Le notizie della settimana del 17/12/2011 (Massimo Gramellini).

Subito una buona notizia: l’ex ministro Scajola ha ritrovato la memoria. Si ricorda benissimo che la casa al Colosseo comprata a sua insaputa gli fu regalata dal faccendiere Anemone. A volte succedono questi miracoli. Certo, che sfortuna. Ricordarsi di avere una casa proprio adesso che è tornata l’Ici.
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7-Oggi a Vigonza, provincia di Padova, si sono tenuti i funerali di Giovanni Schiavon, titolare di Eurostrade, una ditta specializzata in asfaltature e appalti fognari. Nei giorni scorsi Schiavon si era reso conto di non avere in cassa i soldi per pagare le tredicesime ai dipendenti. Ovvero i soldi ci sarebbero anche stati, se solo gli uffici pubblici che vantavano crediti con lui per 250 mila euro da oltre 6 mesi si fossero finalmente degnati di saldare il conto. Dopo l’ennesima telefonata a vuoto, Schiavon, ha perso la speranza. Ha scritto un biglietto alla moglie e alla figlia: “Perdonatemi, ma non ce la faccio più.” Poi ha preso la pistola e si è sparato un colpo alla testa. Aveva 59 anni. E’ il cinquantesimo imprenditore del Nord-Est a suicidarsi dal 2008 a oggi. La crisi morde e lo Stato, invece di essere un alleato dei cittadini, diventa spesso un nemico. Implacabile nel chiedere, ma restio nel dare. Chi non paga le tasse è un criminale. Ma chi non paga il lavoro degli altri come lo dobbiamo chiamare?
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6-Domanda: per pagare i debiti, lo Stato non dovrebbe ridurre le spese? Risposta: ma siamo matti? Abbiamo appreso con piacere che nell’ultimo anno gli stipendi dei dipendenti di palazzo Chigi sono aumentati del 15 per cento. Bravi. E nella notte fra giovedì e venerdì i consiglieri insonni della Regione Lazio hanno deciso che il loro vitalizio sarà abolito solo nella prossima legislatura, mentre per quelli in carica viene mantenuto ed esteso anche agli assessori esterni, 14 su 16. Ma poiché alcuni di loro sono ex parlamentari, avranno pensione doppia: regionale e nazionale. Questo sì che è federalismo!
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5-E gli stipendi degli onorevoli? Qualcuno aveva proposto una riduzione simbolica ma immediata, oppure la conversione in Bot. Che idee balzane. I nostri parlamentari vogliono fare le cose per bene. Così hanno istituito una commissione per il livellamento retributivo Italia-Europa, per gli amici Com Liv, con sede in via del Sudario, un nome che è già tutto un programma. In quattro mesi la commissione si è riunita ben tre volte. La prima per stilare la lista dei parlamenti europei a cui ispirarsi. La seconda per affidare l’indagine conoscitiva alle ambasciate. La terza, si legge nel sito del governo, “per un report sullo stato di avanzamento delle attività”. Immagino che ogni ambasciatore dovrà intervistare personalmente tutti i deputati del Paese in cui abita, chiedendo a ciascuno la dichiarazione dei redditi e gli scontrini del ristorante. Nel frattempo il mondo è andato a rotoli e il governo Bandana ha ceduto il posto al governo Loden. Ma il cammino della commissione prosegue inesorabile. Il suo responso, atteso per marzo, potrebbe essere addirittura anticipato a gennaio.
Non si sa ancora di quale anno.
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4-La battuta dell’anno l’ho sentita per strada l’altroieri. Povero Monti, da commissario europeo fermò Bill Gates e qui non riesce neanche a liberalizzare le farmacie!
Dov’è la battuta? Che a farla era un tassista. E’ proprio vero che in questo paese ogni Casta è bella a mamma sua.
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3-Per fortuna c’è ancora un’opposizione in Parlamento: i leghisti. Sono arrivati da Marte un mese fa e hanno cominciato subito ad attaccare il governo. Ah, se solo ci fossero stati loro al potere, in questi anni! Sicuramente non avrebbero mai fatto i condoni fiscali, né aumentato le tasse. Mai tollerato ministri indagati per mafia o votato che una escort era la nipote di Mubarak. Non so sei hai visto il loro leader, mi pare si chiami Bossi. Chissà cosa combinerebbe uno così, se solo gli dessero il ministero delle riforme per 8 anni!
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2-Chiamiamoli i cerchi dell’impotenza. Primo cerchio: la famiglia. Un padre e una madre che nella Torino del 2011 costringono la figlia sedicenne a sottoporsi al controllo di verginità una volta al mese. Non stupisce che una ragazza cresciuta in quell’ambientino faccia sesso col fidanzato e poi si inventi di essere stata violentata dai rom, disegnati apposta – da sempre – per il ruolo di capri espiatori.
Secondo cerchio: la comunità. La falsa notizia dello stupro si infiltra nel quartiere e scatena l’emotività dell’orda che vuole vendicare l’affronto con la violenza. Il vendicatore non si sente un razzista, ma un giustiziere. Nel deserto di cultura, anche popolare, l’ultima ideologia che sopravvive è quella dell’ultrà.
Il terzo cerchio, il più grande e il più grave: la politica. Dovrebbe mediare gli scontri e trovare le soluzioni. Invece si limita a partecipare al piagnisteo collettivo. E marcia compatta in corteo al fianco della comunità irritata dalla vicinanza del campo rom. Marcia, cioè, contro se stessa, visto che tocca alla politica affrontare la questione dei rom e non limitarsi a spostarla ogni volta un po’ più in là.
1-Lui si chiamava Gianluca Casseri, 50 anni, sedicente scrittore di fantasy e seguace purtroppo non sedicente del nazifascismo. Martedì 13 dicembre ha parcheggiato l’auto davanti a un’edicola di piazza Dalmazia a Firenze, si è incamminato per il mercatino rionale, ha estratto la sua 357 Magnum e ha aperto il fuoco contro dei venditori ambulanti senegalesi, uccidendone due: Samb Moudou, di 40 anni, e Diop Mor, di 54. Un terzo è ancora in prognosi riservata. Pochi minuti dopo Casseri si è spostato nel mercatino di San Lorenzo e ha puntato la pistola su Sougou Mor, di 32 anni, che per proteggersi ha provato a parare i proiettili con le mani: tre gli hanno perforato le ossa e il quarto lo ha raggiunto al torace. Casseri è scappato, minacciando con la pistola chiunque provasse a fermarlo. E’ salito in macchina, ma lo hanno bloccato in un parcheggio sotterraneo. A quel punto si è sparato. Casapound, l’associazione di estrema destra con cui collaborava, ha subito preso le distanze. Ovviamente adesso tutti dicono che era un pazzo. Mentre il razzista non è un pazzo. E’ un ignorante, perché non sa che la legge dell’evoluzione umana è l’incrocio. Dicono anche che l’Italia non è un paese razzista. Sarà. Ma da vent’anni tolleriamo il linguaggio razzista di un partito che è stato anche, e lungamente, al governo. E su internet sono fioriti gli attestati di stima per l’assassino. Non ve ne darò conto. Preferisco ricordare i versi di una poesia scritta a Berlino nel 1932 alla vigilia dell’avvento al potere dei nazisti, e attribuita da alcuni al drammaturgo Bertolt Brecht e da altri, forse più correttamente, al pastore Martin Niemöller.
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Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
e non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Buon Natale e buon 2012 a tutti. Forza e Coraggio!

Da Che tempo che fa del 17/12/2011.

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3 risposte a Le notizie della settimana del 17/12/2011 (Massimo Gramellini).

  1. Quarchedundepegi scrive:

    La prima notizia è sconvolgente.
    Pagare il lavoro degli altri è una parte dei SERVIZI che lo Stato dovrebbe onestamente fare.
    Ma se lo Stato ha dimenticato la parola onestà…

  2. loretta scrive:

    bravo, puoi farlo diventare un appuntamento fisso? vorrei rileggere e riflettere ogni settimana sulle parole di Gramellini, sarebbe belllo e utile – grazie

  3. Raffaele scrive:

    @ Quarchedundepegi
    Caro Dottore, hai perfettamente ragione. Questo suicidio ha il sapore di un omicidio commesso dallo Stato.
    Ciao e grazie
    @ Loretta
    Cara Loretta, ogni tuo desiderio è un ordine ….
    Ciaooo

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