Il senso della mancia

Spesso lascio la mancia. Quando ritengo di esprimere un piccolo ringraziamento a chi mi ha reso un servigio, anche se non gli è dovuto. Se prendo un taxi e noto che l’autista procede spedito senza perditempi non casuali, se mi servono un buon caffè e con gentilezza mi offrono un piccolo bicchier d’acqua, se mi portano la pizza a domicilio e sono stati veloci. Quando sono in vacanza e mi puliscono bene la stanza, mi servono al tavolo con cortesia ma senza stressarmi, se mi trovo in quei Paesi nei quali la mancia è un obbligo nella loro cultura.

Ma non mi sarei mai aspettato, trovandomi in un supermercato di una nota località della Riviera Ligure di Levante, di sentire richiedere la mancia alla cassa.

Trovandomi a fare la spesa durante la mia recente vacanza, mi reco in questo market, prezzi tipici della Liguria, cioè altissimi, mediamente il 40-50% in più di quelli di qualsiasi supermercato della mia città. Va beh, siamo in riviera. Il tempo di comprare un pò di frutta e di verdura e praticamente c’è già la coda. Perchè una sola cassa aperta aveva generato una coda che si estendeva fino ai reparti. Così il resto della spesa l’ho effettuata nel mentre avanzavo in coda con il carrello. Una eternità.

Ma grande è stato il mio stupore quando, giunto nei pressi della cassa, vedo appoggiato sul ripiano un barattolo con su scritto mancia.

Giunta la mia ora alla cassa, non sono proprio riuscito a trattenermi dal chiedere al ragazzo :” Scusi, mi spiega qual’è il senso di questo barattolo? Perchè un cliente di questo supermercato, dopo aver pagato la merce molto più del suo valore, aver fatto coda interminabile per la sola cassa aperta, dovrebbe pure lasciarvi una mancia? Non crede che la mancia dovreste lasciarla voi alle persone che, nonostante tutto questo, hanno ancora il coraggio di venire a fare la spesa qui?”

Il cassiere rimane ammutolito, dietro di me sento brusii di commenti: “e’ vero, ha ragione, che vergogna” ed altri ancora.

Che strano, prima della mia sortita nessuno aveva trovato nulla da ridire.

Guardo nel barattolo, credendo di trovarlo vuoto ed invece vi sono parecchie monete, forse messe di proposito per stimolare l’offerta.

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Società e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Il senso della mancia

  1. isabella scrive:

    Potrebbe essere che in quel supermercato i cassieri siano sottopagati, ragion per cui cerchino di arrotondare lo stipendio in quel modo. Ma dove sono finiti in terra ligure gli organismi che si occupano di controllo dei prezzi? Chi li controlla per sapere se stanno facendo il proprio dovere? Qui la cosa si fa lunga…. la prossima volta, ascolta me, riempi la dispensa con prodotti rigorosamente Made in Piemonte! Ciao.

  2. Raffaele scrive:

    Ci avevo pensato anche io, poi ho saputo da una ragazza che la madre lavorava li’ fino a qualche mese prima e guadagnava 1000€ al mese, cioè una paga normale. Cmq il tuo suggerimento per quanto possibile
    O attuiamo già. Ciao e grazie. Raf

  3. Karim Gorjux scrive:

    A dir poco fantastico! 🙂
    Ora metto la mancia nel mio negozio e la devolgo a chi mi da preziosi suggerimenti 😉

  4. Raffaele scrive:

    @Karim
    🙂 🙂 🙂
    Grazie, ciao
    Ps sono tornato, per qualsiasi cosa chiamami.

  5. Marisa scrive:

    Mai sentita una cosa del genere! Ti dirò la verità: una volta lasciavo sempre la mancia ma ora mi rendo conto che la gente, pur essendo a contatto con il pubblico, è sgarbata e insofferente. Insomma, ci sono dei lavori di cui è difficile essere soddisfatti ma non capisco perché questi insoddisfatti debbano far pesare sul cliente la propria insoddisfazione.

    P.S. Spero che almeno questa volta tu abbia trovato bel tempo! 🙂

  6. Raffaele scrive:

    @ Marisa
    Almeno il bel tempo l’ho trovato, grazie.
    Ciao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *