Le primarie del tempo perduto

Grande successo delle primarie.

Milioni di cittadini, ordinatamente, pacificamente, hanno partecipato alle votazioni indette per scegliere il candidato Premier del centrosinistra.

Bersani ha ottenuto il 45% e Renzi il 35%.

Domenica prossima al ballottaggio si deciderà il vincitore.

Ma quale partito avrà il compito di guidare il leader cosi tanto democraticamente eletto?
L’apparato dirigente ha un elenco di problemi con la giustizia impressionante.

La difesa dei privilegi di ogni tipo pare essere stata la stella polare che l’ha guidato negli ultimi anni: boicottaggio dell’abolizione delle province, finanziamento anche ai partiti defunti, diritto alla pensione anche con tre giorni da deputato, mancato divieto dei doppi e tripli stipendi; un quadretto confortante.
Anche nel suo ruolo di opposizione il Pd non ha mai brillato; dopo le dichiarazioni di Violante sulla salvaguardia di Mediaset e del conflitto di interessi, la legge salva Rete4 di D’Alema, si è passati ad un consociativismo acclarato.

Nell’ultima legislatura il 34% dei provvedimenti del governo B., scudo fiscale compreso, è passato per la mancanza di membri dell’opposizione.

Sull’appoggio acritico al governo Monti stendiamo un velo pietoso.

Dunque, per cosa hanno votato tutte queste persone?

A prescindere dall’esito finale, il vincitore non impugnerà la riforma dell’articolo 18, non sanerà le ingiustizie enormi e palesi sulle pensioni, giammai risolverà la questione del conflitto di interessi, non libererà l’informazione dai partiti e dai gruppi di potere, non riformerà la giustizia, non ci libererà della corruzione ormai endemica nel tessuto sociale ed economico.

E neppure si potrà obiettare qualcosa: non solo non lo hanno promesso, ma non ne hanno neppure mai parlato.

Ciò nonostante, queste persone sono andate a votare, hanno discusso, magari animatamente e con partecipazione, sperando in un futuro diverso grazie al Pd.

Beati loro, li invidio veramente.

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4 risposte a Le primarie del tempo perduto

  1. Marisa scrive:

    Saranno stati contagiati dal premier Monti che non manca mai di invitare a guardare avanti senza girarsi indietro. Scurdammoce o’ passato

  2. Marco scrive:

    Con tutti i milioni di euro che incassano dal finanziamento pubblico al partito, peraltro abolito da referendum, potevano almeno avere il buon gusto di non chiedere soldi ai votanti.
    Comunque gli italiani mi ricordano i passeggeri del pulmann nella canzone di Bennato EAA.
    Se non la conoscete ecco il testo.http://www.angolotesti.it/E/testi_canzoni_edoardo_bennato_1917/testo_canzone_eaa_56036.html
    Ciao Marco

  3. Raffaele scrive:

    @Marisa
    Oppure vedono solo quello che vogliono vedere e soffrono di memoria corta… 🙂
    Ciao, un abbraccio
    @Marco
    Si, l’Italia sembra proprio essere quel pullman e gli italiani i passeggeri. Ma c’è sempre qualcuno che poi si salva..
    Ciao

  4. lorettadalola scrive:

    Rispetto alla rassegnazione e all’abbandono del concetto della politica, un timido segnale di partecipazione c’è stato , da qui inizia il cambiamento con la manifesta volontà del non essere solo pedine – ciao

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