La famiglia italiana inizia a scricchiolare

Articolo di , pubblicato martedì 11 maggio 2010 in Svezia

Molti italiani hanno la sgradevole sensazione che qualcuno gli stia togliendo il tappeto da sotto i piedi, un po’ per volta, strappando via tutto ciò che dà loro sicurezza e tranquillità. La disoccupazione non era a questi livelli da molti anni. Gli scandali della pedofilia nella chiesa hanno scosso i principi di molti credenti. Il vecchio detto che significa che tutto è peggiorato, “non c’è più religione” [N.d.T. In italiano nel testo], non è mai sembrato così vero. Ma la cosa più grave è il tracollo della famiglia, l’ultimo bastione della società italiana. In nessun paese al mondo la retorica della famiglia è altrettanto solenne. Ancora oggi a scuola, in occasione della festa della mamma e del papà, i bambini imparano a memoria poesiole che poi declamano a casa davanti a genitori con le lacrime agli occhi. In omaggio alla sacra “famiglia normale” vengono allestite grandi manifestazioni, ed ogni tentativo di estendere questo concetto a costellazioni meno tradizionali muore già allo stadio embrionale. Ogni volta che se ne comincia a parlare, sui ponti di Roma si nota un intenso sfrusciare di tonache di cardinali diretti verso il parlamento: la famiglia è uomo, donna, figli, fine del discorso.I figli del resto sono sacri, così come la madre, strettamente imparentata con la Vergine Maria, sempre che non si allarghi troppo, voglia lavorare a tempo pieno e pretenda un posto all’asilo per il figlio. Il padre non ha uno status altrettanto elevato, ma essendo, per così dire, necessario, può stare anche lui sul piedistallo. Il tutto benedetto dal papa, dal presidente del consiglio e da tutti i loro discepoli e i loro savi, che ovviamente hanno tutti una famiglia, (tranne il papa e i preti, si capisce, Dio ce ne scampi e liberi), e oltre ad essa alcuni hanno poi tante altre cose. Ma nonostante tutti questi sforzi la famiglia comincia a vacillare. Nel 1995 divorziava l’8 % di tutte le coppie sposate in Italia. Nel 2005 il 15 %, nel 2007 il 27 %.Poiché praticamente tutto stimola il commercio, lo scorso fine settimana ha aperto la prima fiera del divorzio italiana. Gli inesperti italiani potranno imparare come amministrare al meglio le loro nuove vite. Tra gli espositori si trovano detective privati, agenti matrimoniali, baby-sitter, dog-sitter, psicologi e truccatori.. La cosa senz’altro più divertente è lo stand dove i visitatori possono vendere o barattare i propri regali di nozze più brutti. Il divorzio comunque non turba La Mamma [N.d.T. in italiano nel testo], che nel bene e nel male rimane sempre la roccia nella vita di quasi tutti gli italiani. L’istituto di statistica italiano Istat ha appena pubblicato recenti statistiche sulla relazione tra madri e figlie adulte. Il 43 % delle figlie intervistate parla con la mamma ogni giorno e il 38 % la vede quotidianamente. Quando una coppia divorzia, è normale per l’uomo tornare a casa dalla mamma. Infatti lì trova conforto, buona cucina, pulizia perfetta e camicie stirate. A meno che la mamma e il papà non se la prendano e trovino che l’improvvisa devozione del figlio puzzi un po’ di approfittatore. C’è anche un altro sintomo dei problemi della famiglia: succede infatti che i genitori si rivolgano al tribunale per liberarsi dei propri pargoli adulti per vie legali. Per non parlare poi dei crimini violenti in seno alla famiglia. Nel paese in cui la venerazione della famiglia è maggiore, avvengono più omicidi tra le mura domestiche che in qualsiasi altro paese dell’UE. In Italia, un giorno sì e uno no viene commesso un omicidio in famiglia. La vittima è quasi sempre una donna.

http://italiadallestero.info

[Articolo originale “Det knakar i den italienska familjen” di Kristina Kappelin

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