Irena Sendler, una vita in un barattolo

Ho scoperto la storia di Irena Sendler grazie alla segnalazione del mio amico Roberto. E’ una storia poco conosciuta, una pagina di vero eroismo resuscitata dall’oblìo, che merita di essere divulgata. Nata in Polonia nel 1910, e’ morta nel maggio del 2008 all’età di 98 anni.

Irena Sendler era un’assistente sociale a Varsavia quando scoppiò la seconda guerra mondiale. Ancora prima della costruzione del Ghetto di Varsavia (1940) iniziò a fornire documenti falsi ed a reclutare famiglie ed istituti per ospitare in incognito bambini ebrei: a lei erano chiare già da allora le conseguenze delle politiche razziali della Germania di Hitler. Possedeva un lasciapassare per entrare nel Ghetto di Varsavia, in quanto operatrice ufficiale del Dipartimento contro le malattie contagiose. La sua libertà di muoversi dentro le mura del Ghetto le permetteva di convincere i genitori dei bambini a farli uscire dalla prigionia del Ghetto e a farli vivere presso istituti religiosi e famiglie amiche con una nuova identità. Il concetto era di evitare perlomeno ai bambini gli stenti del Ghetto e di riunirli con i loro genitori nel futuro.
L’organizzazione clandestina ZEGOTA aiutò Irena Sendler nell’esecuzione di questo piano. C’era la necessità di reclutare fidate famiglie per i bambini, si dovevano procurare documenti falsi e soprattutto, si doveva organizzare l’evasione dei bambini dal Ghetto. Diversi metodi furono escogitati e messi in opera: alcuni bambini venivano nascosti dentro le ambulanze che uscivano dal Ghetto insieme a Irena Sendler, lei stessa li nascondeva in borsoni e valigie (non veniva perquisita a fondo in quanto si sapeva che lavorava a contatto con malattie contagiose), si utilizzavano cunicoli segreti e le possibilità che offriva il grande Palazzo di Giustizia, che era situato come un’enclave nel mezzo del Ghetto di Varsavia. I circa 1000 bambini fatti così scappare si sono uniti ai circa 1500 a cui fu cambiata l’identità prima della costruzione del Ghetto. Le nuove identità erano necessarie per celare i nomi ebrei dei bambini e anche per evitare ripercussioni sui loro parenti qualora fossero stati scoperti. Irena Sendler scriveva, aggiornava e manteneva le liste dei nomi veri e di quelli nuovi. Sapendo di dover proteggere queste liste dalla scoperta da parte dei nazisti sia per poterle poi utilizzare per la riunione dei bambini a guerra conclusa, le pose dentro a dei vasetti vuoti di marmellata e le sotterrò sotto un albero di mele in un giardino di conoscenti a Varsavia. La vita futura di questi bambini era legata a queste liste nascoste nei vasetti.
Il 20 ottobre 1943 Irena Sendler venne arrestata. La portata dei suoi «crimini» venne scoperta soltanto in parte dai suoi aguzzini. Lei non nominò i suoi collaboratori e non rivelò mai il nascondiglio delle liste dei bambini nonostante la sua abitazione fosse stata perquisita a fondo. Neanche la tortura le fece cambiare opinione: le vennero fratturate le gambe. Irena Sendler rimase per il resto della sua vita claudicante e bisognosa dell’aiuto del bastone per camminare. Le liste dei bambini nascoste nei vasetti interrati rimasero sicure. Infine venne condannata a morte. L’organizzazione ZEGOTA – a sua insaputa – corruppe con soldi l’ufficiale che doveva ucciderla e che la aiutò a fuggire. Lei stessa visse fino alla fine della guerra in clandestinità e lesse la notizia della sua morte nei volantini affissi a Varsavia. La vita della maggior parte dei genitori finì a Treblinka. Dei 450.000 ebrei rinchiusi nel Ghetto soltanto circa 1.000 sopravvissero all’Olocausto. I pochi genitori rimasti furono riuniti con i loro bambini dopo la guerra utilizzando le liste nascoste nei vasetti di marmellata.
La sua lista, due volte più lunga di quella di Oskar Schindler, è custodita allo Yad Vaschem, il memoriale dell’Olocausto in Israele, che nel 1965 l’aveva insignita della medaglia dei giusti, anche se poi ha dovuto aspettare 18 anni per andare a Gerusalemme, a piantare il suo albero.
C’è un sito che raccoglie il suo messaggio e la sua storia.
Nel 2009 venne realizzato un film per la televisione, di coproduzione Polacca e Americana, The Courageous Heart of Irena Sendler, in lingua inglese.
L’anno scorso Irena è stata proposta per il Premio Nobel della Pace.

Non è stata nominata.

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26 risposte a Irena Sendler, una vita in un barattolo

  1. angela bonacini scrive:

    Ho incontrato IRENA nel libro di MARCELA SERRANO dal titolo DIECI DONNE, nel racconto dal titolo LAYLA pag. 140 si racconta la sua storia che i non conoscevo, Mi è dispiaciuto leggere che non è stata insignita del NOBEL al suo posto è stato nominato AL GORE !!! Non ho parole
    ciao a tutti
    Angela

  2. Raffaele scrive:

    @Angela
    Grazie per la segnalazione del libro, è incredibile come a volte certi eroi come Irena possano venir snobbati dalla società e dalla storia.
    Grazie di essere passata di qua e per il contributo
    Ciao

  3. Sasà scrive:

    Anche io ho conosciuto da poco la storia incredibile di questa donna, peccato che il film di cui parli non sia stato tradotto e trasmesso anche in Italia….speriamo che in futuro si possa vedere, potrebbe essere un nuovo Shindler’s list

  4. Raffaele scrive:

    @ Sasa’
    Si peccato veramente che il film non sia anche in italiano, ma mai dire mai, speriamo in futuro qualche produttore possa fare un film sulla storia di questa grande donna.
    Ciao e grazie x il contributo

  5. Cristian Bellucci scrive:

    Al Gore è stato insignito del Nobel per la Pace nel 2007: non mi ritrovo tra quanto scritto da Raffele e quanto da Angela.

  6. Cristina Coppini scrive:

    Una storia bellissima che il mondo avrebbe ignorato se non fosse stato per una ricerca partita dall’America. Forse l’Europa vuole dimenticare questa brutta pagina nera. La storia di questa grande donna la conoscevo perché avevo letto un libro di Titti Marrone “Meglio non sapere” e dopo averlo letto sono andata a cercare nel sito degli alberi piantati nel giardino dei giusti a Gerusalemme. Ci sono storie bellissime di gente comune che non è salita agli onori, anzi è rimasta anonima ed è morta nell’anonimato perché appunto “meglio non sapere”. Un grande eroe è stato anche un nostro connazionale Giorgio Perlasca ignorato per 50 anni e anche quando la sua storia venne conosciuta lui continuava a ripetere di non aver fatto niente di eccezionale, aveva soltanto rischiato la vita per salvare moltissime persone e bambini secondo la sua coscienza. In realtà lui si meravigliava perché gli altri non lo avessero fatto.

  7. Raffaele scrive:

    @ Cristian
    Irena fu candidata al nobel per la pace nel 2007, anno in cui venne assegnato ad Al Gore. Propose la sua candidatura l’ex presidente della Polonia Lech Kaczinski.
    Ciao e grazie
    @ Cristina
    Proprio grazie a quelle 4 ragazze del Kansas che le storia bellissima di Irena e’ venuta alla luce nel 1999. Avevano avuto l’incarico di verificare la veridicità della notizia apparsa su un trafiletto di giornale, in seguito si sviluppo’ una rappresentazione teatrale ed un progetto Life in a jar che prosegue tutt’oggi.
    La grandezza di queste persone, come anche Perlasca, sta proprio nel messaggio che il loro eroismo ha portato, l’averlo fatto come fosse la cosa più naturale del mondo.
    Grazie mille per essere passata di qua e per il contributo.
    Ciao

  8. MAZZOLA ROBERTO scrive:

    Grazie per le ulteriori precisazioni di questa straordinaria donna.
    Queste sono le persone che meritano -non solo il premio Nobel- ma anche il titolo di Santi.
    Nella nostra società, così povera di veri valori umani. C’è bisogno di testimoni di solidarietà e di amore, se non vogliamo cadere nel baratro dell’egoismo e dell’indifferenza sociale e politica.

  9. Raffaele scrive:

    @Roberto
    Parole sante le tue, non saprei cosa aggiungere.
    Grazie per gli apprezzamenti e per essere passato di qua.
    Raf

  10. carla scrive:

    Grazie alle quattro ragazze che hanno fatto emergere la storia di questa donna straordinaria. E’ un vero peccato che per tanti anni sia stata seppellita nell’oblio e tuttora poco divulgata. Forse perchè donna? Si meritava, eccome, il Nobel per la pace!!

  11. jessica scrive:

    ragazzi il film c’e in italiano ! io lo sto per guardare adesso .

  12. Raffaele scrive:

    Grazie Jessica, ma vuoi dire con i sottotitoli in Italiano ?
    Ciao

  13. anna scrive:

    la crudeltà degli uomini è grande, delle volte sono i singoli che ci fanno sperare in un uomo migliore. Grazie Irena.

  14. Umberto scrive:

    Non sono i riconoscimenti ufficiali a fare grandi le persone, specialmente il Nobel, visto a chi e’ stato dato in alcuni caso, chi e’ stato grande rimarra’ sempre una persona speciale.

  15. angelo scrive:

    Cosa volete che sia un pezzo di carta o una statuetta come riconoscimento, per me è un Angelo di Dio mandato in terra, è Santa e Beata ai miei occhi.

  16. Raffaele scrive:

    @anna umberto e angelo
    Grazie per il contributo, avete detto delle cose verissime

  17. natia scrive:

    Grazie Irene

  18. Nunzia scrive:

    La cosa che più mi fa rabbia che queste notizie non vengono pubblicizzate come dovrebbero questa SIGNORA era una GRANDE DONNA che con le sue gesta ha fatto in modo che si salvassero molte vite……Dovremmo imparare da personaggi come lei….

  19. Raffaele scrive:

    @ natia
    Grazie per essere passata di qui ed aver lasciato un commento
    @ Nunzia
    Perfettamente d’accordo
    Grazie per essere passata sul mio Blog

  20. Viviana scrive:

    Complimenti Raffaele per questo splendido blog. Di grande umanità. Sono appena stata in visita ad Auschwitz e Birchenau… Impossibile nn piangere…

  21. Raffaele scrive:

    @Viviana
    Grazie, torna ancora a trovarmi.
    Ciao

  22. Marcello scrive:

    Una donna di valore umano a dir poco eccezionale,una storia che andrebbe letta nei libri di scuola per quanto è ricca di umanita e di valori etici!Mi piacerebbe vedere il film,che di sicuro non avrebbe nulla da invidiare a perlasca o shindler’list.

  23. Manu scrive:

    A Jessica che il 23/1/12 scrive che il film in Italiano esiste: Per favore puoi dirne il titolo e dove l’hai trovato? Grazie

  24. Margherita scrive:

    Ho appena scoperto la storia di questa Donna e mi sono subito messa a cercare informazioni su di lei. Se ci fosse il film in italiano, mi piacerebbe davvero vederlo. Qualcuno di voi ne sa qualcosa? Conoscete altri libri oltre ai due già citati?
    Vi rigrazio!

  25. maria luisa scrive:

    ciao raffaele, ho letto di irena su fb ma in quel link si scrive ke irena era stata assunta cm idraulico, quì invece leggo ke faceva l’infermiera x i malatti infettivi, a quale versione devo credere? ti kiedo questo xkè devo portare la sua storia ad un meeting di sole donne della religione ke pratico…il buddismo,x favore puoi darmi una risposta entro venerdi xkè il meeting si tiene il 17 di questo mese. questa di irena è una storia bellissima e di grande umanità ma soppratutto di grande coraggio,grande donna. In attesa di risposta ti saluto cordialmente e ti ringrazio. maria luisa

  26. Raffaele scrive:

    Cara Maria Luisa, le fonti alle quali mi sono ispirato per scrivere questo post dicono infermiera. Cmq puoi sempre consultare il sito http://www.irenasendler.org per maggiori info
    ciao e grazie

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