Dieci, Cento, Mille Bocca

Dal Blog di Santalmassischienadritta:

Questa mattina, ai sobri funerali di Giorgio Bocca svoltisi alle 11, il ricordo più coerente del giornalista l’ha fatto Natalia Aspesi.
“In uno degli ultimi giorni della sua vita, Giorgio diceva di essere stanco. ‘Sai, ho scritto tanto, e forse è meglio non scrivere più’. È vero, aveva scritto tanto Giorgio Bocca. Migliaia di articoli, tantissimi libri. Ognuno era la fotografia del paese che non andava.
Lo capisco: in fondo Bocca esprimeva anche così la sua delusione per il gran lavoro che aveva fatto, ma che in fondo avvertiva inutile: la società infatti non cambiava, anzi peggiorava; la politica era sempre uguale.
Per quanto riguarda poi la nostra professione, noi stessi siamo i primi a non riconoscerla più; il nostro mestiere non lo condividiamo nei modi in cui è fatto oggi. Le grandi firme non ci sono più. Nel senso che, con le nuove tecnologie, chiunque può scrivere, attaccare una situazione, una persona, o esprimere le sue idee. In un certo senso il giornalismo si è democratizzato.
Il suo ultimo libro che uscirà tra un paio di settimane lo definirei il libro dei no, perché qui Bocca ribadisce soltanto i suoi no. L’ultimo no del suo ultimo libro Giorgio lo dedica al futuro del paese. Perché, sosteneva, l’Italia è finita.
Ma la storia continua, ha detto Natalia Aspesi. L’Italia un futuro l’avrà, speriamo migliore. E il giornalismo continuerà ad esistere. Nell’informazione on-line, nei siti. E io voglio solo augurarmi almeno un Bocca in ogni sito, in ogni giornale on-line, in ogni forma di informazione che la nuova tecnologia sarà in grado di proporre”.
Discorso assai sensato, a mio avviso. Nel senso che la tecnologia ha reso tutto più semplice, ma non ha cancellato il valore della testa e delle idee che possiede ed è in grado di esprimere.
Nella bella chiesa di San Vittore a Milano, dove Bocca viveva nel quartiere Magenta, una folla di gente comune. Molti, con fisionomie da montanaro, dura, come era Giorgio (nato a Cuneo). Nessun politico, per espresso desiderio di Bocca. Nessuna autorità. Solo amici.
Da Giancarlo Casell, ai suoi direttori, Ezio Mauro di Repubblica e Bruno Manfellotto dell’Espresso; Giancarlo Cerutti, Gad Lerner, Fernando Proietti. E Natalia Aspesi, vecchia compagna di lotte giornalistiche.
Le televisioni, Rai, Mediaset e SKY, una volta tanto fuori. Solo fuori.

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2 risposte a Dieci, Cento, Mille Bocca

  1. lucia scrive:

    Ho seguito da sempre Giorgio Bocca, ogni settimana leggevo la sua pagina sull’Espresso ed ero sempre d’accordo con le sue idee. E’ stato e rimmarrà un esempio di uomo libero, mai asservito né ai potenti, né allla politica, bene averlo ricordato.
    Con amicizia Lucia

  2. Raffaele scrive:

    Ciao Lucia, grazie

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