La messa nell’acquario

Il geniale ideologo ed esperto del lavoro Pietro Ichino, senatore del PD, scriveva sul Corsera il 26 gennaio a proposito dello stabilimento Fiat di Pomigliano:

“….gli uffici con le pareti di cristallo collocati in mezzo al percorso del montaggio, quasi a sottolineare il superamento di ogni distinzione tra operai e impiegati.. ecc.”

Bene, quelle pareti di cristallo, che gli operai chiamano acquario, sono gli uffici che alla fine di ogni turno sono adibiti alla pièce. C’è un microfono, c’è il direttore con tutti i preposti aziendali al cui cospetto sono convocati gli operai. La riunione si apre con la dettagliata delazione dei capi e/o dei team leader sugli errori commessi durante il turno dagli inconsapevoli operai, tralasciando naturalmente errori e ritardi provocati dal processo o dal prodotto. L’audizione è obbligatoria per gli operai e lo spettacolo viene rappresentato nella pausa mensa. Quindi senza mangiare, dopo che quei poveracci hanno trascorso 10-11 ore lontano da casa, e dopo un turno massacrante di lavoro. Per espiare i propri peccati, il povero operaio messo in mezzo dalle gerarchie di fabbrica è costretto, al microfono, a scusarsi dinanzi a tutti magari di errori che neanche ricorda, vista la densità delle operazioni cui è stato sottoposto. Deve fornire convincenti prove del suo pentimento, nella speranza che la sua esibizione sia accolta con benevolenza dai capi e dal direttore e che scongiuri l’inevitabile contestazione e la multa. Provvedimenti che scatteranno comunque in automatico dopo tre «messe», fino a provocare il licenziamento del malcapitato dopo alcune contestazioni disciplinari.
Molti obietteranno che è normale in una grande azienda effettuare un brainstorming, o un semplice feedback della giornata; senza scomodare Marx, credo sia inconcepibile imporlo in queste forme a operai già provati da una giornata alla catena per poche decine di euro al giorno e in un quadro di delazioni tipiche solo in un «universo concentrazionario», dove l’unico obiettivo è l’annullamento della persona umana, prima ancora che dell’operaio.

Concludo con una personalissima riflessione a proposito di quegli operai licenziati e reintegrati sul posto di lavoro da una sentenza di un Tribunale e tenuti fuori dallo Stabilimento da parte dei vertici Fiat:

Perchè questi operai non vengono accompagnati al lavoro, dentro la fabbrica, dalle forze dell’ordine? Hanno il diritto di essere reintegrati al lavoro da una sentenza di un Tribunale legittimo e sovrano.

I dirigenti Fiat non vogliono? Chi è che si sta comportando in modo arrogante ed oltraggioso delle leggi del nostro Stato?

Qualcuno sa rispondermi?

 

 

Fonte: Controlacrisi.org

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6 risposte a La messa nell’acquario

  1. Zac scrive:

    Coae inaudite in un paese che si vanta di essere fra i primi 8 stati industrializzati del pianeta.
    Io, caro Raf, non sopporto l’idea che li chiamino Team Leader, ma Leader di che?.
    Io ho fatto per sei anni della mia vita il Capo Reparto, ed era bene inteso che fossi il capo delle macchine, non degli uomini, i quali in quanto tali avevano tutti i diritti di protestare il loro dissenso nei miei confronti, cosa rarissima, come io avevo il diritto di manifestare il mio, nei confronti della proprieta’.
    Ti garantisco che vigeva un clima familiare.

    Poi volevo fare una considerazione:
    dato che la Fiat costruisce auto per un mercato che non e’ certo quello del miliardario con il suv cayenne, al direttore del marketing non sovviene che sarebbe piu’ consono un comportamento piu’ civile dell’azienda?
    Personalmente conosco decine di persone che mi hanno giurato che non compreranno mai piu’ un’autovettura del lingotto, ed e’ la prima volta in vita che mi capita di sentirne cosi’ tante.

    Ciao
    Zac

  2. Raffaele scrive:

    Caro Zac, da quando avevo 14 anni ed andavo a raccogliere frutta in campagna durante le vacanze estive, ho capito che i “padroni” migliori sono quelli che trattano con rispetto ed onestà i propri lavoratori. Ma migliori non solo in quel senso, ma anche perchè alla fine i loro affari ne beneficiano, perchè un padrone che ti tratta bene, tira fuori il meglio delle persone. Prima di lavorare in FS, ho avuto molti padroni, perchè una volta si usava così, anche se eri un ragazzo, d’estate bisognava lavorare. Chi ti controllava da lontano, chi ti metteva bigliettini nella cesta della frutta x vedere se ne avevi ammaccate, chi ti impediva di parlare, chi ti vietava di fermarti a fumare una sigaretta. Poi invece c’era chi ti invitava persino a a fare colazione ed a fumare una sigaretta insieme. Neppure da dirlo, quando poi si riprendeva il lavoro si dava il 200% e se c’era da fermarsi un’ora in più la sera, lo si faceva senza problemi. Negli altri casi se potevi fargliela pagare, lo facevi, lo facevano tutti…..
    Poi sono arrivati i supermanager alla Marchionne, i ministri alla Fornero, i politici come Ichino e gli ex sindacalisti come Cazzola ed ora sembra che l’unico sistema di concepire il lavoro, passi attraverso questo sistema. Io dico solo che ogni lavoratore ha diritto al rispetto e a lavorare in modo che quando torna a casa non sia completamente distrutto, oltre a portare a casa una paga che gli permetta di mantenere se stesso e la famiglia. Oggi questo non avviene più, anche grazie a tutte queste persone che hanno contribuito a far si che questo modello economico e produttivo fosse l’unico su cui confrontarsi.
    Grazie, un abbraccio, ciao

  3. Marco scrive:

    Tutte queste americanate: supermanager, team leader, brainstorming tutte cavolate per creare un’occupazione a delle figure inutili…….
    Intanto le fabbriche hanno chiuso e altre chiuderanno: OfficineReggiane O.M. Brown Boveri Autobianchi, Isotta Fraschini, Lancia, Alfa Romeo di Arese, Innocenti, I.S.O.
    Italsider ecc.
    Il prodotto non migliora, anzi, e le vendite crollano.
    Su questa strada andremo a fondo che più fondo non si può.
    Altro che salva italia……………si salvi chi può.

  4. Marisa scrive:

    Risponderti non so ma sono d’accordo con te, se può bastare. 😉

  5. loretta dalola scrive:

    la situazione Fiat è decisamente allarmante, fa riaffiorare l’incubo della supremazia del padrone che ci eravamo lasciati alle spalle grazie alle lotte di classe e ai sindacati, ora però l’una si è affievolita e l’altra si è venduta, pertanto gli operai sono in balìa degli eventi e devono subire o pagare le conseguenze – La faccia fascista del potere Fiat torna in primo piano grazie a Marchionne. Sarebbe meglio lobotomizzare gli operai o sostituirli tutti con robot che creano meno problemi e sono sicuramente più economici – ciao

  6. Raffaele scrive:

    @ Marco
    Non ti sembra che l’Italia assomigli sempre più a quella barca in competizione dove uno rema e sette dirigono ?
    Ciao
    @ Marisa
    Grazie, ciao
    @ Loretta
    La situazione Fiat non è solo preoccupante in se e per se, ma ha creato in ogni settore degli emuli e dei precedenti. Il governo avrebbe dovuto intervenire da tempo e sistemare come si dovrebbe quel tal Marchionne che sta generando sfracelli nella nostra economia, invece latita. Quando il disastro sarà totale, entro 2 anni, Marchionne km Italia lascerà solo macerie. Questo lo sto dicendo da due anni, ora qualcuno inizia a pensarlo, ma è troppo tardi.
    Un abbraccio, ciao

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