I Pantalone e gli Intoccabili

Si sente dire sempre più spesso che a causa dell’enorme debito pubblico sarà necessario un ennesimo intervento sulle Pensioni
Dunque, invece di far pagare i ricchi, perché non risparmiare sulle pensioni mandando i lavoratori più tardi in pensione e magari, cominciare dalle donne?
Perchè non abolire le pensioni di anzianità e rendere obbligatorio il lavoro fino a 70 anni? Chi se ne frega se il deficit pubblico non è originato dalla previdenza.
Il Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps ha approvato a fine luglio il consuntivo dell’esercizio 2010. Per la prima volta da molti anni è previsto un risultato negativo per 1,3 miliardi di euro solo in piccola parte a causa della crisi (il bilancio preventivo per il 2011 prevede un ritorno all’attivo).
Il passivo è in realtà determinato dall’andamento dei fondi dei lavoratori autonomi ormai fuori controllo da anni e dal costo delle privatizzazioni nei trasporti, negli elettrici e nei telefonici oltre che dal salvataggio del fondo dei dirigenti d’azienda (Inpdai). I numeri sono espliciti. Chiudono l’anno con un utile di esercizio il fondo dei lavoratori dipendenti storico (+7,7 miliardi), la gestione delle prestazioni temporanee dei lavoratori dipendenti (+1 miliardo), la gestione dei parasubordinati (+8,2 miliardi). Hanno chiuso in passivo, tra gli altri, il fondo dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni (-3,5 miliardi), la gestione artigiani (-5 miliardi), gli esercenti commerciali (-1,6 miliardi), l’ex Inpdai (-3,5 miliardi), le Poste italiane S.p.A. (-113 milioni), e il fondo previdenza clero (-63 milioni).
La situazione per la quale su tre fondi (lavoratori dipendenti, prestazioni per lavoratori dipendenti e parasubordinati) grava la solidarietà che tiene in vita i fondi degli autonomi e quelli delle aziende privatizzate e dei dirigenti, dura da anni. Lo affermano con chiarezza i conti patrimoniali che registrano l’andamento storico dei fondi.
Nonostante la situazione patrimoniale netta dell’Istituto al 31 dicembre presentasse un attivo di 43,5 miliardi, è necessario sottolineare che esso è il risultato dell’attivo delle prestazioni temporanee e dei parasubordinati, oltre all’attivo portato recentemente dal fondo Poste italiane S.p.A., confluito anche lui all’Inps, come altri fondi, solo dopo essere entrato in disavanzo d’esercizio. I fondi degli autonomi hanno potuto pagare le pensioni grazie alla copertura fino ad oggi di ben 83,8 miliardi di euro dei quali 64,6 vengono dai parasubordinati e il resto dal fondo delle prestazioni temporanee dei lavoratori dipendenti, che hanno coperto anche il passivo di 1,8 miliardi del fondo clero.
L’assurdo è che il fondo lavoratori dipendenti eroga pensioni medie annue di 11.107 euro, quelle passive dei fondi speciali variano tra 20.338 e 25.401 euro, mentre l’importo medio delle pensioni erogate dal fondo Inpdai è poco lontano dai 50.000 euro.
Gli operai che pagano gran parte dei contributi per le prestazioni temporanee reggono tutta la baracca e non è dato di sapere quale sia la loro aspettativa di vita nonostante ripetute richieste. I fondi degli autonomi erogano pensioni ben superiori a quanto versato da loro in contributi. Così vengono utilizzati i fondi che i lavoratori versano per la solidarietà ai cassaintegrati, ai disoccupati, agli ammalati e alle famiglie numerose.
Un operaio edile paga all’Inps e all’Inail per la propria sicurezza quasi il 51% del proprio reddito: questi soldi vengono utilizzati per
Psolidarizzare con chi paga il 20% di un reddito figurativo, fissato intorno a 16.000 euro l’anno.
Tutti gli Stati dopo essersi addossati i costi della speculazione finanziaria internazionale per migliaia di miliardi, stampando moneta e prestando alle banche senza interessi, vogliono far pagare il tutto ai pensionati e in maniera particolare alle donne e ai lavoratori dipendenti.
Nonostante la legge imponga ai ministri dell’economia e del lavoro di intervenire sui fondi passivi, nulla si è fatto per purissime ragioni politiche: autonomi e professionisti (che versano solo il 10% di quello che dichiarano ai fondi previdenziali) sono essenziali al blocco sociale di centro-destra e quindi intoccabili.

Fonte: Gian Paolo Patta Civ Inps

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Una risposta a I Pantalone e gli Intoccabili

  1. Danilo scrive:

    Circa 200’000 dipendenti per ogni regione:
    ma cosa cazzo ci fanno 200’000 persone per ogni regione?
    Ho lavorato 35 anni, poi mi hanno detto che ne devo lavorare per altri 5…poi mi hanno detto che devo lavorare altri 12 mesi…inizio a fare questi 12 mesi e mi dicono che poi ne devo aggiungere uno…!
    Sono 40 anni che lavoro e gli ultimi venti li ho fatti sempre nei cantieri da -15° a più 50° sotto l’acqua, la neve, il gelo…Ho iniziato a 17 anni e ora ne ho 57. Ma che cazzo vogliono ancora da me??? Maledetti!!!

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