Federalismo, prime sorprese

Bunga-Bunga e Ruby permettendo, il tema caldo di questi giorni è il Federalismo Fiscale che dovrebbe vedere la luce nei prossimi giorni. Il cavallo di battaglia della Lega Nord, l’ elemento catalizzatore che ha convogliato nelle urne i voti del popolo padano, stufo di pagare tasse per i magna magna romani e per gli sprechi meridionali. Roma Ladrona, si legge un pò ovunque sui muri che affiancano le strade della campagna piemontese e se fai un giro al mercato delle bestie, dove i banchetti della Lega, sempre presenti, rafforzano quei rapporti fra persone che hanno una identità forte e amalgamata nel territorio e nel lavoro della terra, capisci cosa si aspetta questa gente dal partito che ha votato. Meno tasse, e basta. Ora invece le prime indiscrezioni parlano di un Federalismo Fiscale che in termini assoluti ci farà pagare di più. Perchè? Primo, perchè se vuoi fare una legge sul Federalismo che dia ragione all’idea che hanno maturato tutti quelli che per il Federalismo hanno lottato, cioè gli abitanti delle regioni più ricche del Nord, che pagano le tasse anche per finanziare gli sprechi del Sud, devi fare una legge che dia poco spazio ai compromessi, che punti l’obiettivo senza discostarsi da quell’ ideologia che può sembrare ingiusta, ma è l’unica che interessa il popolo padano, quello che ha portato la Lega al governo. Al popolo padano non interessa cosa succederà al comune di Napoli, leader degli sprechi, gli interessa solo pagare meno tasse e che le tasse pagate restino sul territorio sotto forma di servizi migliori. La gente si incavola, per dirla con il Senatur, e si incavola a ragione. Anche quando scopre che ci sono Regioni che assumono 5000 dipendenti alla volta ed altre che tirano la cinghia fin oltre l’ultimo buco. “Federalismo o morte” è stato quindi il grido lanciato da Umberto Bossi da Calalzo di Cadore, dove è andata in scena la famosa “cena degli ossi”, che ha avuto per commensali Roberto Calderoli, Gianna Gancia, Luca Zaia, la “trota” Renzo Bossi e l’organizzatore dell’incontro, Giulio Tremonti. Certo sarebbe una bella beffa se raggiunta la meta della madre di tutte le battaglie, il federalismo appunto, questi faccia dei torti a chi nella Lega ha visto non solo il baluardo contro le arraffature e le pastrocchie romane, ma soprattutto ha creduto in uomini e donne che hanno portato la politica sul territorio e non hanno proseguito nella logica che vedeva il territorio asservito ai voleri della politica. Vedremo come andrà a finire, ma gli umori che ho percepito tra le persone che vivono per la Lega, sembrano confermare le prime previsioni, federalismo uguale più tasse. Proprio mentre si apprende che in Italia c’è la terza pressione fiscale al mondo dopo Danimarca e Svezia, ma lì hanno servizi che noi neppure ci sognamo. I Comuni quindi, con sempre meno soldi dello Stato, ora che col federalismo devono appunto fare da sé, vogliono trattenere una percentuale maggiore sulle tasse pagate allo Stato. O poter aumentare l’aliquota aggiuntiva. Secondo logica, si dovrebbe poter fare, altrimenti non si capirebbe cosa significa autogovernarsi. Meno Stato, più Enti Locali. Meno tasse allo Stato, più gettito agli Enti Locali ma chi può illudersi che tutto ciò avverrà? Lo Stato non potrà mai abbassare le tasse perché non saprebbe come pagare il debito pubblico se non facendone altro. Potrebbe ridurre la spesa. Ciò che si  prova a fare da sempre inutilmente, col risultato che la spesa aumenta in media del due per cento all’anno. Ma neppure un miracolo riuscirebbe a ridurre la spesa solo dimezzando le auto blu o la carta igienica per le scuole. E le due Camere fotocopia e col più alto numero di parlamentari al mondo dove le mettiamo? E le quattro polizie? E i tribunali inutili? E le decine di Authority? E le Province? E’ le spese di un esercito presente in tutte le aree calde del mondo che ci costa ogni anno come due finanziarie?
Ma la spesa non possono ridurla neanche le Regioni e i Comuni, con tutte le virtù che i loro amministratori dovessero inventarsi. Primo, per la pressione dei cittadini che vogliono più servizi, e giustamente, altrimenti valeva la pena il federalismo? Secondo, perché nessun amministratore ardirà ridurre questi servizi, con i cittadini che non potranno più prendersela con lo Stato. Terzo, perché non è giusto ridurli in un Paese che si dà il federalismo per stare meglio non peggio. Se non si possono ridurre i servizi, si devono aumentare le tasse. Conclusione: federalismo uguale più spesa, più tasse, chissà se migliori servizi.

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7 risposte a Federalismo, prime sorprese

  1. isabella scrive:

    Sono curiosa di vedere come andrà a finire, se ci sarà il federalismo e come sarà oragnizzato, per il momento registro l’ennesimo “regalo” romano alle regioni.
    Sono una volontaria Croce Rossa. In seguito ad un incontro dei vertici ragionali di questa associazione, mi é stato riferito che dopo la bella inchiesta di Report, a quanto pare il nostro Commissario Rocca si sia trovato, visto i bilanci negativi, a dover giustamente tagliare sulle spese.
    Dall’inchiesta é purtroppo emerso che avevamo centinaia di componenti del corpo militare nullafacenti che pesavano non poco sul bilancio dell’organizzazione, costoro oltre a non fare alcuna missione, venivano comunque stipendiati in quanto assunti dalla CRI.
    Cosa si é pensato bene di fare? Pare che costoro debbano essere dislocati nelle varie sedi presenti sul territorio italiano, affinché il costo degli stipendi possa ricadere sulle medesime e non più sulla sede Centrale di Roma.
    Non oso pensare a costoro che dall’oggi al domani si trovino catapultati in un luogo sconosciuto a reinventarsi una nuova vita, per cui a mio avviso c’é anche questo lato della medaglia da considerare….
    Quindi nell’ipotesi che venga resa attuativa questa dislocazione, ogni sede che dovrà accogliere uno o più dipendenti dovrà rivedere i propri bilanci e tagliare i capitoli su cui intendeva investire…(acquisto nuovi mezzi… assunzioni di personale con requisiti idonei al soccorso….. non militari quindi….).
    Già due anni fa ogni sede italiana in base al bilancio dell’anno precedente aveva inviato a Roma una parte del proprio capitale (nello specifico la sede in cui opero aveva sborsato una tantum circa 22.000 euro…) per “sanare” il deficit della sede Nazionale, in quel caso erano gli impiagati che dovevano essere retribuiti!
    Insomma noi piccole sedi locali facciamo del nostro meglio per dare un servizio sul territorio e anche in questo caso Roma chiede soldi!
    Personalmente metto tempo e denaro per poter offrire il mio aiuto e lo faccio in modo spassionato, ma credimi, quando sento queste cose non posso che indignarmi e se decido di rimanere ancora operativa é perchè penso che al mio vicino di casa dializzato o al povero malcapitato che ha un incidente ben poco importino le beghe romane con cui noi volontari dobbiamo rapportarci.
    Quindi vado avanti insieme agli altri 150.000 italiani volontari che chiudono tutti e due gli occhi per non vedere, che fanno finta di non sentire, che mandano giù bocconi amari, ma che sanno di essere parte attiva nel semplice vivere “quotidiano” della società.
    Scusa lo sfogo…ma ci stava!
    Ciao.

  2. Raffaele scrive:

    Ricordo ancora la puntata di Report e rimasi scioccato, perchè conoscendo i volontari della Croce Rossa, che mettono tempo, amore, passione a disposizione del prossimo bisognoso, non credevo che nell’organizzazione qualcuno potesse fare le cose che ha fatto, gettando inoltre discredito su una organizzazione così importante e capillare. Purtroppo certe cancrene andrebbero estirpate con le maniere forti, non c’è altra strada percorribile. Ciao Isabella

  3. Guido Giraudo scrive:

    Con il federalismo aumenteranno le tasse. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, si sta comportando come il maresciallo Pietro Badoglio quando emano’ il proclama dell’armistizio dell’8 settembre e dichiaro’ che le truppe italiane potevano reagire ad eventuali attacchi di qualunque provenienza, senza pero’ attaccare di propria iniziativa. Vale a dire che le truppe tedesche si potevano prendere l’Italia, come e’ successo. Ci riferiamo all’addizionale Irpef che i Comuni potranno, non dovranno, decidere di aumentare. Cosa faranno i Comuni in perenne caccia di soldi? Aumenteranno le addizionali! I Sindaci si prenderanno cosi i nostri soldi, cioe’ i cittadini pagheranno piu’ tasse. Questo sara’ l’effetto immediato del federalismo. Insomma una bella furbata come e’ nel costume italiota. A carico dei fessi, cioe’ di quelli che gia’ pagano le tasse.

  4. Laura scrive:

    Prima di tutto se ne devono rendere conto i cosidetti “padani” del casino che hanno combinato, poi tutti coloro i quali continuano ancora a credere alle favole. Si vota gente che ti punisce e penalizza con leggi assurde e ignobili , questo è il paradosso italico!

  5. Lele scrive:

    Il federalismo, così come pensato sarà l’ennesima fregatura! E non potrebbe essere altrimenti…il partito dell’amore ha un serbatoio di voti enorme nel sud che chiaramente mal digerisce qualsiasi proposta d’odore meritocratica, afflitta com’è da amministratori cialtroni e malavitosi, incredibilmente peggio dei nostri “padani”. La Lega al contrario non può scontentare il suo elettorato tendenzialmente lavoratore e, ahinoi, un po’ ignorante che si è stufato (a ragione) di sgobbbare per rimanere sempre con un pugno di mosche in mano!
    Le esigenze degli uni e degli altri non potranno mai collimare e il federalismo sarà la solita cagata che al solito pagheremo noi che già manteniamo tutta la baracca!
    Sarebbe più utile far pagare chi non paga nulla, punire chi spreca, siccome non viviamo nel paese delle favole sappiamo che ciò non avverrà mai, che dio ce la mandi buona….

  6. Raffaele scrive:

    Quando i leghisti vedranno che pagheranno più tasse, che il Sud i soldi del Nord continuerà a prenderli e che grazie all’ IMU i ricchi diventeranno ancora più ricchi, si incazzeranno e pure tanto, soprattutto i leghisti di montagna e di campagna….. ed allora qualcuno dovrà scappare, mica potranno dare la colpa ai comunisti della legge che ha scritto Calderoli…

  7. Uniroma.tv scrive:

    Al seguente link potrete trovare il convegno svoltosi alla Sapienza di Roma in cui è stato presentato l’ultimo libro del Prof. Marcello Fedele “Nè uniti nè divisi. Le due anime del federalismo all’italiana”: http://www.uniroma.tv/?id_video=18193

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