I bimbi non sono tutti uguali?

Sono in  treno, guardo fuori, perso in mille pensieri, quando nello scompartimento entra una giovane Rom; l’ho già vista altre volte su questa tratta,  porta in braccio un bimbo piccolo: è suo figlio e avrà un anno al massimo. Mi chiede dei soldi, ma al mio diniego è già voltata dalla parte opposta.  Poi vede su un sedile una bottiglietta di the alla pesca quasi vuota; al fondo ci saranno si e no due dita di liquido, l’afferra, se la porta alla bocca e subito dopo ne offre anche al piccolo. Non sono un assistente sociale, ma non credo che una condizione di vita simile possa essere l’ideale per un bimbo piccolo; essere sballottato tutto il giorno tra treni e stazioni da una mamma che chiede soldi alla gente. Al caldo, al freddo, su una panchina, su un treno, non siamo in presenza forse di maltrattamenti ai minori usati per commuovere ed ottenere elemosine? Mi viene da pensare al caso di quella bimba tolta alla mamma solo perchè lei guadagnava 500€ al mese e il fatto che li guadagnasse onestamente  probabilmente era ininfluente. Ma i diritti dei bimbi, non valgono per tutti i bimbi? Non andrebbero tutelati e difesi allo stesso modo? Evidentemente c’è qualcosa sotto che mi sfugge, però mi piacerebbe tanto capire.

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9 risposte a I bimbi non sono tutti uguali?

  1. loretta scrive:

    Difficilissimo entrare in una cultura che non ci appartiene per tradizione e che guardiamo con il metro delle nostre abitudini – lo dico perchè da anni seguo l’evoluzione di una famiglia Rom “adottata” dal personale di una coop che lavora di fianco alla mia – difficile cambiare le loro radicate abitudini e introdurne di completamente nuove – l’esperimento da noi è riuscito perfettamente, ora hanno una casa fissa, hanno imparato a lavarsi e lavare gli abiti che prima buttavano dopo averli indossati, hanno un lavoro, le figlie vanno a scuola e sono pure molto brave…resta il fatto che hanno avuto la totale attenzione di più persone, volontariamente e costantemente, quali istituzioni si assumerebbero tale compito?

  2. Raffaele scrive:

    Hai ragione su tutto, fatto sta che a volte le istituzioni fanno delle discriminazioni al contrario… Questo lo dicono mamme a cui hanno tolto i figli x molto meno… Ps grazie. Ciao

  3. Franco scrive:

    La scorsa settimana sono andato a Milano x un colloquio e così come mi sono piacevolmente stupito della pulizia ed ordine alla stazione di Torino, sono rimasto allibito di fronte a quella di Milano: sporca, colma di cantieri aperti da chissà quanti anni, piena di accattoni, venditori di cianfrusaglie, con i cessi (schifosamente luridi, se mi passi il termine) a pagamento. E tocca pure pagare in monete da 10 e da 20 centesimi perchè i tornelli (i tornelli!!!) non accettano quelle da 1 euro.
    E la totale assenza di ogni controllo. Non un poliziotto, un carabiniere, un finanziere. E nessuno vede più questo schifo, a nessuno interessa, fa parte della nuova “normalità”. E ieri una cosa simile a Cuneo, sotto i portici. Mamme Rom con bambini piccoli, vecchie rumene inginocchiate immobili con le mani giunte, accanto a fogli con su scritte storie improbabili di figli disgraziati. Un solo barbone “locale”, l’unico che ha avuto i miei soldi.
    Anche qui, pur lontani dalle false luci della Milano da bere, nella tranquilla cittadina di Provincia, le stesse scene. E nessuno che se ne preoccupa. A nessuno interessa, anche qui. Tutto “normale”, parte ineluttabile del paesaggio urbano.
    Piccoli esempi di un devastante degrado, come le scuole, le scritte sui muri della bellissima Torino, visitata due settimane fa con ospiti stranieri, stupiti che in una così bella città fosse tollerato un tale scempio. E la lottizzazione delle poltrone regionali e degli enti pubblici e para-pubblici, le lotte furibonde per piazzare gli incapaci ma fedeli, ed un secondo giro di valzer, in queste settimane, per recuperare i “trombati”.
    Nessun partito, nessun “uomo politico”, devoluzione dell'”uomo di Cro Magnon””, fa eccezione. E nessuna luce all’orizzonte. Nessuna speranza nè nella nostra generazione nè in quelle che ci seguono, se possibile ancora più ottuse e prive di interessi, di valori, di rispetto, di occhi per vedere, di orecchie per sentire. Più nessuno con la voglia di lottare, con il desiderio di cambiare, di pulire le strade della gente ed i palazzi, i loro muri, di spazzare via i potenti che vi abitano, di rieducare i nostri maestri, i professori, i padri e le madri, e poi i figli. Di dare futuro ad un futuro che, credo, sia morto da tempo, lentamente soffocato da montagne di auto sfavillanti, di abiti carissimi e prodotti chissà dove, ma non qui, dal disinteresse di tutti.

  4. Marisa scrive:

    A costo di sembrare cinica, la mia idea per far sì che bambini così piccoli siano sballottati di qua e di là e che le giovani, giovanissime madri non siano costrette a chiedere l’elemosina, sarebbe di insegnare ai rom l’uso dei contraccettivi.

    Non sto parlando dei delinquenti e dei disonesti, perché spero che qualcuno comunque si salvi. Non è mai bene fare di tutta un’erba un fascio.

  5. Raffaele scrive:

    Marisa, il tuo pensiero è espresso e condiviso su questo Blog dei Rom : http://djelem.wordpress.com/2008/04/02/le-donne-rom-stop-ai-figli/
    Forse sarà un percorso difficile, ma non è escluso che le prossime generazioni, cerchino di percorrere altre strade, speriamo. Ciao e grazie per il contributo.

  6. Karim Gorjux scrive:

    La verità è che i rom non vengono considerati dalle istituzioni alla pari degli altri esseri umani.

  7. Raffaele scrive:

    @Karim. Questo e’ sbagliato, loro dicono di essere cittadini italiani e le Istituzioni hanno il dovere di non discriminarli. Uguali diritti, uguali doveri. Chissa’ se sara’ mai possibile Ciao e grazie, un baciotto al piccolo Thomas.

  8. Lele scrive:

    Chiaro che seduti comodamente al nostro Pc sia facile avere tutte le ricette per “la pace nel mondo”! Attenzione, non voglio criticare nessuno dei vostri post, è giustissimo avere le proprie idee in merito alle cose della vita, la questione che ci sono di mezzo culture, istituzioni marce e il degrado che avanza a tutti i livelli…
    Un problema simile è quello degli africani che raccolgono la frutta nel nostro ricchissimo e borghesissimo saluzzese…
    La questione, come al solito, è che le cose andrebbero gestite ma chi avrebbe i mezzi per farlo è di solito incapace, riciclato nella sua posizione e bada bene all’evitare questioni spinose!
    @Karim, inutile negarlo, l’Italiano medio è un po’ razzista, basta ricordare le questione dei “terroni” di qualche decina d’anni fa, ma l’Europa è fatta così….
    Bisognerebbe investire cifre considerevoli sulla cultura e sull’educazione, l’ignoranza è il male dei nostri tempi…

  9. marco scrive:

    Integrazione vuol dire rispetto delle regole del paese ospite.
    Difficilmente verrebbe permesso a un non rom quello che è permesso loro.
    Questo buonismo peloso porta solo imbarbarimento della società.
    Le cronache quotidiane lo dimostrano.
    Effettivamente ciò che si semina poi si raccoglie.

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