E’ un’Italia di ladri

Mentre la gente comune lotta ogni giorno per la sopravvivenza e paga il conto salato dei sacrifici imposti dal governo Monti in una lotta disperata per non soccombere, veniamo ogni giorno a conoscenza di furti di danaro pubblico, di malversazioni, di un ladrocinio sistematico ai danni della cosa pubblica che non rappresentano episodi isolati di mariuoli da strapazzo, ma il perpretrarsi continuo e costante di un principio: Il furto rende bene e se malauguratamente ti beccano, puoi sempre dire di aver rubato a tua insaputa oppure ti dichiari un perseguitato, in ultima ratio provi a patteggiare offrendo di restituire metà di quanto hai rubato.

Ma solo se sei un politico o un amministratore pubblico. Guai invece se sei un poveraccio e ti beccano al supermercato con un pacco di biscotti da mangiare, rubati per disperazione. In quel caso la “giustizia”, saprà mostrare il suo lato peggiore, forte con i deboli e debole con i forti. 

Ma veniamo ai fatti degli ultimi giorni:

Dal Corriere della Sera :

I milioni di euro erogati dallo Stato per il rilancio turistico della Basilicata e della Campania sono stati dissipati in gioielli, auto di lusso, affitto di appartamenti con vista sulla basilica di san Pietro; quelli che dovevano far nascere un resort cinque stelle in un’isola della laguna veneta hanno invece preso la strada del Lussemburgo e sono spariti in una società off shore. Ciliegina sulla torta: mentre i sospirati progetti languivano e centinaia di persone restavano senza stipendio, venivano spesi 19 mila euro per pagare un consulente incaricato di scegliere i regali di Natale. O venivano scialacquati 11 mila euro per una stilografica.

Il decreto con cui il gip di Milano Donatella Banci ha disposto il rinvio a giudizio per 11 manager della Cit, la storica compagnia italiana del turismo fondata nel ’27 da Benito Mussolini, è impietoso: spiega come in pochi anni una società che godeva di illimitati appoggi politici e bancari sia affondata in un gorgo debitorio di 532 milioni di euro perché i suoi amministratori l’hanno usata semplicemente come bancomat per garantirsi un tenore di vita da nababbi. «E tutto questo quando la società era già in stato di insolvenza» sottolinea il magistrato.

La Cit aveva ricevuto per la sola costruzione di villaggi turistici in Basilicata 19 milioni di euro dallo Stato; le indagini condotte dal pm Riccardo Targetti nei mesi scorsi avevano già documentato come quelli e altri fondi pubblici fossero stati usati per l’acquisto di Lamborghini fuori serie, vacanze a Sankt Moritz, gioielli di Bulgari. A questa antologia dello spreco ora si aggiungono altri episodi che vanno ad appesantire l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta. Ci sono ad esempio i 362 «coperti» pagati dalla Cit in ristoranti vista mare in Puglia e Lucania per dare ospitalità a parenti e amici di Arcangelo Taddeo, amministratore di Cit spa o i 40 mila euro spesi per voli con jet privati dallo stesso Taddeo.

Dei residence che Cit doveva realizzare in accordo con lo Stato in riva allo Ionio oggi non c’è traccia così come è rimasto sulla carta il «parco a tema» dedicato a Padre Pio a Pietrelcina, il paese natale del frate. Il mega hotel veneziano di Sacca Sessola è stato venduto e su di esso i magistrati milanesi raccontano una storia esemplare: la progettazione viene affidata alla società lussemburghese Engeco a cui vengono versati oltre 15 milioni di euro, nonostante la Engeco non abbia alcun requisito professionale; il progetto viene redatto da uno studio di architettura veneziano a cui vengono versati 600 mila euro. E tutti gli altri denari? Spariti, «canalizzati – scrive il gip – verso siti inesplorabili in giurisdizioni off shore o in società svizzere».

Poi c’è la vicenda vergognosa del senatore della margherita (ora PD) Luigi Lusi che intasca 13 milioni di euro del rimborso elettorale del partito della Margherita. S’è comprato una casa a Roma vicino palazzo Farnese, e ha investito in Canada, paese di origine della moglie.

Sembra di vivere all’interno di una fiction di “Guardie e ladri” dove le guardie non riescono minimamente a contrastare i ladri che sbucano da ogni dove.

Che squallore, che mestizia.

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11 risposte a E’ un’Italia di ladri

  1. Marco scrive:

    La storia di Rutelli Pane&Cicoria è un romanzo d’altri tempi. Sedotto, tradito e derubato dal suo tesoriere, il colpevole per antonomasia in ogni partito che si rispetti. Il tesoriere ha ormai preso il posto del maggiordomo. E’ lui il primo indiziato per gli ammanchi di cassa. I nomi delle società usate da Luigi Lusi, tesoriere della Margherita e senatore del pdmenoelle, per sottrarre 13 milioni di euro di “rimborsi elettorali” sono da Manuale delle Giovani Marmotte: “TTTsrl”, “Paradiso Immobilare”, “Luigia Ltd” e “Giannone-Petricone” studio di architettura, usato per depistare, di Toronto (Petricone è il cognome della consorte canadese di Lusi). I soldi sono stati prelevati dal conto corrente della Margherita, sul quale erano finiti anche finanziamenti del Pdmenoelle, e destinati a spese varie, tra le quali un appartamento in pieno centro a Roma per un valore di un milione e novecentomila euro. Sul conto aveva la delega ad operare anche Rutellone che era ignaro di tutto. “Plis visit my bank account!”. I trasferimenti dal conto sono avvenuti in tre anni con la causale “pagamento di fatture per consulenze”.
    Rutelli, con l’abbronzatura “Maldive Style” è avvilito “Non ne sapevo nulla”, “Siamo incazzati e addolorati”, “Il partito intende recuperare il maltolto”. Quest’ultima affermazione è da incorniciare. In effetti, è di maltolto che si parla, del miliardo di euro di finanziamenti pubblici spacciati per rimborsi nonostante un referendum li avesse aboliti. Più maltolto di così. Se un tesoriere di partito ruba la somma maltolta ai cittadini è un maltolto doppio. Dopo la Tanzania della Lega, il Canada della Margherita in pdimenoelle. Il prossimo dove esporterà in rimborsi? In Papuasia?
    Rutelli, ne sono sicuro, non c’entra niente. Guardatelo, ma vi sembra che sia in grado di controllare un conto corrente? Impossibile. E’ una vecchia giovane marmotta pagata con soldi pubblici in Parlamento e al Comune di Roma dal 1983. Non a caso Lusi è stato segretario generale dell’Associazione guide e scout cattolici italiani. Bersani ha tuonato “Sono sorpreso non gradevolmente (come avvenne per Penati, ndr). Aspettiamo chiarezza. Se emergessero responsabilità individuali… abbiamo organi che sono in grado di decidere i provvedimenti del caso”. Fuori i soldi dalla politica! Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure, Ci vediamo in Parlamento se non fanno una legge elettorale per impedirlo.
    Dal blog di Beppe Grillo

  2. Quarchedundepegi scrive:

    Quello che è accaduto in casa PD è solo folclore politico.
    Quanto invece accaduto coi soldi dei contribuenti oltre ad essere allucinante dimostra ancora una volta che i Servizi, quelli che avrebbero dovuto controllare, non funzionano.
    A questo punto qualcuno andrà in galera o ci saranno gli arresti domiciliari per tutti?
    Però i sacrifici degli italiani sono equi!

  3. isabella scrive:

    Ogni giorno ne salta fuori una… mica avranno intenzione piano piano di renderci immuni?
    Insomma… se lo fanno in tanti… mica sarà un reato…..
    Spero davvero a questo punto che l’elettore si indigni a tal punto da rivoluzionare il loro mondo, che nessuno di questi abbia più l’assoluta certezza del “posto fisso” in Parlamento, che si faccia largo nel loro cervello il dubbio che potrebbero “forse” tra un’anno restare fuori dai giochi. Chissà? Succederà?

    Ciao.

  4. Raffaele scrive:

    @ Marco
    Ormai solo un uragano che spazzi via tutta questa gente può salvarci
    @ Dottore
    Caro Dottore, non sono molto d’accordo sul lato folcloristico della vicenda. I partiti continuano a percepire illegalmente soldi che non dovrebbero ricevere. I referendum popolari non possono essere calpestati cosi. Se la struttura è la prima a defraudare la gente, i suoi componenti si comportano di conseguenza. Purtroppo è passato il messaggio che tutti rubano in un modo o nell’altro. Io avrei una soluzione al problema e l’ho sempre dichiarato. Esilio e confisca di tutti i beni anche intestati ai familiari.
    Ciao
    @ Isabella
    La classe politica ormai è abituata alla ns. Indignazione. Difatti vedi come reagiscono? Bersani è sorpreso non gradevolmente, mammamia siamo proprio fritti.
    Non cambierà mai nulla, purtroppo.
    Ciao

  5. Quarchedundepegi scrive:

    Il folclore è “ironico”. Avrei dovuto scrivere “folclore delinquenziale”. Giusto?

  6. Raffaele scrive:

    @Dottore
    Giusto !!!!!!!!!!!!!
    Ciao

  7. Guido scrive:

    C’è un senatore della Repubblica del PDL già condannato per bancarotta, ora rinviato a giudizio per una truffa legata ai contributi pubblici sui giornali.
    C’è un altro senatore della Repubblica del PDL, che in un solo giorno ha guadagnato 18 milioni di euro (pari a 18000 mensilità di un callcenterista da 1000 euro), grazie alla compravendita di un palazzo in centro Roma.
    Nel passato ci sono stati i casi dell’ex ministro Scajola (casa pagata a sua insaputa), di Patroni Griffi (casa acquistata dall’inps a prezzo di favore), del sottosegretario Malinconico (vacanze pagate a sua insaputa).
    C’è ora un senatore della Repubblica del PD che ha rubato dal tesoro del suo ex partito (la Margherita che non c’è più, ma che prende i contributi elettorali),perchè ne aveva bisogno, senza che nessuno se ne accorga.
    Senza che nessuno ne chieda le dimissioni.
    Ora ha chiesto di patteggiare la pena, offrendo la metà dei soldi fregati (e qui penso alle persone cui Equitalia chiede il pagamento delle tasse, con tanto di interessi..).
    E nel passato c’era stato il caso dell’ex capo della segreteria di Bersani, sotto indagine per le mazzette del sistema Sesto. Senza che il segretario di quel partito ne sapesse nulla.
    Sempre in Lombardia potremmo parlare degli altri arresti per corruzione e bancarotta. Sempre all’insaputa del presidente della regione.
    Ma potremmo parlare anche dell’ex capo del governo, futuro prescritto per un reato di corruzione, sotto processo per altri reati (prostituzione minorile, diritti tv ..).
    Dello Ior difeso nel passato dall’attuale ministro della giustizia.
    Della Rai in cui governa ancora PDL e Lega (all’opposizione in parlamento) nonostante la presidenza di garanzia.
    Di fronte a questi scenari di macerie politiche tornano a mente le parole diSandro Pertini (esce in questi giorni il libro di Chiarelettere “La politica delle mani pulite“):

    “Amici miei, io non resto un minuto di più su questa sedia se la mia coscienza si ribella. Non accetterò mai di diventare il complice di coloro che stanno affossando la democrazia e la giustizia in una valanga di corruzione.”

    Ecco, poichè ci aspettiamo che nessuno si alzi in piedi per non sedere accanto a corrotti e pregiudicati, sarà inevitabile attendere che la valanga sotterri tutto.

    Da unoenessuno.blogspot.com

  8. Semplice1 scrive:

    Il vero problema secondo me è sono le immunità. Non c’è cosa più sconcia!!! La legge è uguale per tutti solo sulla carta, poi nella realtà chi ruba una tavoletta di cioccolata o una fettina di carne x fame viene sbattuto in prigione e messo sotto accusa, chi si arricchisce spudoratamente con illeciti e inciuci con la qualifica di onorevole se ne sta
    tranquillamente in panciolle!! E’ vergognoso, ingiustificabile, inaccettabile e scandaloso!!! Il politico proprio perchè rappresenta il popolo e amministra i soldi e il sudore non suoi dovrebbe essere maggiormente penalizzato se sorpreso con le mani dentro la marmellata!!!!
    Non sinni pò cchiù!!!!!

  9. Non penso che i protagonisti di questi scandali siano persone malsane, penso che sia una questione culturale… Ogni popolo è contraddistinto da una o più caratteristiche e l’Italia è universalmente riconosciuta per essere il paese dei furbi e dei sotterfugi… E se esistono i furbetti del quartierino, non possono che esistere anche i furboni dello stivale intero…

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