Le vittime della settimana (M.Gramellini)

7-Fra i tanti italiani contro cui si accanirà la riforma delle pensioni, vorrei segnalare una categoria particolarmente disagiata: i parlamentari. Dal 1 gennaio 2012 dovranno passare anche loro al regime contributivo. Scandaloso. Molti minacciano, giustamente di licenziarsi prima. Oggi un parlamentare di 45 anni che lavora in Parlamento da ben 5 anni, riceve appena il 533% di quel che ha versato.
Solo cinque volte di più! Ma non è una vergogna?

6-E fossero tutti qui gli scandali… Pensa a quel povero Guarguaglini, il presidente di Finmeccanicaindagato per un giro di appalti truccati, costretto ad accontentarsi di una buonuscita di 5,6 milioni di euro. E neanche tutti subito: solo 4, per ora, il resto fra un anno. Dici che se mi faccio indagare per un appalto truccato, Babbo Natale la manda anche a me una liquidazioncina? Mi rassicura invece l’ultima rivelazione sulla mazzetta da 100mila euro in contanti trovata in casa del vice di Formigoni, il pdl Nicoli Cristiani. Era solo un acconto. La tangente vera era il doppio, rigorosamente in banconote da 500. Sai come le chiamano in gergo, quei galantuomini? Big Bubble.

5-Mi rassicura anche la decisione di Monti di aumentare l’Irpef e rimettere l’Ici. Così potremo rastrellare quei 15 miliardi che ci servono per comprare 131 cacciabombardieri  F 35. Se ne sentiva proprio il bisogno. Ma se questa Europa indecisa a tutto decidesse almeno di fare l’esercito europeo, così i 15 miliardi li passiamo alla ricerca, alla scuola e agli asili nido?

4-Intanto la povera Lega sta prendendo uno schiaffo dopo l’altro. Bossi invita Berlusconi a pranzo alla mensa del Carroccio e Silvio neanche gli risponde. Ha paura che Calderoli gli mescoli la polenta con le mani? O gli fa schifo vedere cosa usa Borghezio come stuzzicadenti?
Ma il peggio deve ancora arrivare. Domani c’è l’inaugurazione del parlamento padano, non so se mi spiego. E Monti che fa? Alla stessa ora invita i presidenti delle Regioni a palazzo Chigi per illustrare la manovra.  Giustamente il presidente leghista del Piemonte, Cota, si è indignato: E’ uno sgarbo istituzionale!. Al posto suo sarei stato anche più duro: come definiresti tu l’ingerenza di un capo di governo estero – mister Monti, I suppose – nei confronti di un’assemblea liberamente eletta da milioni di celti, unni, galli, cimbri e ostrogoti? Cota e Zaia stanno studiando un colpo basso per vendicarsi: alle consultazioni potrebbero mandare il Trota. E tutto perché la Lega ha rivelato che Monti è andato dal barbiere di domenica senza farsi rilasciare la ricevuta fiscale. Si sa che la Lega ha il pallino delle ricevute fiscali. Ma non è che Monti si sta trasformando? Andrà persino a presentare la manovra a Porta a Porta. Si comincia sempre così. Il passo successivo è Noemi che ti invita alla sua festa di compleanno.

3-Un’altra vittima è don Verzè, il fondatore del San Raffaele di Milano, intercettato mentre manda cristianamente la Finanza a casa di un rivale d’affari e ordina di sabotargli i terreni, che in effetti di lì a poco presero miracolosamente fuoco. Don Verzé non ha dato peso a queste voci (una delle quali era la sua) e durante un attacco di umiltà si è paragonato a Gesù Cristo. Certo, se lui è come Gesù, non oso immaginare cos’hanno combinato i due ladroni.

2-Dopo la condanna di 110 affiliati della ndrangheta al Nord, un’inchiesta del pool milanese di Ilda Bocassini sta aprendo squarci di connivenza persino col mondo delle toghe. Un magistrato sarebbe stato corrotto favorendo la carriera della moglie, a sua volta inquisita per mafia, e un altro con una serie di viaggi-premio a Milano accessoriati di escort. La frase pronunciata da questo magistrato in un’intercettazione, io dovevo fare il mafioso, non il giudice, mette letteralmente i brividi. Riporto le ultime righe dell’articolo di Saviano su Repubblica. Esattamente un anno fa la Lega e l’ex ministro Maroni rimasero scandalizzati quando denunciai in tv che le mafie al nord interloquivano con tutti i poteri, nessuno escluso. Non ho mai detto né pensato che il Nord sia mafioso. Ma bisogna riconoscere che gran parte della politica e della cultura del settentrione è stata silente sul potere delle cosche. E ora vorrei vedere i visi, ascoltare le parole di chi per decenni ha nascosto la testa nella sabbia, ha fatto finta di niente, ha permesso che il nord diventasse parte fondamentale dell’economia mafiosa. E chiedere: perché?

1-Chi ha meno di 40 anni forse non sa chi era Lucio Magri. Il fondatore del manifesto, un leader della sinistra eretica, oggi diremmo indignata. Un bello, in un’epoca in cui la bellezza per fortuna non era ancora un requisito per fare politica. Negli ultimi tempi si sentiva un sopravvissuto: i sogni di una vita crollati, la moglie morta di tumore, una mancanza di senso che lo assaliva sempre più spesso.
Non era un malato terminale in senso tecnico, ma avrebbe potuto definirsi un depresso terminale. Era già stato due volte in Svizzera, dove si pratica il suicidio assistito. La settimana scorsa ci è andato di nuovo e stavolta non ha fatto ritorno. Ha chiesto agli amici di passare da casa sua come per una festa e di aspettare lì l’ultima telefonata, che è arrivata lunedì verso le 16. Un medico amico lo ha aiutato a farla finita.
Non credo spetti a noi giudicare le ultime volontà di un uomo di 79 anni. Mi permetto però molto sommessamente di segnalare che il proibizionismo sui temi etici sta consegnando il potere di dare e togliersi la vita soltanto a coloro che hanno i soldi e le conoscenze per andare a praticare all’estero la fecondazione artificiale e il suicidio assistito.
Il principio di uguaglianza è già abbastanza calpestato nel corso della vita. Sarebbe già qualcosa applicarlo nei momenti estremi: quando si nasce e quando si muore.

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2 risposte a Le vittime della settimana (M.Gramellini)

  1. lucia scrive:

    Una domenica triste, sto leggendo questa analisi, cruda veritiera e condivisibile. Domani sapremo con certezza quali sacrifici dovremo affrontare, spero che non ricadano per l’ennesima volta sulle classi più deboli, ma ho i miei dubbi. Approvo ciò che hai scritto sulla fine di Lucio Magri, una scelta che non può essere giudicata, ma sicuramente un privilegio non concesso a tutti.
    Un saluto
    Lucia

  2. Raffaele scrive:

    @lucia
    Grazie per il commento, purtroppo la manovra non l’ho gradita molto…. 🙁
    Ciao

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