Dopo il no alle Olimpiadi

Roma non avrà più le olimpiadi.
Ma conserverà la sua ‘Commissione regionale giochi olimpici 2020 e grandi eventi”.
Il trucco? Secondo il presidente del consiglio regionale del Lazio Mario Abruzzese, basterà cambiargli nome: togliere ‘giochi olimpici 2020′ e lasciare ‘grandi eventi’ perché, dice Abruzzese “…in questa regione sono importanti…”. 

Peccato che tre sedute della commissione tenutesi lo scorso 2011 siano costate oltre 225mila euro (calcolo dei verdi).
In più, l’assessore capitolino con delega alla candidatura olimpica, Rossella Sensi, dopo il “no” alle olimpiadi del governo italiano, non pensa neppure per un minuto a dimettersi.
Il presidente della commissione si è dimesso ma per dissenso contro il “no” di Mario Monti. E poi c’è il corollario di consulente, benedir, indennità che ha fatto lievitare i costi a 75mila euro a riunione della commissione.
Grandi eventi? Solo la cancellazione di una commissione ormai inutile sarebbe un grande evento in questo paese, e non solo per Roma.

 

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2 risposte a Dopo il no alle Olimpiadi

  1. Quarchedundepegi scrive:

    Vedo con piacere che trovano molti metodi per riempirsi le tasche. Sono sempre i contribuenti a pagare?

  2. Semplice1 scrive:

    Menomale che non si fanno le olimpiadi a Roma…se il sindaco s’è appanicato per 15 cm di neve non oso immaginare che sarebbe stato capace di fare per gestire un simile evento. Certo avrà fatto rodere i comparielli già pronti a tuffarsi negli appalti!!

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