La giornata del farmaco

Oggi 11 febbraio, in tutta Italia, recandosi nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, si potrà acquistare e donare un farmaco da banco a chi oggi vive ai limiti della sussistenza (8 milioni 272 mila persone, dati Istat povertà in Italia, 2010).

“Andiamo in farmacia a far del bene a chi ne ha veramente bisogno” 

Bene, l’iniziativa è più che lodevole, donare farmaci a chi ne ha bisogno e non può permetterseli, ma è la modalità che mi lascia perplesso, perchè si, i farmaci (si spera!) finiranno a chi ne ha realmente bisogno ed è impossibilitato a comprarli, ma buona parte del nostro altruismo beneficerà altre persone non propriamente così bisognose, chi? Farmacisti e case farmaceutiche. Vi spiego come…  

Spinti dal buon cuore ci si può lasciar sfuggire il meccanismo che si mette in atto: acquisto a prezzo pieno di farmaci a titolo privato. Significa che il margine di guadagno di farmacisti e case farmaceutiche rimane immutato, che l’acquisto sia perchè state male voi o volete fare un’opera di bene non ha nessuna importanza.

Forse per alcuni non è qualcosa di cui curarsi, sicuri che il fine (aiutare i bisognosi) sia più grande della fetta di guadagno facile che si intascano farmacisti e case farmaceutiche, a loro mi piacerebbe dire: volete aiutare i bisognosi? Fate donazioni dirette alle associazioni di volontariato, in questo modo il vostro gesto andrà *interamente* ai bisognosi, e non una minima parte.

In 7 anni, circa 6.8 milioni di euro sono stati spesi in farmaci donati al banco.

Se singolarmente entriamo a comprare un pacchetto di aspirine e chiediamo lo sconto la risposta più scontata è un’occhiataccia del farmacista, se ci si presenta con 6.8 milioni di euro a compare aspirine, c’è il caso che un paio di pacchetti siano omaggio della casa…

Quindi se volete “far del bene a chi ne ha veramente bisogno” invece che spendere i vostri soldi in farmacia donateli ad una associazione di volontariato.

Il meccanismo è lo stesso della Colletta Alimentare, dove chi ne beneficia maggiormente sono i supermercati che si vedono scaffali svuotati in nome dell’altruismo. Non è un caso che la Colletta Alimentare possa impiantare i suoi banchetti nei centri commerciali senza nessun problema e distribuire volantini a tutti, provate a farlo voi per qualsiasi causa vi stia a cuore ma che non beneficia le casse dei negozi del centro commerciale e vedrete quanto tempo ci vuole perchè vi venga chiesto gentilmente (o meno) di andarvene…

Disclaimer: non sono a conoscenza di nessun sconto/agevolazione/accordo che preveda una condizione di favore per i farmaci acquistati per il Banco Farmaceutico, nel caso in cui ne venissi a conoscenza sarei ben felice di riconsiderare la mia posizione e pubblicizzare la Giornata del Farmaco.

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6 risposte a La giornata del farmaco

  1. Mariella scrive:

    Ciao
    Si molto meglio consegnare i farmaci direttamente alle associazioni tipo Caritas che operano sul territorio.
    Stessa cosa , mi pare, si possa dire per quelle raccolte di fondi che utilizzano sms….servono per arricchire le società telefoniche che non ne hanno certo bisogno!
    Buona giornata

  2. isabella scrive:

    La penso esattamente come te in merito a queste collette. Quest’anno ho però un motivo in più per non presentarmi a quest’appuntamento, il servizio mandato in onda dalla trasmissione “Le Iene” quindici giorni fa.
    Un giovane farmacista assunto in una farmacia di Vado Ligure ha documentato e denunciato quanto avveniva nel retro della farmacia: era prassi defustellare le scatole dei farmaci e incollare questi tagliandini su ricette fasulle intestate ad ignari pazienti con la compiacenza dei medici di base. Nello specifico, alla minaccia dell’arrivo dei carabinieri, le proprietarie della farmacia hanno provveduto a disfarsi dei blister e delle confezioni dei farmaci in men che non si dica, sono decine gli scatoloni zeppi di farmaci che sono stati portati via dal marito di una delle due professioniste dal retrobottega.
    Sentiti, i responsabili territoriali della ASL non han saputo dare risposta sull’accaduto (è pure emerso che qualcuno dell’ASL provvedeva preventivamente ad avvisare le farmaciste dei controlli periodici che venivano effettuati per legge presso la loro farmacia…..!)
    Il farmacista neo assunto é stato subito licenziato e tutt’ora é in cerca di impiego… strano a dirsi ma nessuna farmacia piemontese o ligure ha intenzione di assumerlo!
    Mi sorge un dubbio… non sarà che questo tipo di frode avviene in tante altre farmacie italiane?

    Ciao.

  3. Marco scrive:

    Purtroppo quanto avete scritto è verissimo.
    Spesso mi viene da pensare che sulla bontà delle persone semplici ci sia chi lucra in modo odioso.
    Con i guadagni che realizzano le industrie farmaceutiche potrebbero donarli direttamente un po’ di farmaci ai bisognosi!
    O forse sbaglio?

  4. Quarchedundepegi scrive:

    Non conoscevo il gioco dei Farmacisti!
    Non aderisco mai alle varie “Giornate”. Preferisco dare qualcosa a Medici Senza Frontiere. Li considero veramente dei colleghi da invidiare.

  5. espress451 scrive:

    Sei sempre puntuale Raffaele a farci aprire gli occhi. Grazie!
    A presto, Es.

  6. Semplice1 scrive:

    Io non ho mai dato…non perchè non ho cuore, solo non mi presto ai giochetti.
    Poi trovo vergognose queste iniziative..vergognose e umilianti! L’Umanità dovrebbe potersi curare per DIRITTO non per ELEMOSINA.
    Riescono a fregare persino col paravento della carità.. vergogna!!!

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