La Storia è ancora in mezzo a noi

Quando ho visto quel vecchio con la stampella e due borse di plastica in difficoltà, l'ho aiutato con piacere.
Poi ci siamo seduti vicini sulla panchina del primo binario della stazione di Cuneo, io aspettavo arrivasse il treno per Limone che dovevo condurre.
Poi lui ha iniziato a parlare, prima dicendomi " grazie per la gentilezza, alla mia età riceverne fa un enorme piacere"
Si figuri, ci mancherebbe.
Si esprime bene, noto, e quando mi chiede "sa quanti anni ho?" penso che possa avere l'età di mio papà che è del 1930 e quando rispondo in questo modo mi dice: " ne aggiunga 10, sono del 1920"
Non posso crederci, questo vecchio ha 97 anni?

Mi sembra impossibile, ma poi lui inizia a parlare, della sua vita, della sua storia, delle sofferenze che la sorte gli ha riservato in giovane età, mentre un groppo in gola gli smorza una lacrima che sta sgorgando.
"Io sono nato nelle Langhe, ho fatto la guerra, la campagna di Russia con gli Alpini della Divisione Cuneense.
Io ero praticamente morto in Russia, un medico militare mi ha operato e quando mi ha visto riaprire gli occhi dopo 12 giorni, mi ha detto Giorgio, ora posso credere nei miracoli."
"Sono ritornato a piedi dalla Russia, 5500 km, quando mi sono presentato a casa dopo 4 anni dalla fine della guerra, il 20 aprile del 1949, mia mamma non mi ha riconosciuto, pesavo 34 kg, quando sono partito ne pesavo 99 kg e 4 etti, tutti di muscoli."
"Siamo partiti con una tradotta dal 3* binario, la Stazione di Cuneo aveva solo 3 binari nel '41, una tradotta lunga più di un kilometro, con due locomotive in testa e due in coda.
A terra a fare l'appello, le milizie fasciste con i fucili, i disertori che non si erano presentati, sarebbero andati a cercarli dopo"
Raramente una persona ed un racconto mi hanno affascinato così, sarei rimasto ad ascoltarlo in eterno.
Un paio di volte l'ho interrotto chiedendogli di eventi noti ma sbagliandone appositamente la data od il contesto e sempre mi ha corretto in modo esatto.
Del resto l'artigliere da montagna Giorgio la Storia non l'ha letta o studiata come me, lui l'ha vissuta da protagonista.
Mentre lo ascoltavo speravo che il treno non arrivasse, che si rompesse prima di giungere in stazione, per un appassionato di Storia Contemporanea come il sottoscritto, era un privilegio ed una fortuna incredibile, ascoltare quei racconti.
Ma purtroppo il treno è giunto ed io l'ho fatto ripartire, mentre Giorgio aiutato dal Capotreno saliva nella prima vettura, destinazione Vernante.

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Una risposta a La Storia è ancora in mezzo a noi

  1. quarchedundepegi scrive:

    Caro Raffaele,
    Quanto tempo che non ti leggo!
    Scrivi qualcosa di toccante e, fra l’altro, interessante… anche per me che da un po’ di tempo m’interesso della storia di quando ero già vivo e che non hanno voluto raccontarci. Ho pensato più volte all’ipocrisia dei Governanti che mandano i giovani a morire… solo per… non posso dirlo.
    5.500 chilometri a piedi… e certa gentaglia ammazza in nome di un dio.
    Mi fermo gioioso di averti ritrovato.
    Quarc

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