Mortacci vostri…

Mancava solo la commissione a prescindere. S’insedia domani nel Consiglio regionale del Lazio per sostenere Roma in vista dell’Olimpiade 2020. E se la capitale non riesce a presentare la candidatura ? E se il comitato olimpico internazionale assegna i Giochi ad un’altra città ? Poco male, la commissione sopravviverà. A prescindere, come diceva Totò.
Con surreali riunioni del prestigioso consesso e ordini del giorno degni di Ionesco: che cosa avremmo fatto se avessimo organizzato l’Olimpiade, chi chiede la parola ?
Un memorabile slancio decoubertiano, perché si fa peccato a pensare che ai consiglieri regionali laziali interessi più la commissione dell’Olimpiade. Anzi, le commissioni. Domani, oltre a quella olimpica, se ne insediano altre tre, cosiddette “speciali”: federalismo fiscale e Roma capitale; sicurezza, integrazione sociale e criminalità; infortuni sul lavoro. Che aggiungendosi alle 16 ordinarie, portano il conto a 20.
Un record assoluto. In media, le altre Regioni ne hanno una decina. La Lombardia si ferma a otto: meno della metà del Lazio con una popolazione quasi doppia. Ma il primato valica i confini nazionali, facendo impallidire persino i Lander tedeschi, dotati di competenze legislative assai più ampie, essendo la Germania un vero Stato federale.
A paragone con gli stakanovisti rappresentanti della Tuscia e della Ciociaria, gli eletti del Baden-Wurttemberg (10,7 milioni di abitanti e 14 commissioni) e della Baviera (12,5 milioni di abitanti e 12 commissioni) paiono dei fannulloni.
A chi va il merito? Alla maggioranza dei consiglieri laziali che, come un sol uomo, prima hanno votato l’istituzione delle nuove commissioni (emendamento bipartisan presentato in commissione e approvato definitivamente in aula in quattro giorni, con il weekend in mezzo) e poi si sono spartiti le presidenza: due alla maggioranza di centrodestra, altrettante all’opposizione di centrosinistra.
Solitari oppositori “a questa ignobile moltiplicazione dei pani e dei pesci” i radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, che le hanno provate tutte, sette ore di ostruzionismo e valanghe di emendamenti, compreso quello che chiedeva quantomeno di sciogliere automaticamente la commissione olimpica in caso di mancata assegnazione dei Giochi. Sconfitti 45 voti a 2.
Il motivo di un risultato così netto consiste nell’indotto che ogni commissione garantisce ai consiglieri, pur già dotati di un non disprezzabile stipendio di circa 10 mila euro netti. Il presidente e i due vicepresidenti intascano un aumento rispettivamente di 900 e 600 euro netti mensili.
Facoltà di assumere segretari e portaborse (il numero varia da 3 a 5, a seconda della tipologia contrattuale). Autoblu di rappresentanza. Uffici spaziosi e pare molto ambiti, tanto che in queste ore c’è un certo fermento con frenetico lavoro dei tecnici (ormai lo spazio scarseggia). Benefi analoghi – e in qualche caso maggiori – vengono riconosciuti anche al presidente del Consiglio, ai vicepresidenti, ai presidenti dei gruppi consiliari e ai segretari dell’aula.
Non stupisce che quasi tutti i consiglieri laziali siano ormai in qualche modo “graduati”, tra commissioni varie, incarichi nel Consiglio e famigerati “monogruppi” (7 su 16), i cui presidenti presiedono solo se stessi.
Oggi, prima che i nuovi organismi producono altri quattro presidenti e otti vicepresidenti, la situazione è questa: su 70 eletti, ci sono 16 presidenti di commissione e 30 vicepresidenti, 1 presidente del Consiglio e 2 vice, 3 segretati, 16 capigruppo e 1 assessore. Insomma una falange di generali a corto di soldati semplici, come l’esercito italiano fascista.
I malcapitati politici senza stellette sono solo cinque, naturalmente in poleposition per le nuove dodici poltrone.
La moltiplicazione biblica delle poltrone comporta anche rallentamenti del lavori. Ogni consigliere è costretto a sedere in diverse commissioni, con scene fantozziane di politici che corrono avanti e indietro come nel leggendario “Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Marina del Regno delle Due Sicilie” o a metà seduta chiedono un rinvio “perché devo andare, altrimenti dall’altra parte manca il numero legale”.
E c’è la commissione Affari costituzionali che “in sei mesi si è riunita due volte per complessivi dieci minuti”, denuncia il radicale Rossodivita, che qualche giorno fa ha platealmente rassegnato le dimissioni, denunciando “l’idiozia” di istituire nuove commissioni se non riesce a far funzionare quelle esistenti.
Per non dire dei soldi. Le nuove commissioni costeranno 5 milioni di euro, facendo ulteriormente lievitare le spese del Consiglio regionale: nel 2009 erano 91 milioni, quest’anno si conta di arrivare a 103 milioni.
Un aumento che sarebbe stato sufficiente a pagare il restauro del Colosseo, per il quale lo Stato ha dichiarato di non avere soldi, ha perso anni e infine si è ridotto a chiedere la carità ai privati.
Parola non casuale. Giusto un mese fa, la governatrice Renata Polverini, nella tradizionale visita al Papa, definitiva la politica “una speciale forma di carità”.
Questione di punti di vista.

Fonte: Lastampa

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4 risposte a Mortacci vostri…

  1. speradisole scrive:

    Già Raffaele ci mancava la commissione “a prescindere”, ma intanto noi paghiamo sempre “a prescindere” dai risultati.
    Forse è questo che interessa: il gettone di presenza.
    Ciao Raffaele, un abbraccio.

  2. Raffaele scrive:

    Un gettone di presenza piuttosto consistente 🙁
    Un abbraccio, Ciao

  3. loretta dalola scrive:

    e ti lamenti? siamo previdenti, ci portiamo avanti poi si vedrà! ciao

  4. Raffaele scrive:

    @ loretta
    Fai parte pure tu di qualche commissione? 😀
    Ciao

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