La solita politica per il solito pubblico

Tutti dicono di voler abbassare le tasse.
Non parlano d’altro.
Ne parla Monti che le ha aumentate, ne parla Berlusconi che lo dice dal ’94 ma non le ha mai diminuite, ne parla in parte anche il PD, precisando che le stesse andrebbero meglio distribuite.
Nessuno parla di come il Paese debba crescere, quali investimenti fare ed in quali settori, quale futuro si possa costruire partendo da progetti ed idee che non siano solo parole vuote, slogan triti e ritriti, chiacchiere già ascoltate, proclami destinati al fallimento.
L’appuntamento elettorale si avvicina rapidamente.
Gli organi d’informazione dedicano quasi tutto il loro spazio e tempo alla campagna elettorale che si preannuncia molto combattuta e senza esclusione di colpi.
Tutti contro tutti.
Improvvisamente non si parla piu’ di Fiat, di Ilva, di Sulcis, di esodati, disoccupati, precari e di quanti imprenditori falliscano o vadano fuori i confini nazionali per mantenere in vita le loro imprese.
Delle famiglie che non riescono più a ripagare i loro debiti e non sanno come tirare avanti.
Del lavoro, diritto costituzionale trasformatosi in privilegio, per chi c’è l’ha.
Si dimentica che il debito pubblico ha sfondato il tetto dei 2.000 miliardi, che nel 2012, è aumentato di ben 114 miliardi nonostante le manovre e le nuove tasse imposte dai salvatori della Patria.
Non fa più notizia sapere che i giovani continuano ad emigrare, scappando da un paese che non da più loro speranze.
Si accetta con silente acquiescenza e rassegnazione la permanenza del porcellum, antidemocratico sistema elettorale.
Nonostante da decenni l’attuale classe politica abbia mortificato le speranze di milioni di cittadini, i partiti ed i loro esponenti ritornano alla ribalta, occupando per intero gli spazi televisivi.
Come non pensare che questa gente vive per davvero fuori dal mondo, in un’altra realtà, in una sorta di fiction fantastica, lontana anni luce dai reali problemi della gente comune.
Si parla di strategie, di alleanze, di accordi per ottimizzare l’esito del voto. Berlusconi si allea nuovamente con la Lega, Monti risuscita Fini e Casini che, per l’ennesima volta, tentano di ottenere miglior fortuna elettorale.
Bersani organizza primarie farsa, salvando la sua nomenclatura di apparato, destinata a sicura dipartita.
A voi sta bene questo programma?
Io da un po’ di tempo ho cambiato canale…

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9 risposte a La solita politica per il solito pubblico

  1. Marisa scrive:

    Purtroppo cambiare canale non basta. Dovrebbero cambiare lo scenario, i protagonisti e i registi. Ma mi sa che siamo sempre di fronte alla stessa fiction che viene spacciata per realtà.

    Non si sa più a chi credere e abbiamo smesso di credere anche in noi stessi, temo.

    Bentornato, Raffaele.
    Un abbraccio.

  2. Quarchedundepegi scrive:

    Caro Raffaele,
    Non mi consola il fatto che vivo oltre i confini.
    Dovrò votare! Sono nauseato, sconcertato, triste e… tremolante. Vedo male il futuro anche se si può sempre sperare nel miracolo.
    Ciao.
    Quarc

  3. espress451 scrive:

    Sono contenta di rileggerti… E per ora voglio solo darti il welcome, spostando a qualche giorno la nota politica!
    A presto, Ester.

  4. Monica scrive:

    Come si dice…in campagna elettorale nessuno parla di tasse! Ed è vero.
    Sono delusa e sfiduciata e questa volta andare a votare mi pesa molto.
    Ho la sensazione di essere in un grande luna park dove ogni baraccone cerca di attirare i clienti sfoderando i colori migliori, le luci più accecanti, le parole più suadenti e incanta con gli illusionisti più bravi.
    Qualche volta penso che si parla solo di economia perchè non c’è altro, non ci sono idee, non si sa come fare le riforme…

  5. lorettadalola scrive:

    Chiunque possieda un po’ di senso civico non può che essere deluso e amareggiato dall’andamento politico, stretto tra il dovere morale del voto e la voglia di stracciare una scheda che poco rappresenta il nostro volere – siamo consapevoli e ci sentiamo pedine manovrate dall’interesse eppure, qui viviamo e non possiamo “non ti curar di loro”…dunque sfogati, difenditi ma poi fai il tuo “dovere” perché voltando la faccia dall’altra parte sarebbe ancora peggio e dopo questa “perla di saggezza senile” ti abbraccio forte e ti auguro buon fine settimana

  6. Gibran scrive:

    Andrò a votare e non mi turerò il naso,lo farò nella speranza che cambi qualcosa se non per me almeno per le nuove generazioni,compresi i miei figli.Ma la vedo dura dopo che il nano è tornato alla carica.
    Ciao Raf buona domenica Lidia.

  7. Carlo scrive:

    Insomma, ci vorrebbe una rivoluzione! Ma chi è disposto, oggi, a farla una rivoluzione vera? Una di quelle con le barricate, gli assalti al Parlamento, gli scontri violenti con chi non è “dalla tua parte” e con chi è destinato a difendere l’ordine costituito. Insomma, chi è disposto ad affrontare il disordine ed il caos, per costituire un ordine nuovo?

    Ciao Raffaele e buona serata. Puoi star certo che alla mia domanda non risponderà nessuno. Sai perché? Perché noi tutti, nel nostro piccolo, pensiamo di avere qualcosa da perdere. Magari solo la vita, anche se fatta di stenti, sacrifici insopportabili, umiliazioni. Insomma, senza dignità!

    Allora c’è, necessariamente, l’altra via. Quella democratica che, per fortuna e non per nostra capacità, ancora c’è consentita: il voto. Votare, seppur con un sistema infame come il Porcellum. Questa, è un’occasione che non va sprecata perché, altrimenti, in futuro potremmo essere costretti a far qualcosa…. di peggio.

    Credo, a mio parere, sia ingiusto parlare, per quanto riguarda il Pd, di “primarie farsa”. Agli elettori del centrosinistra è stata data una possibilità che agli italioti che voteranno centrodestra è stata negata. E’ vero: Bersani salverà parte della nomenclatura. Ma noi, quei 3 milioni che hanno votato, manderemo in Parlamento dal doppio al triplo, a seconda di come andranno le elezioni, di parlamentari. Tra questi, ce ne saranno centinaia che hanno promesso di mandare a casa la nomenclatura. Soprattutto tra quelli di Sel che, peraltro, ce l’ha nel programma elettorale quello di riformare il sistema dei candidati e dei mandati elettorali.

    Vuoi conoscere un programma che parli di problemi reali come correggere la riforma del lavoro che ci ha reso schiavi fino alla vecchiaia? Un programma con il quale ci si prefigge di ridurre le tipologie contrattuali e contrastare il precariato? Che riveda il sistema con cui è stata riformata l’età pensionabile? Che proponga una lotta all’evasione e, finalmente, una patrimoniale seria? Che affronti la questione europea in termini propositivi e non, come avvenuto fino ad oggi, come meri esecutori delle direttive da quella sede trasmesse?

    Prova a verificare http://www.sinistraecologialiberta.it/pdf/TempodiCambiare.pdf e se non ti convince… beh, c’è sempre Grillo! Personalmente, l’ho apprezzato in passato ma, oggi, non mi convince più. Troppo ambiguo e troppo isolato. La politica, se vogliamo cambiarla, è una questione di intenti condivisi. Strillare da soli, non porta a nulla!

    Sempre perché… chi è disposto a fare una rivoluzione?

  8. Raffaele scrive:

    @Carlo
    In linea di massima concordo con quello che dici, anche sul documento di Sel mi ci ritrovo. Solo sono certo che dopo le elezioni, nel caso vinca la coalizione Bersani-Vendola-Casini-Monti, tutti i buoni propositi di Sel, rimarranno chiusi in un cassetto.
    Purtroppo
    Ciao

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