Da un’emergenza all’altra

Siamo un Paese in emergenza continua.
Non si fa in tempo ad accantonarne una che già un’altra si affaccia alla ribalta.
Le notizie che arrivano dalla Sardegna rievocano le tragedie della Liguria, della Toscana, del Piemonte, del Veneto, della Campania e della Calabria. Le morti, le città alluvionate con l’acqua ai tetti, quei paesaggi devastati dal vento e dall’acqua.
Notizie ed immagini che si sovrappongono a quelle di un paese bloccato dalla scissione tra falchi e lealisti, dove non si riescono a far applicare nemmeno le sentenze passate in giudicato.
Dove il Parlamento ed i partiti della maggioranza si perdono in discussioni su un ministro che “dovrebbe valutare se rassegnare le sue dimissioni”.

C’è poi sempre un’ emergenza: c’è l’emergenza occupazionale, l’emergenza debito, l’emergenza crescita, l’emergenza giustizia, l’emergenza emigrazione.
Ma l’emergenza del territorio, tra alluvioni, frane e terremoti, dura da decenni senza che si veda mai un’iniziativa concreta per minimizzare i pericoli.
Viviamo in un paese dove si è costruito senza rispettare le norme di sicurezza, dove non si è mai fatta prevenzione e dove non ci si è mai preoccupati a sufficienza della messa in sicurezza del territorio.

Le scene che arrivano da Olbia le abbiamo purtroppo già viste ed ogni volta c’è qualcuno che minimizza dicendo che è piovuto tanto e in modo concentrato.
Un evento eccezionale.
Ogni tanto però la natura ci ricorda quanto siamo italiani noi italiani.
Capaci di creare le emergenze ma non di risolverle.
Piangiamo, poi, lacrime di coccodrillo per le morti.
Fino alla prossima tragedia.
E continueremo a condonare, cementificare, costruire senza rispetto delle regole, senza mai applicare le norme e le leggi.

Questa voce è stata pubblicata in Pensieri e riflessioni. Contrassegna il permalink.

5 risposte a Da un’emergenza all’altra

  1. Monica scrive:

    Tutto vero purtroppo e il problema è proprio quello…”quanto siamo italiani noi italiani”! E non impariamo mai mai mai…

  2. Raffaele scrive:

    @Monica
    Come hai detto, non impareremo mai, questa è l’unica certezza.
    Grazie, un abbraccio, ciao

  3. espress451 scrive:

    E’ purtroppo vero, caro Raffaele. Emergenza continua. E pensando all’origine della parola, si “emerge” per non affogare…
    Un abbraccio, Ester.

  4. Raffaele scrive:

    @Ester
    Cara Ester, l’Italia si regge per fortuna sul volontariato, grazie a milioni di brave persone che sopperiscono alle carenze di uno Stato e di una Società che hanno altre priorità. Purtroppo non so fino a quando potrà durare, prima di “affogare”
    Un abbraccio, ciao
    Raf

  5. lorettadalola scrive:

    parole sante a cui non si può cambiare una virgola – dispiace un po’ doverti dare ragione! – ciao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *