L’Amore al tempo delle barriere architettoniche

Nel trambusto di una Torino superaffollata e caotica, tra gente che corre e sgomita per raggiungere l’ufficio, la scuola o semplicemente un luogo qualsiasi, mi precedono due ragazzi disabili in carrozzina. Lei davanti, lui dietro, quasi a proteggerla. Si districano con sorprendente rapidità e scioltezza, tra mille difficoltà, un gradino, una salita, un binario del tram, un semaforo che diventa rosso troppo in fretta. C’è chi inavvertitamente li urta, una macchina che passa con il giallo li sfiora, ma loro sfrecciano verso la stazione con una disinvoltura disarmante. Tra dehors, parcheggi di biciclette, marciapiedi e vialetti.

Sono ragazzi, giovani, carini, gli manca solo l’uso delle gambe, altrimenti li vedrei correre affiancati mano nella mano. Li seguo con attenzione, perchè facciamo la stessa strada, ma anche perchè inconsciamente mi sorprendo a pensare che potrei aiutarli in caso di bisogno.

Ma loro non hanno bisogno di me, anzi. Con le mani fanno correre rapidi le ruote della carrozzina, mi sorprendo di tanta disinvoltura, come quando vedo i ragazzi scrivere sms sul cellulare senza guardare, alla velocità della luce.

Mi rendo conto che il tragitto che percorriamo, per un disabile è un campo minato. Quante altre difficoltà devono superare ogni giorno oltre quelle imposte loro dall’ handicap? Difficoltà che potrebbero essere alleviate da un rigoroso abbattimento di tutte le barriere architettoniche presenti.

Ma mentre questi pensieri mi fanno riflettere, giungiamo nell’atrio anteriore della stazione. Vedo affiancarsi le carrozzine e poi i due ragazzi prima abbracciarsi, poi baciarsi con tenerezza e passione.

Sui loro visi la felicità e la gioia di essere insieme, uniti.

L’amore non ha barriere architettoniche da superare.

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2 risposte a L’Amore al tempo delle barriere architettoniche

  1. espress451 scrive:

    Bella la tua riflessione! In parte ho riconosciuto i passi di me stordita sotto il caos della Mole, del tutto ho riconosciuto nel tuo pedinare di pensieri quelli miei quando osservo il mondo con passo lento e occhio stupito. E nel finale del tuo post ho visto la gioia di quei due ragazzi, emozionandomi. Merci, Raffaele. Es.

  2. Raffaele scrive:

    Grazie a te Es per il commento, fa sempre piacere leggere parole come le tue.
    Ciao

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