Lavoro, nulla da festeggiare

La crisi economica, la dsoccupazione, il peggioramento delle condizioni salariali e lavorative di chi tuttavia ha ancora la fortuna di avere un’occupazione mi fanno dire che secondo me oggi non v’è nulla da festeggiare. Fra i lavoratori e le organizzazioni sindacali che oggi a Rosarno hanno manifestato e festeggiato il 1° Maggio dovrebbe emergere la voglia ed il dovere di recuperare i diritti del lavoro, che in questo decennio sono stati annientati dalla logica dei profitti. Oltre 1300 morti sul lavoro ogni anno in Italia, dovrebbero far riflettere, oltre che vergognare, chi ha responsabilità di governo o di controllo smettendola con i soliti discorsi ricchi di ipocrisia sulle morti bianche, di bianco non c’è proprio nulla,  semmai parliamo di mani sporche di sangue rosso di chi, avendone il potere, non fa assolutamente nulla affinche questa guerra continua, questa strage quotidiana, dove a rimetterci sono sempre i soliti, i più indifesi, i più umili, cessi definitivamente. Questo imporrebbe controlli periodici e sanzioni severissime ai datori di lavoro, minori profitti in quanto la produttività calerebbe, dovendoci essere più sicurezza, ma almeno avremmo finalmente, che chi si alza la mattina per andare al lavoro, per mantenere una famiglia, dei figli, per vivere dignitosamente nella nostra società, possa ritornare la sera a casa, con le proprie gambe e non in una sacca di plastica.

“La Speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio … Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle” Pablo Neruda

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