L’aforisma di Menenio Agrippa, la storia dello stomaco e delle membra.

Narra Tito Livio che nel 493 a.C. la plebe si ribellò al Senato di Roma adunandosi sul Monte Sacro in quello che oggi si chiamerebbe “sciopero ad oltranza”.
A trattare con i plebei i senatori inviarono il tribuno militare che aveva sconfitto i Sabini: Menenio Agrippa, stimato da tutti come uomo onesto e moderato.

Egli raggiunse un accordo con i ribelli, convincendoli dell’importanza dell’unità di tutte le classi sociali per il benessere comune, raccontando la famosa metafora dello stomaco e delle membra.

Una volta, raccontò, le membra del corpo umano, ritenendo che lo stomaco fosse ozioso, nell’inutile attesa del cibo che esse gli procuravano, ruppero gli accordi con lui e rifiutarono di servirlo; ma presto iniziarono a deperire poiché lo stomaco accoglieva il cibo e lo distribuiva a tutte le parti del corpo: allora le membra si riconciliarono con lo stomaco.

Così il senato e il popolo, come fossero un unico corpo, con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute.

Il popolo ascoltò volentieri questa favola e tornò in città; in cambio furono istituiti i Tribuni della Plebe per difendere il popolo dall’arroganza dei patrizi, e Roma prosperò.

Nello stesso anno Menenio Agrippa morì in povertà: i plebei fecero una colletta per assicurargli un funerale dignitoso, ma il Senato decretò che le spese fossero a carico dello Stato, e così il denaro raccolto fu consegnato ai figli.

Che questa storia però, possa essere considerata il modello per affrontare i cambiamenti in atto, la cosiddetta modernizzazione, è semplicemente deprimente. Per riportare il problema ai dati concreti e non ideologici, gli ultimi decenni hanno visto crescere la diseguaglianza nella distribuzione del reddito e la diminuzione delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti a beneficio delle rendite e dei profitti.

Pensare poi che per aumentare l’occupazione occorra rendere più facile licenziare è un esempio di quella tesi, assai bizzarra, secondo cui il miglior modo per raggiungere una meta è incamminarsi nella direzione opposta.

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3 risposte a L’aforisma di Menenio Agrippa, la storia dello stomaco e delle membra.

  1. loretta scrive:

    più che la facilità di licenziare bisognerebbe facilitare l’ocupazione che oggi è sparita dal mercato – creare produttività credo sia la priorità assoluta – ciao

  2. espress451 scrive:

    Ti reclamo come Maestro, caro Raffaele!
    A presto, Ester.

  3. Raffaele scrive:

    @loretta
    Ti assicuro che neppure i giapponesi possono reclamare una produttività del lavoro pari a quella italiana nel settore privato, bisognerebbe invece creare occupazione, ma questa non la possono creare persone che non hanno la più pallida idea di cosa voglia dire lavorare e fare impresa.
    Tra elucubrare teorie alla bocconi facendo i fighi con gli studenti e rimboccarsi le maniche e sudare c’è una bella differenza, te lo assicuro.
    Vedremo a fine anno come ci troveremo… a sentir loro come toglieranno l’art. 18, orde di imprenditori stranieri con massicci capitali si catapulteranno dalle frontiere, dove sono in trepidante attesa e correranno subito qui ad investire…
    Ciao
    @Ester
    Un abbraccio, grazie, ciao

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