Bancomat senza PIN

Questa mattina, complice la bella e soleggiata giornata con temperatura di 16 °C, ho fatto un giro al mercato. Era parecchio che non ci andavo e così ho fatto una passeggiata. Tra le bancarelle, molte meno delle solite e con meno merci sopra, i commenti prevalenti erano rivolti alla crisi ed alla manovra del governo. Tra il pensionato che fatica già ora ad arrivare a fine mese e l’operaio che teme di dover morire sulla catena di montaggio, tra il disoccupato e quello che il lavoro ce l’aveva ma è stato licenziato, un coro unanime di protesta e delusione.
Purtroppo è così, non c’è niente da fare, queste categorie sono, per lo Stato e per i vari governi che si succedono nel tempo, un Bancomat senza PIN, dal quale attingere a piene mani ogni qualvolta abbiano la necessità di fare cassa. Se si guarda al Decreto nel suo insieme, si rileva che sono due i pinnacoli che segnano la “sky line”, perché all’intervento sulle pensioni già menzionato si affianca una pesante tosatura dei “soliti noti”, che in quanto tali tutti sanno chi sono.
Il 10% più ricco del paese, che detiene la metà della ricchezza nazionale, pagherà si e no l’1% dei costi della manovra. Il restante 90% paga tutto il resto e la stragrande maggioranza dei costi sono su lavoratori dipendenti e pensionati. Si va in pensione a 66 anni gli uomini e a 62-63 le donne, una vergogna sociale che colpisce le condizioni di lavoro di chi fatica davvero, di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, di chi non ha contributi sufficienti. La pensione di anzianità va a 42 anni, ma poi ci sono le penalizzazioni per chi esce prima dell’età prevista, ancora una volta un danno soprattutto per gli operai e per chi fa i lavori più faticosi. Così i giovani verranno ancora una volta imbrogliati, perché sarà per essi sempre più difficile accedere al lavoro. Si blocca la rivalutazione delle pensioni sull’inflazione, così si colpiscono i redditi già falcidiati dall’inflazione. E poi c’è una valanga di tasse, in gran parte sul lavoro e sui redditi più bassi, da quelle sulla prima casa, all’aumento delle addizionali Irpef comunali e regionali, all’aumento delle tasse sulla benzina, all’aumento dell’Iva, dai ticket sanitari all’aumento dei prezzi dei costi di tutti i servizi sociali. Di fronte a tutto questo i ricchi pagano con qualche piccola elemosina e le caste vengono lasciate sostanzialmente immuni. Non c’è una patrimoniale sulle grandi ricchezze, non si toccano le spese militari o per le grandi opere o gli sprechi veri della pubblica amministrazione. Qui, insomma, un massacro sociale che si aggiunge a quelli già preventivati dalle manovre del governo Berlusconi.
E mentre tutto il Paese, si avvia sulla strada senza ritorno di una grave recessione economica, la risposta alla Crisi del governo Monti è stata la classica montagna che partorisce il topolino.

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11 risposte a Bancomat senza PIN

  1. lucia scrive:

    Già bancomat senza Pin, tu me lo insegni,si può prelevare finchè il conto è in attivo, ma se andiamo di questi passi fra un po’ anche lo Stato sarà in rosso!! E dopo…
    Un saluto

  2. Raffaele scrive:

    Cara Lucia, lo Stato è come Equitalia…. se dice che gli devi dare dei soldi, non gli interessa sapere se ne hai per farlo o se stai già morendo di fame. Devi darglieli e basta….
    Altro che conto in rosso…. gli italiani sono in pre-default.
    Ciaooo

  3. espress451 scrive:

    Disamina molto lucida la tua, caro Raffaele. Sai cosa aggiungo? Visto che gli attuali parlamentari ci hanno imbrogliato sempre e su tutta la linea, senza una lira di stipendio fino al termine della legislatura per porre una minima pezza sulla loro sistematica ruberia e incapacità cronica. Sono indignatissima! A presto, Ester.

  4. Diego scrive:

    La benzina verde costerà 8,2 centesimi in più, il diesel 11,2. Gli aumenti scatteranno subito, dal momento di entrata in vigore del decreto-legge “Salva-Italia”

    preparate le bici…la macchina sarà un lusso

  5. Raffaele scrive:

    @Ester
    Approvo la tua proposta senza indugi, anzi… farei di peggio. I risultati del malgoverno, degli sprechi, della corruzione dilagante li pagano purtroppo quelli che non hanno difese, loro i politici ne escono sempre immuni.
    Sono triste e deluso, temo che andrà sempre peggio.
    Ciaooo

  6. speradisole scrive:

    Secondo me sulle decisioni di Monti ha pesato molto il parere di Berlusconi, o se vogliamo il ricatto: siccome noi siamo la maggioranza in parlamento possiamo bocciare la manovra, se si toccano i ricchi. Questa è sempre stata la minaccia e Monti ci è cascato.
    La conseguenza disastrosa è che anche Monti, nella sua attività di governo non ha libertà. L’influenza della destra è enorme e si sente.

    Ma, a mio avviso, Monti poteva benissimo mettere le mani in tasca ai ricconi, in modo ponderoso e serio e stare a vedere l’effetto che faceva. E’ chiaro che avrebbe avuto l’appoggio del centro e della sinistra in toto, e che il Pdl e Lega insieme, se avessero bocciato la manovra, sarebbero passati per i rovina paese. Come partito ed alleanza sarebbero falliti.
    Era l’occasione buona per dimostrare al paese chi davvero aveva a cuore la sua sorte.
    Io mi aspettavo un colpo del genere, invece ho visto solo una destra con un altro viso, forse più credibile in Europa, ma certamente con la stessa mentalità.
    Berlusconi può esultare perchè il suo partito non sarà mai accusato di aver rovinato questo paese.
    Ciao Raffaele, un abbraccio.

  7. Raffaele scrive:

    @Sole
    Sono certo che le misure sono state concordate con Berlusconi. La lega ha preso le distanze per non venir accusata dai suoi elettori di aver toccato le pensioni che a conti fatti sono la misura più odiosa, penalizzante, castrante e iniqua. Il pianto del Ministro Fornero in conferenza stampa non mi ha commosso neanche un po’: mi è sembrato il pianto del coccodrillo.
    Il “coccodrillo” ha aperto le sue fauci esordendo che finalmente la pensione si calcola per tutti con lo stesso metodo, contributivo, facendo slittare verso il basso l’ammontare dell’assegno ma se oggi quell’assegno vale 1.000 euro con il sistema retributivo, con quello contributivo diventa 600 euro, ma sicuramente prima o poi riusciranno a portarci ai livelli retributivi e pensionistici dei cinesi e degli indiani, dimenticando che cambiare le regole in corsa è, non solo disonesto, ma anche eticamente scorretto. Se una persona ha iniziato a lavorare 30 anni fa e gli è stato detto che i suoi diritti, pagati con i contributi e non gratuiti , erano di un massimo di versamenti di 40 anni e, sempre quella stessa persona aveva impostato la sua vita su questi parametri, adesso gli si sconvolge l’esistenza, gli si cambiano le regole, tanto le oligarchie lo hanno sempre fatto.
    Ciao Sole, un abbraccio

  8. Raffaele scrive:

    @Diego
    Speriamo che mangiare non diventi un lusso, ma con l’aria che tira non si può mai dire….
    Ciao e grazie

  9. marco scrive:

    Fanno pure ironia sui decimali 8.2 11.2 ma cosa vogliono farci bere; almeno il buon gusto di arrotondare ma ci prendono proprio per fessi ?
    Ma in che nazione viviamo ?
    Auguri per i 150 anni erano meglio gli austriaci.

  10. marco scrive:

    Vedo che alcune persone vivono ancora nel mondo dei sogni.
    Forse è ora di svegliarsi!

  11. Raffaele scrive:

    @Marco
    Vedrai che chi vive nel mondo dei sogni si sveglierà, certo che si sveglierà. Ma mlo farà come chi si prende un bel gavettone d’acqua gelata mentre dorme e non se l’aspetta. Il risveglio sarà brutale.
    Ciao

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