Fate la carità ad un povero gioielliere!

Le tasse, in Italia, le pagano i lavoratori dipendenti (50,2%) e i pensionati (37,3%). Gli imprenditori non possono: con una media di 18.900€ sul reddito lordo annuo (1.200€ al mese netti), sono considerati una categoria protetta, una specie a rischio.  Il WWF ormai li cerca nelle spiagge, come le tartarughe, e si assicura che possano copulare e riprodursi indisturbati. Solo che le spiagge in questione sono alle Maldive, o alle Seychelles, e anziché deporre le uova sotto la sabbia, le loro  femmine depongono ovuli in costosissimi assorbenti con le ali, trattenuti in posizione da finissima lingerie di lusso.
A dire il vero, gli esemplari di imprenditore che sopravvivono nell’italico stivale sono ben 5 milioni, quindi non proprio a rischio di estinzione, e a giudicare dal milione e 49mila auto di grossa cilindrata (oltre i 2.500 cc) che scorazzano per le nostre strade, dalle oltre 78mila imbarcazioni di almeno 10 metri di lunghezza e dalle 850mila prenotazioni annue negli alberghi a cinque stelle, non fanno decisamente la fame. Tuttavia, se tanto mi da tanto, i dipendenti (con i loro 19.335€ di reddito lordo medio annuo), dovrebbero spostarsi esclusivamente in elicottero o con il jet privato, mentre i lavoratori autonomi (tra i quali i cococo) dovrebbero potersi permettere di noleggiare l’Enterprise – e James Kirk come autista – ogni volta che vanno a comprare un litro di latte (37.124€). Qualcosa, decisamente non quadra. Tant’è, ciò è quanto emerge dai dati dell’Agenzia delle Entrate relativi alle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentati nel 2008 e riferiti al 2007, elaborati da uno studio di Nicola Quirinodocente di Finanza pubblica all’Accademia della GdF e alla Luiss – per conto di Manageritalia. In particolare gli avvocati campano con 2.800€ netti al mese (fatta eccezione per Niccolò Ghedini che dichiara un imponibile di 1.345.235€ all’anno), gli architetti non vanno oltre i 1.700€, gli albergatori non raggiungono neppure i 1.400€, i concessionari di automobili e i giornalai tirano a campare con 1.300€ al mese e poi ci sono loro… i più sfortunati.. che vagano ai semafori, le suole consumate ed un cartello al collo “Me misero, me tapino!“: sono i gioiellieri e gli orologiai. 15.800€ lordi annui, diconsi quindicimila, per un netto mensile che a malapena raggiunge 1.100€ risicati risicati.
I vetri blindati? I sofisticati antifurti? I monocoli e i bilancini di precisione? I collier in oro massiccio? I diamanti, che sono per sempre? Gli anelli di brillanti? I topazi, i rubini, gli smeraldi, gli zaffiri?
Tutta scena, tutta apparenza. Se vai a grattare, sotto a un girocollo da 800mila euro, tolte le tasse, tolta la carta per la confezione, tolto il costo del rullo per lo scontrino, la bolletta della luce per tutti quei faretti sempre accesi, le fatture del telefono e i danni per i mattoni che ogni notte si abbattono sulle pesanti saracinesche, rimane poco e niente. Per l’appunto: mille euro al mese.
Ma c’è una categoria di lavoratori che rappresenta a buon titolo il prototipo dello schiavo moderno, il minatore del duemila, costantemente al di sotto della soglia di povertà. Mangiano alla mensa dei poveri e si vestono con quello che gli passa la caritas. Sono i tassisti, con 900€, e i parrucchieribarbieri, che a malapena riescono a racimolare 700€ al mese.
Chissà: i quasi 200€ di andata e ritorno tra Milano e Malpensa se ne andranno tutti in medicine?

Fonte:  www.byoblu.com

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