Frammenti

Quante persone incontriamo nel corso della vita? Quante persone ci sono care, ci accompagnano per un tratto e poi scivolano nel silenzio e si perdono allo sguardo, per caso o per destino, per intenzione o reciproca disattenzione? C’è l’amico con il quale hai condiviso gli anni di studio, l’amico con il quale hai diviso il primo appartamento, l’amico delle prime uscite serali, quello al quale hai confidato il primo amore, l’amico con il quale sei partito per la prima vacanza senza i genitori. L’amico delle lunghe notti trascorse in macchina a parlare, l’amico con il quale i lunghi silenzi non erano mai pesanti. Gli amici d’infanzia, le ex fidanzate, le ex mogli. C’è l’amico che hai incontrato per caso dopo tanti anni e nei suoi occhi hai letto il medesimo piacere nel ritrovarsi, ma poi dopo lo scambio dei numeri e le promesse di rivedersi, non c’è stato più nulla. Quante persone, quante esistenze che si muovono come ombre nascoste sulla linea sottile della nostra coscienza. Poi un giorno per caso, leggendo un libro o ascoltando una musica, ecco che un lampo attraversa la coltre del tempo e dei ricordi e ti chiedi che ne sarà stato di Paolo, quell’amico caro che suonava l’oboe mentre si faceva il militare nella caserma di Bracciano ed era bravissimo già a vent’anni? Quindi scrivi questo post, che affidi al Blog, come ad un piccione viaggiatore la cui meta è sconosciuta al mittente e in fondo in fondo, speri che un giorno o l’altro consegni il tuo messaggio.

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2 risposte a Frammenti

  1. Marisa scrive:

    Caro Raffaele, come ti capisco! Io spesso vivo di ricordi, mi lascio andare alla memoria e mi ritornano in mente tutte quelle persone -amici, ex boy friend, compagni di scuola e di università – che non vedo né sento da più di vent’anni, alcuni anche da trenta.
    Un anno fa avevo scritto un post su un amico che mi sarebbe piaciuto ritrovare. Nessuna risposta. Recentemente l’ho trovato: non è stato difficile, ho solo cercato sulle Pagine Bianche, allargando la ricerca ad altre province lombarde (lui abitava a Milano, ora non più). E’ stato bello ritrovarsi, anche se solo virtualmente attraverso delle mail, ma ho capito che, passati tanti anni, si è solo degli estranei e non si può rialacciare un rapporto che, anche se era stato davvero speciale, ci aveva visti protagonisti nell’età dell’adolescenza.

    Non è stato per nulla emozionante come avevo immaginato. Forse se ci vedessimo … ma temo che ci troveremmo talmente diversi, nel fisico e nello spirito, da rimanere ancora più delusi.

    Ciao.

  2. Raffaele scrive:

    Penso proprio che tu abbia ragione, cara Marisa. Forse è la nostalgia di tempi andati e spensierati che ci riporta prepotentemente a pensare alle persone che abbiamo perso di vista nel tempo. Ciao

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