’usabilità di molti siti Internet. In conclusione ritengo sia un oggetto utile e funzionale, non solo un gadget tecnologico.

Lara Fabian – Adagio in Italiano
Pubblicato da Raffaele
Fantastica, da brividi.
Foglie morte
Pubblicato da Raffaele
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d’ippocastani.
Nazim Hikmet da Poesie d’amore
La misteriosa catastrofe del treno 8017
Pubblicato da Raffaele
Quando il treno 8017 transitò per i binari di smistamento della stazione di Salerno, nella fredda e piovosa sera del 2 marzo 1944, nulla poteva far pensare che fosse avviato a una catastrofe. Infatti l’8017 non ebbe uno scontro, non deragliò, non s’incendiò né fu altrimenti sinistrato. Eppure causò un numero di morti forse superiore a quello d’ogni altro disastro ferroviario. Sul treno 8017 c’era infatti un assassino: il carbone per la locomotiva. Era di qualità scadente (c’era la guerra e il carbone scarseggiava) e la sua imperfetta combustione dava talvolta origine a quantità anormali d’ossido di carbonio, gas tossico e inodoro. Il treno non avrebbe dovuto trasportare passeggeri. Ma, come molti altri merci nella zona di Napoli lo faceva, perché a Napoli c’era poco da mangiare. L’occupazione alleata, cinque mesi prima, aveva interrotto i traffici tra la città e la campagna ed era sorta un’attivissima borsa nera. Continua..
Al via la guerra dei poveri
Pubblicato da Raffaele
Marchionne sta segnando la strada, Fiat fuori da Confindustria, disdetta del contratto dei metalmeccanici. A Pomigliano nasce una Newco, sulle ceneri del referendum, la nuova compagnia nella quale saranno riassunti a settembre i lavoratori dello stabilimento campano Fiat, non sarà iscritta a Confindustria e quindi svincolata dal Contratto Nazionale dei Metalmenccanici. La domanda del referendum era forte e chiara : “Vuoi continuare a lavorare oppure no ?”. Operai con moglie a carico, figli, un mutuo, cosa potevano mai votare? In sostanza la scelta era tra sopravvivere o perire. La globalizzazione sta iniziando a mostrare a tutti quali saranno i suoi effetti anche da noi. Da Repubblica : “In Italia la Fiat produce 650.000 vetture l’anno con 22.000 dipendenti. In Polonia ne produce 600.000 con 6.100 operai. In Brasile le vetture prodotte sono 730.000 e i dipendenti soltanto 9.400. Inoltre il costo del lavoro in quei due paesi, contributi sociali inclusi, è molto più basso.(…)” Per questo o anche l’Italia si adegua oppure perchè continuare a rimanere in Italia? ”Le aspre condizioni di lavoro che Fiat intende introdurre a Pomigliano, dopo averle sperimentate con successo all’estero, sono la premessa per introdurle prima o poi in tutti gli stabilimenti italiani, da Mirafiori a Melfi, da Cassino a Termoli. Dopodiché interi settori industriali spingeranno da noi per imitare il modello Fiat. Dagli elettrodomestici al tessile e al made in Italy, sono migliaia le imprese italiane medie e piccole che possono dimostrare, dati alla mano, che in India o nelle Filippine, in Romania o in Cina le loro sussidiarie vantano una produzione pro capite di molto superiore agli impianti di casa. Che tale vantaggio sia stato acquisito con salari assai più bassi, sistemi di protezione sociale minimi o inesistenti, e orari molto più lunghi, non sembra ormai avere alcuna rilevanza. Certo non per il governo, e perfino per gran parte dei sindacati. Con l’applicazione totale del modello Fiat, le imprese si sentirebbero autorizzate a far ritornare una parte della produzione delocalizzata in Italia, alla semplice condizione che essa sia accompagnata da salari e condizioni di lavoro che si approssimano sempre più a quella dei lavoratori dei paesi emergenti”. Ampliare il numero dei malcontenti moltiplicando i lavoratori che sono perentoriamente costretti a scegliere, come a Pomigliano, tra lavoro degradato e disoccupazione, o assistervi senza fare nulla, è una pessima ricetta politica. Alla quale un’impresa dovrebbe evitare di aggiungere i suoi particolari ingredienti.
Novelli Marchionne si stanno moltiplicando nel Paese, tutti vogliono cambiare il contratto di riferimento dei propri dipendenti, tutti vorrebbero schiavi silenti, pagati una miseria ed obbedienti come cagnolini.
Nun te regge più
Pubblicato da Raffaele
Scritta 30 anni fa ed è più attuale che mai…
