Giornalisti e giornalisti

Non riesco mai a smettere di stupirmi quando sento alcuni giornalisti, in circostanze drammatiche, formulare domande stupide o ciniche, con il solo scopo, penso, di realizzare il loro servizio. Certe affermazioni, che risultano avulse da un contesto emotivo e drammatico che persone coinvolte stanno vivendo, risultano paradossali e anacronistiche, a chiunque possegga un briciolo di buonsenso ed intelligenza. Tanto per fare un esempio, Studio Aperto delle 12.25 di oggi, riprende la notizia del 24 aprile, quando una famiglia intera, papà, mamma e bimbo di 18 mesi, vengono ammazzati da un ubriaco recidivo alla guida della sua autovettura di grossa cilindrata. Questi, dopo soli 3 giorni di carcere, viene rimesso in libertà. Durante il servizio, una giornalista chiede ad una amica di quest’ ultimo, come egli possa sentirsi. L’amica risponde: “malissimo, malissimo”.  Ma a voi sembra rilevante una cosa simile ? A me verrebbe da pensare alle famiglia delle povere vittime, sogni infranti, felicità spezzate, un pezzo della nostra società civile estirpata da un comportamento criminale di chi consapevolmente si è messo al volante ubriaco, cosa ce ne importa se lui adesso soffre, ma meno male che soffre. A volte invece ci tocca sentire  l’invocazione immediata del perdono che viene rivolta a chi ha appena perso un figlio, una figlia, un genitore. Lei lo perdona ? stupore, sorpresa, disgusto sul volto di chi, mentre ha la morte nel cuore, si sente rivolgere una domanda simile da una zucca vuota che qualcuno ha promosso giornalista. Quando c’è stato il terremoto in Abruzzo, si è perso il conto di quante volte si è sentito un’ intervista con la fatidica domanda ” cosa prova ? ” a chi aveva appena perso un figlio o una figlia, una violenza mediatica gratuita, che non è giustificata dalla drammaticità dell’ evento. Oppure il giorno dopo il terremoto, quelli che, avvicinandosi a famiglie che avevano dormito in macchina chiedere:” come mai dormite qui stanotte?

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti,
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete,
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì vabbè lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia,
ma io se fossi Dio,
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!

Giorgio Gaber

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2 risposte a Giornalisti e giornalisti

  1. loretta scrive:

    Chi decide di dedicarsi alla professione di diffondere informazioni, dovrebbe adottare come obbligatoria la famosa frase:”pensa dieci volte prima di aprire bocca” e mettere una volta tanto tra le priorità di un piano editoriale anche le voci: comprensione, diritti umani, pace, solidarietà, sensibilità ed empatia: mai come in questo caso, il giornalismo è una missione.

  2. MammaDolce scrive:

    Felice di esser tra i tuoi amici. E leggendo questo pezzo, visto che oggi a penna ne stavo scrivendo uno simile (spero per domani di finirlo), direi che calza a pennello per i tanti “scribacchini ed intervistatori” che farebbero meglio a cambiare mestiere. Tornerò, con calma, a leggerti con piacere! tu fai altrettanto anche se i miei argomenti sono un pò duri.
    MammaDolce

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