Debito pubblico e slot machine

Va tutto bene. E’ tutto sotto controllo. Il debito pubblico ha toccato la cifra record di 1850 miliardi di euro. Cosa volete che sia? Quisquilie, pinzillacchere, come amava dire Totò. Spalmati tra tutti i cittadini italiani, vuol dire che ognuno di noi ha 30 mila euro di debito dello Stato sulla schiena. Secondo la Caritas, i poveri in italia sono oltre 8 milioni. Poi ci sono altri 800 mila italiani che si sono impoveriti, ovvero che hanno ridotto drasticamente il loro tenore di vita in conseguenza di una ingente flessione dei guadagni. Rispetto all’anno scorso, la percentuale di cittadini che si rivolge alle mense della caritas è aumentata del 25%, mentre i prestiti personali schizzano alle stelle e le richieste di cessione del quinto dello stipendio sono l’8% in più. Insomma, la crisi? Va tutto bene: l’ Italia ha retto meglio di altri paesi, questo il ritornello che ogni giorno sentiamo in televisione dai vari ministri. Nel frattempo, mentre il Governo taglia su tutto, a cominciare dalla Scuola, la Sanità, i Trasporti, la corte dei Conti deve decidere sulla maxi sanzione che dovrà compensare le tasse evase dai big del gioco d’azzardo nel nostro paese. Ieri, nell’ultima udienza, il pm Marco Smiroldo non ha fatto un euro di sconto e ha chiesto che siano applicate alla lettera le penali previste da un accordo tra Stato e concessionari nel 2004: 88 miliardi in tutto, una cifra così alta da coprire tre volte e mezza l’ultima Finanziaria. Ma lo Stato non sembra essere interessato a farsi restituire il maltolto. Negli anni passati il ministero dell’ Economia ha dato incarico ad una commissione di rimodulare le sanzioni. E la cifra è scesa a 800 milioni. Ma non è finita lì, il Consiglio di Stato infatti ha indicato un criterio ancora più favorevole che fissa il tetto delle “penali irrevocabili all’11% del valore medio del compenso per la gestione telematica”. Tradotto, significa che se i magistrati accoglieranno questa versione lo Stato incasserà solo le briciole, una trentina di milioni di euro in tutto. E al danno si aggiunge la beffa: mentre i concessionari evadevano, l’erario ha sborsato circa 40 milioni, tra pubblicità e implementazione dei sistemi di controllo. Che bravi, poi qualcuno dubita ancora che presto o tardi finiremo in bancarotta ?

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Una risposta a Debito pubblico e slot machine

  1. marco scrive:

    Essendo società con sedi in paradisi fiscali hanno minacciato di non versare nulla, neanche le tasse
    concordate.
    Non si riesce a prendere nulla, spariscono e poi si ripresentano con altra ragione sociale e solo loro hanno la forza economica per fare certe operazioni.

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