Il Parlamento più caro d’Europa

Il dato in sé è impressionante e contiene uno dei paradossi del nostro Paese: i cinque grandi parlamenti nazionali d’Europa, Germania, Francia, Inghilterra, Italia e Spagna, costano 3,18 miliardi di euro l’anno, ma il Parlamento italiano spende più della somma degli altri quattro messi insieme. E la sorpresa sta nel fatto che la colpa non è tanto degli stipendi della Casta, bensì dei costi di una struttura molto più dispendiosa.

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9 risposte a Il Parlamento più caro d’Europa

  1. Marco scrive:

    Per quanto riguarda lo stombazzato taglio di stipendio c’è da dire che:
    in realtà, il taglio è stato deciso per evitare che, nel passaggio al nuovo sistema previdenziale, l’indennità dei parlamentari potesse subire un aumento a causa di un diverso trattamento fiscale.
    Solita tuffa da PDL e PD meno L e noi ci beviamo tutto quello che ci propinano giornali e altre macchine della merda per dirla come Beppe Grillo.

  2. isabella scrive:

    Infatti… ha ragione Marco.
    Solo ora scopriamo che il nostro parlamento ha i costi più elevati d’Europa? Mi era sfuggito! Vogliamo si o no far conoscere veramente i bilanci? Parliamo del numero dei dipendenti e il costo dei loro stipendi? Cosa dicono dei vari servizi offerti agli onorevoli… auto blu ..ecc…ecc…?” Nun te regghe più”…..
    Ciao a tutti.

  3. loretta dalola scrive:

    Arriverà la resa dei conti, l’informazione rende consapevoli e porta alla scelta – ciao

  4. lucia scrive:

    Oggi 31 gennaio il Tg di Mentana ha annunciato la riduzione degli stipendi dei deputati immediata, forse si vuole dare un tocco di “ equità “ ai sacrifici chiesti agli italiani. Spero e mi auguro che questa sforbiciata agli indennizzi sia l’inizio di un cambiamento vero.
    Un saluto
    Lucia

  5. Raffaele scrive:

    @ tutti
    Purtroppo ha ragione Marco. La riduzione? Solo un’illusione ottica. La decisione arriva infatti contestulamente con quella, presa sempre dalla presidenza di Montecitorio, che prevede il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo dei deputati.
    Passaggio, questo, richiesto a gran voce per equiparare il criterio per l’assegnazione della pensione agli onorevoli a quello dei “comuni mortali”. Ma senza modifiche la nuova norma avrebbe l’effetto paradossale di aumentare il netto in busta paga agli eletti, dal momento che i vitalizi entravano nell’imponibile ed erano dunque tassati, mentre i contributi previdenziali no.
    Per correre ai ripari, l’ufficio di presidenza decide allora di tagliare 1.300 euro lordi alle indennità. Risultato? Per i deputati il taglio è solo formale perché lo stipendio netto in busta paga resterà lo stesso, anche se per lo Stato si dovrebbe comunque trattare di un risparmio.

  6. Semplice1 scrive:

    “In effetti NON SI SONO RIDOTTI LO STIPENDIO hanno semplicemente, con grande fatica, rinunciato ad intascare i 700 euro in più netti che avrebbero guadagnato con il nuovo metodo contributivo.”
    Che sensazione amara e triste si prova ogni qualvolta subiamo la sfacciata prepotenza di coloro che ci governano. C’è cosa più imperdonabile? E’ come se un padre facesse la cresta ai figli e si mangiasse tutto il pollo da solo incurante della loro fame.
    Credimi Raffaele, io sono sempre stata di sinistra, si può dire da quando ero in fasce, eppure adesso sono schifata tanto della destra quanto della sinistra. Impuniti e impunibili..non è possibile. O gli italiani ci “diamo na mossa” o finiremo nel baratro più nero. Possibile che si debbano mantenere questi bellimbusti? A che pro? Sono proprio schifata..va davvero a finire che voterò secondo il consiglio del mio amico Beautiful il PACT!!!!!! ( Partito dell’Armonia Cittadini della Terra). Ci trovo del senso.
    L’abbraccio di sempre.

  7. Raffaele scrive:

    @Vera
    Cara compagna, sottoscrivo e condivido (non da ora) quello che hai scritto.
    Verso i partiti ed i politici ormai nutro solo più un sentimento di sano disprezzo.
    Loro sono le metastasi di questo Paese.
    Ciao, un abbraccio

  8. Marco scrive:

    Del resto se il presidente del consiglio dice : ” che noia il posto fisso i giovani devono abituarsi a cambiare” e lui è senatore a VITA , cioè più fisso di così non è possibile.
    Cosa dobbiamo aspettarci dai parlamentari che lo sostengono se non un giochetto per conservare i privilegi.

  9. Raffaele scrive:

    @Marco
    Sono veramente disgustato da questa gente, non se ne può proprio più. Entrano in politica e ci rimangono per decenni, poi hanno il coraggio di parlare del lavoro e del posto fisso. Ma per favore…..
    Ciao

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