Articolo 18, senza parole

Da La Stampa di sabato 17 marzo

Date un’occhiata al grafico, è molto istruttivo.
Guardate in particolare il nostro punteggio in relazione alla virtuosa Germania, notate la differenza?

Poi chiedetevi a cosa si riferiscono la signora piangente di Torino, Elsa Fornero e supermario Monti  quando a proposito della riforma del mercato del lavoro affermano che a chiedercelo è l’Europa.

La fonte dello studio è la OECD, Organization for Economic Cooperation and Development, quella che noi chiamiamo OCSE, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: “un’organizzazione di studi economici per i paesi membri, paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico ed un’economia di mercato.

L’organizzazione svolge prevalentemente un ruolo di assemblea consultiva per la risoluzione dei problemi comuni, l’identificazione di pratiche commerciali ed il coordinamento delle politiche locali ed internazionali dei paesi membri.

Non conosco i criteri adottati per l’attribuzione dei punteggi, ma sapere che la fonte non è la FIOM di Landini esclude critiche di faziosità.

Non sarebbe opportuno che la Fornero e lo stesso Monti smentissero o confutassero questi dati?

Altrimenti a qualcuno può venire il dubbio che l’abolizione dell’articolo 18 sia solamente strumentale, ben lontana da quei fini, nobili e moderni al tempo stesso, che il Governo dice di perseguire.

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2 risposte a Articolo 18, senza parole

  1. Gibran scrive:

    Caro Raffaele io di politica non sono molto ferrata, anche perchè si è creata tanta confusione con questo governo. Ma secondo me se i sindacati tutti compreso Landini non si uniranno,i lavoratori avranno sempre la mannaia sulla testa.
    Ma purtroppo ci sono Bonanni e Angeletti che vogliono fare politica e allora fan bastian contrario.
    Non sò se ho centrato il tema ma se non l’ho fatta mi dispiace.
    Ciao a presto.

  2. Guido Giraudo scrive:

    ELIMINANDO L’ART.18 ECCO COSA ACCADRA’.

    VERRAI LICENZIATO SE :
    1)Sciopererai;
    2) Sei donna e vuoi fare più di un figlio (ricordiamoci dei licenziamenti in bianco fatti firmare dalle giovani donne);
    3) Ti ammali di una patologia invalidante e hai ridotto le tue capacità lavorative;
    4) Passi un periodo di vita difficile e non dai il massimo;
    5) Hai acciacchi ad una certa età che riducono le tue prestazioni (ed è molto probabile con l’allungamento dell’età lavorativa voluta dal Suo governo);
    6) Sei “antipatico” al proprietario o ad un capo che ti mettono a fare lavori meno qualificati e umilianti (mobbing);
    7) Chiedi il rispetto delle norme sulla sicurezza (nei luoghi di lavoro dove non esiste l’articolo 18 gli infortuni gravi e i casi mortali sono molti di più);
    8) Rivendichi la dignità di lavoratore, di uomo e donna;
    9) Sei politicamente scomodo (ricordiamoci dei licenziamenti e dei reparti confine degli anni 50 e sessanta);
    10) Non ci stai con i superiori;
    11) Contesti l’aumento del ritmo di lavoro;
    12) T’iscrivi ad un sindacato vero (su 1000 lavoratori richiamati alla FIAT di Pomigliano non uno è iscritto alla FIOM);
    13) Appoggi una rivendicazione salariale o di miglioramento delle condizioni di lavoro;
    14) Fai ombra al superiore e se pensa che sei più bravo di lui e puoi prenderne il posto (a volte comandano più del proprietario);
    15) Hai parenti stretti con gravi malattie e hai bisogno di lunghi permessi;
    16) Non sei più funzionale alle strategie aziendali;
    17) Reagisci male ad un’offesa di un superiore;
    18) Dimostri anche allusivamente una mancanza di stima verso il capo e il proprietario;
    19) Sei mamma ed hai un bimbo che si ammala spesso;
    20) L’ente/azienda per ui hai dato una vita di lavoro non ha più bisogno di te.

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