Il Metodo Antistronzi

Ho appena finito di leggere il libro di Robert Sutton, il metodo Antistronzi.         L’ autore ha trattato un problema comune: le difficoltà che si incontrano sul posto di lavoro, a tutti i livelli, causa persone sgradite (gli stronzi del titolo). E non si ferma a questo, ma spiega come a queste difficoltà, intoppi, spesso soprusi si può e si deve porre rimedio, in modo molto pratico e immediato, senza grafici e risultati di sondaggi spesso inutili nell’ immediato. Un esempio di enorme perspicacia, civiltà e conoscenza del mondo del lavoro, non solo americano, ma a livello mondiale. A chi non è mai successo di avere delle incomprensioni con il capo o con i colleghi di lavoro? A volte dipende da noi e dal nostro atteggiamento (difficile da ammettere, ma non si può negare che esiste questa possibilità!), altre volte invece sono gli altri a diventare (o ad essere) davvero “insopportabili”. Insomma, chi di voi non ha mai pensato: ” Quello è proprio uno str…“? E non ditemi che non vi siete mai sentiti dire “Sei proprio uno…”?  Nella realtà, ciò che avviene è quasi sempre la seguente. Chi scala gli organigrammi, più per ambizione che per merito, acquisisce la radicata convinzione di non dovere niente a nessuno, con la derivata inevitabile di potersi permettere ogni forma di rivalsa sui malcapitati che non hanno il suo passo né le sue voglie. Chi perde, o chi ha deciso di non concorrere perché ha altri interessi o perché la sua vita corre da altre parti, troverà sempre sulla sua strada chi si impegna a fargli pagare la colpa di essere cosi “fuori norma”. Gli “stronzi” hanno questo di bello, che li annusi al primo colpo e non ti sbagli quasi mai. Il guaio è che pensi, una volta conosciuti, di poterli anche controllare; e invece è proprio qui che ti sbagli: alla stronzaggine, infatti, non c’è mai limite. Lo “stronzo” è tecnicamente “irredimibile”. Alle volte ti viene il dubbio che, comportandoti alla stessa maniera, prima o poi riuscirai a venirne a capo. Inutilmente. Lo stronzo è capace di rovinarti la vita anche se tu fai l’indifferente. E non c’è nessuna procedura organizzativa che preveda la neutralizzazione degli “stronzi”.

Ed ora, tratto dal libro, vi propongo il test: sei uno stronzo patentato?

Indicate con vero o falso se le frasi sottostanti descrivono in modo corretto le vostre sensazioni e le interazioni tra voi e i vostri colleghi.

Quali sono le mie reazioni istintive di fronte agli altri?
1. Mi sento circondato da idioti e incompetenti e non posso fare a meno di farglielo notare di tanto in tanto.

2. Ero una persona tranquilla prima di cominciare a lavorare con questo branco di coglioni.

3. Non mi fido della gente che mi circonda, e loro non si fidano di me.

4. Considero i colleghi come i miei concorrenti.

5. Credo che il modo migliore di “salire in cima” sia buttare giù qualcun altro.

6. Godo segretamente quando qualcun altro soffre o è in imbarazzo.

7. Spesso sono geloso dei miei colleghi e ho difficoltà a essere sinceramente contento per loro quando hanno successo.

8. Ho un gruppo ristretto di amici fidati e una lunga lista di nemici, e sono ugualmente fiero di entrambi.

Come tratto gli altri?
9. A volte non riesco a trattenere il mio disprezzo verso tutti gli sfigati e i coglioni che lavorano nel mio ufficio.

10. Trovo utile guardare di traverso, insultare e a volte anche urlare in faccia agli idioti che lavorano con me. Altrimenti non imparano mai.

11. Mi prendo tutto il merito per i risultati della mia squadra, e perché non dovrei? Non andrebbero da nessuna parte senza di me.

12. Durante le riunioni mi piace indirizzare commenti “innocenti” che non hanno altro scopo se non umiliare e gettare nello sconforto i destinatari.

13. Sono sempre pronto a sottolineare gli errori altrui.

14. Io non sbaglio mai. Quando qualcosa va male, la colpa è sempre di qualche idiota.

15. Interrompo sempre gli altri perché quello che devo dire io è più importante.

16. Lecco sempre il culo al mio capo e alle persone importanti e mi aspetto lo stesso trattamento dai miei sottoposti.

17. A volte le mie battute e le mie prese in giro sono un po’ pesanti, ma bisogna ammettere che sono divertenti.

18. Amo la mia squadra e loro amano me, ma sono sempre in guerra con il resto dell’azienda. Tratto tutti di merda perché chi non fa parte della mia squadra o non conta niente o è un nemico.

Come reagiscono gli altri nei miei confronti?
19. Noto che le persone evitano di guardarmi negli occhi quando parlano con me e si innervosiscono

20. Ho la sensazione che la gente stia sempre molto attenta a quello che dice in mia presenza.

21. Le mie e-mail provocano sempre reazioni ostili, che spesso sfociano in battaglie di insulti.

22. Gli altri esitano a darmi informazioni personali.

23. Gli altri sembrano non divertirsi in mia presenza.

24. Quando arrivo le persone reagiscono sempre dicendo che devono andare via.

Sommate il numero delle risposte positive e leggete il vostro profilo:
da 0 a 5: non sembrate avere le credenziali di uno stronzo patentato, a meno che non vi stiate prendendo in giro da soli.

da 5 a 15: siete degli stronzi patentati borderline: forse è arrivato il momento di cambiare atteggiamento prima che sia troppo tardi.

da 15 in su: Avete tutta l’aria degli stronzi fatti e finiti. Fatevi aiutare immediatamente. Ma per favore non rivolgetevi a me, perché non voglio conoscervi.

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14 risposte a Il Metodo Antistronzi

  1. Marisa scrive:

    Mi hai fatto venire in mente un curioso episodio avvenuto qualche anno fa nella mia scuola.

    In occasione di San Valentino, è stato recapitato un pacco in presidenza: conteneva il libro di cui parli, con allegata una divertente poesiola firmata da un non meglio identificato gruppo di studenti.
    Il preside l’ha rispedito al mittente … ovvero l’ha fatto portare in sala insegnanti dove tutti, non credendo ad un’azione provocatoria degli studenti, hanno iniziato a fissare una collega in particolare.

    Naturalmente lei, come se niente fosse, ha esclamato: “Ma bisogna essere proprio degli str**zi per fare una cosa del genere!”.
    Nessuno ha mai saputo chi avesse mandato il dono al preside ma nel giro di poche ore il libro è sparito. 🙂

    P.S. Ho fatto il test (anche se alcune frasi non sono adattabili all’ambiente in cui lavoro) e sono risultata … borderline! 😀

  2. Raffaele scrive:

    Il metodo Antistronzi, nacque come idea nell’università di Stanford, quindi una simpatica analogia con il fatto accaduto nella tua scuola. L’ autore del gesto sicuramente intendeva mandare un messaggio ben preciso, poteva essere una buona occasione per far riflettere… Per il tuo test…. Ahia Ahi mi raccomando, cerca di rimanere entro i limiti 😀 😀 😀 Ciao e grazie

  3. Bibi scrive:

    Non ho fatto il test, non serve, sono stronzo geneticamente ma almeno io so di esserlo.
    Gli “stronzi”..quelli del libro sono quelli che non sanno di esserlo..grande differenza.
    a.y.s. Bibi

  4. Raffaele scrive:

    @Bibi
    😀 😀 😀 😀
    Ciao

  5. marco scrive:

    L’essere umano è l’unico animale cattivo dentro.
    Quindi l’essere s…… è abbastanza normale per qualcuno ,forse per troppi.
    Comunque prima o poi anche gli stronzi se li mangiano i vermi .

  6. Bibi scrive:

    @ Raffaele
    Parlando più seriamente, il problema “stronzi” è un problema tipicamente da ambienti lavorativi da multi nazionale, quelli dove un “team manager” gestisce una squadra appunto. Ovvio che in una struttura organizzativa siffatta, le tensioni tra i membri del team si amplificano. Ciò non toglie che anche in Italia di stronzi ce ne sono.
    a.y.s. Bibi

  7. Raffaele scrive:

    @Bibi
    Hai fondamentalmente ragione, ma credimi anche in ambienti più ridotti, ci sono quelli che, avendo goduto di un pò di potere, si comportano da perfetti str…. Ciao

  8. Giuliano scrive:

    Ho letto le risposte di molti…la cosa che mi lascia perplesso è che tutti intendono la parola “stronzo” come un modo di dire e non per quello che significa effettivamente cioè: STRONZO=MERDA per cui mi stupisco del fatto che qualcuno si autodefinisce uno stronzo “dichiarato” senza pensare alla possibilità di non essere una MERDA e riacquistare una propria dignità, rispetto e credibilità, altrimenti: che vivi a fare? Usiamo la coerenza e vogliamoci più bene (magari come fanno gli extracomunitari tra di loro) e smettiamola di darci dello “stronzo” tra noi poveretti!!!!! Con affetto…Jul

  9. ale scrive:

    Io consiglierei caldamente la lettura del libro di Sutton proprio a quelli che lui definisce stronzi ma l’unico problema è che chi è veramente tale non comprenderebbe questo testo quindi è meglio che non sprechi tempo a leggerlo.
    La cosa che spesso non si dice degli stronzi è che sono veramente dei cretini: passano tutta la vita a dare del coglione agli altri ma non si rendono conto che i veri coglioni sono loro stessi.
    Trattare i propri dipendenti o anche colleghi con sufficenza se non con ignoranza, è il miglior modo per farsi autogol.
    Io ho lavorato con capi stronzi e, credetemi, mi sono sempre limitata a fare il minimo indispensabile e, quando ho potuto, li ho sempre coglionati cambiando lavoro alla prima occasione utile e lasciandoli letteralmente nella merda.
    Invece, per i capi che mi hanno trattata con rispetto ed educazione cercando di motivarmi, gratificarmi e farmi crescere professionalmente, mi sono sempre fatta in quattro più che volentieri e, ancora oggi, se hanno bisogno sono la prima a correre.
    Sulla base della mia esperienza lavorativa posso dire che chi semina vento raccoglie sempre tempesta.
    Le persone quando si sentono denigrate (gli stronzi direbbero pungolate a fare il meglio) danno il peggio di loro stesse e anzi imparano ad essere paracule per sopravvivere.
    Nessuno che viene trattato male resta senza reagire e prima o poi, quando si presenta l’occasione, ti frega e ti fa scontare tutto il veleno che non ti ha potuto sputare addosso solo perchè il lavoro è necessario e non lo si può perdere.
    Quindi una raccomandazione che mi sento di dare agli stronzi che vogliono rimanere tali è quella di guardarsi bene le spalle perchè lo sfigato che oggi vessano tanto, prima o poi, gliela farà pagare e il prezzo potrebbe essere saltissimo

  10. Raffaele scrive:

    @ale
    Guarda, sembra tu abbia preso le mie parole, quello che esprimi sul rapporto di lavoro, è esattamente quello che dici tu. Io lo scoprii molto presto, quando a 13 anni già andavo d’estate a raccogliere frutta. C’era il padrone che quando volevi fermarti un attimo potevi farlo senza problemi, magari ti offriva anche la colazione ed allora tu davi tutto te stesso per ripagare la fiducia, c’era l’altro che ti trattava come uno schiavo, che ti rimproverava di continuo di lavorare più in fretta e per farlo a volte si nascondeva e con quest’ultimo quando lo si poteva “fregare” lo si faceva con immensa soddisfazione. Il problema è che nel mondo del lavoro gli stronzi sono in continua espansione… purtroppo.
    Ciao e grazie per il contributo offerto

  11. Francesco Di febo scrive:

    E’ capitato di avere come collega una vera STRONZA. Che all’inizio si dimostrava affabile con tutti, ma la sua mira era tutt’altra cosa.Lo scrivente all’inizio ha collaborato con questa e ne ha captato in tempo utile le proprie mire. Costei benche non più giovanissima (ora 57 enne) ha cercato sempre con le sue movenze da “gatta morta” di accattivarsi le simpatie, comportamenti accentuati dal fatto che il Dirigente aveva l’ufficio nel capoluogo abruzzese L’Aquila mentre noi stavamo a Pescara. Dopo alcuni anni vista la perfidia di questa signora ed il comportamento abulico molti andarono a lamentarsi con il Dirigente. Lo fece più volte anche lo scrivente, ad un punto dopo l’ennesima malefatta di costei, il capo decise di colloquiare con me e la signora. All’atto di esporre i fatti diedi la precedenza (per galanteria) a lei, che spiegò l’accaduto a modo suo. Quando diedi la mia reale versione dei fatti, lei sfacciatamente non mi contraddisse anzi confermò la mia versione. Il capo sbianchì in volto, ma visto che non si trattava di un caso grave, chiese se ci si poteva mettere la classica “pietra sopra” e di tornare ad essere un po collaborativi. Io accettai, la signora invece disse che per lei momentaneamente non poteva essere così. Lasciammo tutti l’ufficio del dirigente con aria pesante di sconfitta.Il dirigente stimando la mia persona non fece quasi nulla. Dopo un anno costei chiese il trasferimento ed è stata mandata in un ufficio ritenuto da tutti come un Lagher . Oggi ho saputo che si è dimostrata “Arpia” anche nel nuovo ambiente e che ha cercato di andarsene anche da lì, ma dove ha chiesto “asilo politico” gli hanno detto che la sua persona NON E’ GRADITA.Qui ho capito che la “punizione dall’alto” è avvenuta, anche se in ritardo. E’ proporio vero che gli stronzi alla fine è meglio tenerli a debita distanza, specie negli ambienti di lavoro.

  12. Raffaele scrive:

    @Francesco
    Purtroppo capita a tutti di dover fare i conti con dei veri “stronzi”, uomini o donne che siano….
    Grazie per il tuo contributo, ciao

  13. Tamara scrive:

    Ma se gli stronzi te li trovi addirittura in famiglia, cosa si fa????

  14. Raffaele scrive:

    @Tamara
    Caso non contemplato, ma purtroppo molto comune….. 🙁
    Grazie per essere passata di qui
    Ciao

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