Le notizie della settimana del 07/01/2012 (Massimo Gramellini)

5-Buon anno. Anche agli onorevoli che invece di tagliarsi lo stipendio del 10% e chiuderla lì, hanno incaricato una commissione di studiare i compensi dei parlamentari di mezza Europa alla ricerca del santo Graal: la media matematica delle retribuzioni. Dopo mesi di indagini trigonometriche, la commissione si è arresa e tutto è rimasto come prima, con i parlamentari più pagati del mondo che piangono miseria, sostenendo che con 16 mila euro lordi, più i treni gli aerei e le autostrade gratis, si fa fatica ad arrivare a fine mese. A volte penso che gli italiani siano un popolo molto paziente. 
.
4-Il Calderoli ha accusato Monti di aver gozzovigliato a palazzo Chigi con la famiglia, a San Silvestro. L’altro gli ha risposto così: Il presidente Monti precisa che non c’è stato alcun festeggiamento, ma una semplice cena di natura privata. Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi di piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie). La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Il presidente non si sente tuttavia di escludere che in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10, di cui 4 bambini) possano esservi stati per l’amministrazione di palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente. Mi sa che il Calderoli ha sbagliato strategia. Di Monti si può dire tutto, anche che fa parte di una setta di banchieri o di vampiri, ammesso sia ancora possibile cogliere la differenza. Ma fare le pulci sulla sobrietà a uno che era in ufficio l’ultimo dell’anno… Tanto più se a fargliele è il Calderoli, che ci ha fatto buttare via un mare di soldi con la pagliacciata dei ministeri a Monza e non ha mai aperto bocca quando un altro premier organizzava, lui sì, delle feste, scarrozzando gli invitati e soprattutto le invitate su auto di Stato.
.
3-Con l’anno nuovo sui treni veloci di Trenitalia scompare l’antica distinzione fra prima e seconda classe. Ora ce ne sono ben quattro, tutte elegantemente accessoriate di nome inglese.
standard, per poveracci
premium, per “poveracci che fanno finta di non esserlo” (definizione del comico Natalino Balasso)
business, con bibita e giornali serviti sul carrello
executive, con sala riunioni e bar
E se un business o un premium (non dico uno standard, che probabilmente viaggerà sdraiato per terra come un pendolare) volessero andare al bar? Vietato. Con quello che pagano, gli executive hanno diritto al bar tutto per loro, senza doversi mischiare con la plebaglia. Suggerisco un privilegio ulteriore: le porte del treno potrebbero aprirsi con un quarto d’ora di ritardo per le altre tre classi, così da consentire ai manageroni della executive di scendere sul marciapiede senza rischiare di sporcarsi il mocassino a contatto con la pedula di un impiegato semplice.
.
2-Un concessionario di moto s’impicca perché non riesce più a pagare i suoi dipendenti. Un pensionato si lancia dal balcone dopo aver ricevuto una lettera in cui l’Inps gli chiede indietro 5000 euro. E’ la Spoon River quotidiana di una crisi che più ancora dei poveri colpisce gli impoveriti che non reggono all’onta di perdere il posto, l’azienda, la casa, la faccia. Anni di ottimismo becero e falsamente gaudioso hanno prodotto per reazione un realismo cupo e senza sbocchi, mentre è proprio in questi momenti che accanto ai ragionieri servirebbero i poeti. Ormai i notiziari sono bollettini di guerra: tasse, licenziamenti, recessione. La radiografia della realtà, finalmente. Ma le radiografie, da sole, non hanno mai guarito nessuno. Ci vogliono le ricette. E le ricette migliori restano le storie di chi è riuscito a guarire. Indignarsi è sempre meglio che deprimersi. Ma meglio ancora è evolvere, andare avanti. Non lasciamo che questa crisi, oltre alle finanze, ci mangi anche il cuore
.
1-Gli economisti sono in viaggio con i Re Magi verso Cortina d’Ampezzo per visitare la culla del nuovo miracolo italiano. I dati dell’Agenzia delle Entrate riferiti al prodotto interno lordo del 30 dicembre descrivono una crescita impetuosa. Ristoranti: più 300% rispetto al Capodanno precedente e più 110% rispetto al 29 dicembre. Beni di lusso: più 400 e più 106. La sera del 29 Cortina languiva ancora, fra strade spoglie e locali deserti. Ma nella notte è partita la riscossa e l’alba sulle Dolomiti è stata salutata dal canto dei registratori di cassa che sputavano scontrini come petardi e dondolavano fatture fiscali come palline dell’albero di Natale. Qualche maligno penserà che il nuovo boom sia rimasto circoscritto ai cortinesi. Niente di più falso. I generosi valligiani lo hanno voluto condividere con centinaia di turisti approdati in città la sera prima, probabilmente su slitte di fortuna. Il mattino del 30 quei derelitti si sono svegliati a bordo di una Porsche. Lavoratori che dichiaravano di guadagnare mille euro netti al mese o di appartenere a società sull’orlo del fallimento. E’ giusto che la tanto sospirata crescita abbia premiato i più bisognosi. Come è stato possibile? Alcuni tirano in ballo una profezia finora sconosciuta dei Maya: il 30 dicembre 2011 l’asse della Terra si sarebbe allineato per un attimo con il bancomat della piazza di Cortina, producendo una serie di effetti a catena, fra i quali la trasformazione delle utilitarie in bolidi superaccessoriati. Ma esiste una teoria ancora più eccentrica. Per tutta la giornata del 30 qualcuno avrebbe visto aggirarsi fra i ristoranti e le gioiellerie un gruppo di alieni: i funzionari dell’agenzia delle Entrate. La semplice presenza di questi simpatici visitatori, mai visti prima nella zona, avrebbe stimolato l’economia, meglio della Fase 2 del governo Monti. Ormai se non hai in tasca uno scontrino fiscale di Cortina non sei nessuno: è il nuovo status symbol. Resta da capire il perché dell’ingratitudine dei cortinesi. I quali, sindaco in testa, invece di ringraziarli per il supporto morale, li hanno duramente contestati. La linea l’hanno data Fabrizio Cicchitto e Massimo Boldi, uno dei quali è un comico, anche se non ricordo più chi. Stanare i nullatenenti con Porsche al seguito è un comportamento da Stato di polizia. Come no? Negli Stati Uniti li mettono in galera, ma evidentemente laggiù c’è una dittatura.

Fare soldi per fare soldi per fare soldi: se esistono altre prospettive, chiedo scusa ma io non le ho viste. (Giorgio Bocca 1920-2011).

Questa voce è stata pubblicata in Informazione e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *