GIBE 3, la diga maledetta in Etiopia

Una rete internazionale di associazioni e ong di cui fanno parte Counter Balance, Friends of Lake Turkana, International Rivers e Survival International, lanciano oggi una campagna globale per chiedere lo stop ai finanziamenti e alla costruzione della controversa diga di Gibe 3, sul fiume Omo in Etiopia. 
La diga metterebbe in pericolo i terreni abitati da 500mila persone dell’Etiopia del sud e della parte settentrionale del Kenya. Facendo cessare il flusso naturale delle acque del fiume, lo sbarramento distruggerebbe i raccolti, impedirebbe il pascolo nei pressi delle rive e eliminerebbe le riserve ittiche presenti nel Lago Turkana, il più grande invaso desertico del mondo. L’ecosistema e le tradizioni culturali della Bassa Valle dell’Omo e dello stesso lago Turkana, entrambi riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, andrebbero persi per sempre.
 I lavori, in carico all’impresa italiana Salini, sono iniziati nel 2006, ma il governo di Addis Abeba ha bisogno di circa un miliardo di euro per il completamento dell’opera. 
La diga – dicono gli esperti – si rivelerà un disastro causato dall’uomo e inoltre viola alcune convenzioni  nazionali e internazionali come le priorità strategiche della World Commission on Dams. La maggior parte della popolazione impattata ha ricevuto pochissime informazioni sul progetto e le sue conseguenze negative, senza poter peraltro esprimere il loro eventuale dissenso al riguardo, vista la forte repressione messa in atto dall’esecutivo guidato da Meles Zenawi. Oltre a produrre energia elettrica destinata all’esportazione, la diga Gibe 3 permetterà l’irrigazione di vaste distese di terra. Il Governo etiope ha già cominciato ad affittare migliaia di ettari di terreno a governi e società agricole straniere condannando i popoli tribali della valle a perdere terre di pascolo vitali per la loro sopravvivenza. In sintesi, numeri della diga Gibe III:

 1. La diga raggiungerà i 240 metri di altezza diventando la più alta dell’Africa.

2. Il bacino sarà lungo 150 km.

3. Il costo originariamente preventivato per la sua realizzazione: 1,4 miliardi di euro.

4. I lavori di costruzione sono iniziati nel 2006 e dovranno essere completati nel 2012.

5. La diga avrà una potenza di 1870 MW (più del doppio dell’attuale potenza installata nel paese).

Per approfondimenti clikkare qui 

Per dare un contributo ed aderire alla campagna si può firmare una petizione online qui

 

 

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2 risposte a GIBE 3, la diga maledetta in Etiopia

  1. Donato scrive:

    IL tam tam mediatico inizia a fare effetto, tanto che la ditta Salini ha mosso delle accuse alla rete di associazioni che hanno diffuso la notizia, sostenendo la buonafede del progetto a favore delle popolazioni locali.
    Intanto compaiono altre e nuove verità sulle finalità di Gibe3.
    In primis l’energia prodotta sarà destinata all’esportazione (quindi poco o nulla per gli etiopi), poi la terra sarà data in affitto a società agricole e stati stranieri (Cina e Arabia Saudita) condannando i popoli tribali a perdere le loro terre ancestrali.

    Donato

  2. Alessandro Ciarlo scrive:

    Vorrei sapere quanti morti hanno fatto le 600 dighe attualmente presenti in Italia e quanti ne hanno fatto le 6000 dighe degli USA…
    Non capisco: Le dighe raccolgono l’acqua dei fiumi in un bacino, il bacino non può prendere tutta l’acqua che proviene dal fiume perchè altrimenti strariperebbe… il bacino alimenta una centrale idroelettrica, quindi tanta acqua entra in centrale tanta acqua esce e prosegue lungo il letto del fiume.
    Non capisco dove dovrebbe finire l’acqua del fiume Omo se non nello stesso fiume…
    Nel 2006 lo straripamento del fiume Omo ha causato la morte di 7000 indigeni, come li chiamate voi, i bacini da quando esistono (qualche centinaio di anni) hanno la proprietà di modulare le acque dei fiumi ed evitarne lo straripamento, in oltre nei periodi di siccità hanno al proprietà di continuare a fornire acqua alle popolazioni.
    La cosa strana è che tutto questo avviene normalmente ogni giorno in Italia come nel resto dei paesi sviluppati e non riesco a trovare nessuna notizia di prosciugamento di nessun fiume a causa delle dighe in nessun posto del pianeta.
    L’Italia acquista il 40% dell’energia elettrica dalla Francia, che la produce con centrali ATOMICHE l’idoelettrico è sicuramente ecologico rispetto al nucleare. No?
    Detto questo, non capisco perchè l’Etiopia non può vendere l’energia prodotta nel suo paese ai paesi confinanti, i soldi incassati dalla vendità entrano in Etiopia e ne determinano lo sviluppo del paese.
    Si parla da anni del terzo mondo, dei paesi africani che sono sottosviluppati, si dice da decenni che noi dobbiamo aiutarli allo sviluppo… e allora?
    Non sarà che vi state sbagliando?
    Non sarà che si sta seguendo l’innesco del servizio della BBC mandata appositamente per conto della British Petroleum perchè quest’ultima ha grossi interessi economici per il recente ritrovamento di bacini petroliferi in etiopia?
    Un paese sviluppato non permette certo alle multinazionali di mettere le mani sulle proprie risorse naturali…
    Certe volte si grida alladro!!! alladro!!! per distrarre e commettere il furto dietro le quinte.
    Allora…?
    Adesso che sapete un po’ di verità, cosa ne pensate di questa campagna contro l’energia rinnovabile per eccellenza, l’idroelettrico?

    Caio.
    Ale.

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