La barzelletta della commissione Giovannini

La pratica dell’assurdo e del ridicolo sembra non  avere fine nelle nostre aule parlamentari. Come trasformare in una farsa un  semplice taglio ai costi indecenti della politica.
Commissione Giovannini“  è il nome della nuova barzelleta che sta allietando le giornate degli  italiani che l’hanno ascoltata. Anch’io l’ho sentita proprio oggi sul TG1 delle  13: non potete immaginare che ridere! C’era proprio lui, Enrico (Presidente  dell’Istituto Nazionale di Statistica), che ha cominciato a raccontare una serie  di gag troppo divertenti. Davvero bravo; esponeva in modo serio e composto il  dramma che ha colpito i parlamentari italiani e che lui, insieme ad altri  esilaranti colleghi, dovrebbe contribuire a determinare: ridurre i loro  stipendi ed adeguarli a quelli più bassi europei. Ma facciamo un passo  indietro. Si narra che i membri della Commissione, ogni giorno dal mese di  agosto, si rechino puntuali a Roma con pala e piccone come i sette nani, ed  inizino a lavorare. “Che facciamo stamane?” “Bho! Ah si, dobbiamo tagliare gli  stipendi dei parlamentari” “Allora, chi si offre volontario per portare avanti  il lavoro? Tu Pisolo? Va bene, si metta a verbale che Pisolo presiederà la  Commissione”. Grande ovazione per Pisolo che intanto si è addormentato. Passano  cinque mesi e la Commissione partorisce la prima barzelletta, ma siccome i nani  sono dei burloni non la trasmettono al Senato e la pubblicano direttamente sul  sito del dipartimento della Funzione pubblica. E che succede? Schifani si  arrabbia e minaccia che non giocherà mai più assieme a loro nei boschi di  Palazzo Madama. “ Tutta colpa di Mammolo!” si giustificano “che prende da solo  l’iniziativa”.

Ma ormai la frittata è fatta e la barzelletta diventa di pubblico dominio. Ve  la racconto perché è troppo divertente. Io ancora sto ridendo. “I dati raccolti  sono del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una utilizzazione ai  fini indicati dalla legge; nonostante l’impegno profuso e tenendo conto  dell’estrema delicatezza del compito a essa affidato, nonché delle attese  dell’opinione pubblica sui suoi risultati, la Commissione non è in condizione di  effettuare il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l’accuratezza  richiesta dalla normativa. Forniremo nuovi ragguagli entro il termine ultimo del  31 marzo 2012.” AHAHAHAHAHAHAHAHA! Cinque mesi di “lavoro”, 37  pagine di relazione, si esprimono in termini di delicatezza del  problema neanche si trattasse di risolvere la fame nel mondo, hanno  scomodato la Nasa per creare formule e algoritmi in grado di stabilire e  determinare il taglio agli stipendi dei parlamentari italiani e adeguarli a  quelli più bassi europei.

All’inizio, sarò sincero, non l’avevo capita, non avevo afferrato la sottile  ilarità. Che ingenuo! Ma pensate a che aneddoto spassoso: i governanti, onde  evitare che i cittadini potessero passare alle vie di fatto, decidono di  abbassare le indecenti (nel senso di quanto sono alte) indennità e prebende  varie. Ci prova l’esecutivo Monti proponendo un decreto ad hoc, ma Fini e  Schifani  appena sentono la notizia, smettono di giocare a palla  prigioniera e iniziano a correre verso le rispettive Camere: “Fermi tutti, non  si può fare! Queste faccende sono delegate al regolamento interno degli uffici  di presidenza. E poi c’è Giovannino, no volevo dire Giovannini, che già ci sta  lavorando insieme agli altri nani”. Ma nessuno si accorge che non è possibile  livellare gli stipendi a quelli presi in considerazione di Germania, Spagna,  Francia, Paesi Bassi ed Austria, semplicemente perché sono diversi tra di  loro.

Allora interviene Brontolo: “Perché non utilizziamo la vera media europea, in  piena trasparenza e con i costi delle funzioni parlamentari che già è stata  fatta dal Parlamento Europeo? Sarebbe sufficiente applicare tali principi anche  a Camera e Senato”. Da allora di Brontolo non se ne sa più niente e sembra si  nascondi in Transilvania dove si nutre di bacche e licheni. Risultato della  barzelletta: hanno creato un’apposita Commissione che lavora da cinque mesi e  che non ha sortito alcun risultato, semplicemente perché i parlamentari (salvo  pochi) non vogliono perdere neanche una piccola parte dei privilegi accumulati.  E’ troppo difficile effettuare un taglio lineare (facciamo del 50%) che ridarebbe un barlume di credibilità ad una classe politica ormai senza  vergogna. Vogliono farci credere che non è possibile vivere con meno di  16.000euro al mese e che se proprio devono darsi il pizzico sullo stomaco devono  fare le cose per bene prendendo a riferimento l’Europa. Sono gli stessi che  chiedono sacrifici qua e là ed a breve (7 marzo 2012) “entreranno” nei conti  correnti di chi guadagna anche solo 1000 euro al mese. Esilarante! Davvero  esilarante!

A  non rivederci alla prossima tornata elettorale!

 

Fonte: Fanpage

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4 risposte a La barzelletta della commissione Giovannini

  1. Quarchedundepegi scrive:

    Spero tu non ti offenda. IO NON RIDO.

  2. Raffaele scrive:

    Caro Dottore, è evidente che non c’è nulla da ridere. Altrettanto evidente il fatto che la montagna ha partorito il classico topolino e quello che avrebbe potuto verificare un bambino di 10 anni in 5 minuti, con un pc a disposizione, lo ha fatto una commissione parlamentare in 3 mesi, concludendo poi che non è possibile ridurre gli stipendi parlamentari perchè il “lavoro” necessita di altri 3 mesi…….
    Cose dell’altro mondo…..
    Ciao

  3. Matteo scrive:

    Dato che non si può fare una media degli stipendi prendiamo un’esempio e facciamo la media dei parlamentari e senatori!!
    http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150552583729342&set=a.36281514341.47180.657369341&type=1&theater

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