Nati perdenti

Tre quesiti esistenziali accompagnano il Pd dalla sua nascita: chi siamo, dove andiamo, ma soprattutto perchè sbagliamo sempre strada per arrivarci?
Un partito, l’unico, che aveva la possibilità di offrire agli italiani il candidato in grado di intercettare le loro giuste istanze di rinnovamento e, di più, di accomunarli in un voto trasversale che mai in questo Paese si era registrato e che avrebbe potuto costituire un ulteriore e forte elemento di unità e di compartecipazione in grado di superare finalmente i rigidi steccati ideologici, ecco, quel partito ha schierato compatta la propria vecchia ed incistata dirigenza a difesa della propria rendita di potere, di posizioni vetuste e di proposte vaghe, rimasticate, inconcludenti, opponendosi in blocco al candidato “eretico”, blindando le primarie, ricacciando gli elettori dalle urne delle primarie, con la protervia arrogante di chi ritiene di aver ragione a prescindere, di rappresentare la parte “giusta”, di poter vivere in eterno sulla propria autoreferenzialità mentre il mondo corre veloce e ci cancella persino dalla memoria delle democrazie evolute che tali sono perchè in grado di rinnovare costantemente se stesse, valorizzando le proprie risorse umane.
Sarebbe interessante, questa sera, parlare con tutti coloro che hanno crocifisso l’eretico Renzi che aprì la sua campagna delle primarie dichiarando “voglio andare a conquistare i voti dei delusi del centrodestra, perchè al Pd dico che senza quei voti non si vince”.
Dov’è la Bindi che inorridì a queste parole e lo ribattezzò “Berluschino”?
Dov’è D’Alema che avvisò sinistramente “si farà male”?
Dov’è la pletora di dirigentucci locali meschini che infamò il traditore che pensava di competere con Berlusconi sul suo stesso terreno?

E l’ineffabile Stumpo, responsabile organizzativo delle Primarie del PD, quello che non ha pensato che gli elettori ricacciati indietro non perdonano, ce l’ha una giustificazione, da presentarci, stasera?
Perchè ora tocca a lui, a tutti loro, subire ciò che hanno imposto tre mesi fa ai cittadini: si giustifichino, ampiamente, con larga quantità di prove, del loro clamoroso fallimento e poi noi faremo come loro, risponderemo: “le giustificazioni non sono ammesse, siete fuori”.
Da ora e per sempre!
E ci piacerebbe parlare con Bersani, quello che, con la supponenza del padre nobile, nel dibattito televisivo spiegava con il sorriso sghembo che no, non si può abolire il finanziamento pubblico ai partiti, ragazzino, mentre Renzi si sgolava nelle piazze e nei teatri a dire che Grillo si smontava in quel modo, sottraendogli i suoi cavalli di battaglia, il dimezzamento della Casta, il drastico taglio degli stipendi dei parlamentari, l’abolizione degli abnormi rimborsi elettorali, ma quella non era la posizione del Pd che, da dicembre, ha lasciato a Grillo l’esclusiva di questi argomenti.
Ed oggi il suo è il primo partito in Italia mentre durante la campagna delle primarie, era sceso tra il 12 ed il 15%: qualcuno si chieda perché.
Lo scenario che ci si presenta è inquietante, lo spettro dell’ingovernabilità che abbiamo paventato per mesi si è incarnato nella sua forma peggiore, quella di un pareggio che impedisce ogni soluzione fattiva e che ci lascia con un Presidente della Repubblica a fine mandato, il suo successore da eleggere, ed uno stallo che si potrebbe ragionevolmente spezzare solo azzerando tutto, facendo finalmente una legge elettorale degna di questa nome, e tornando a votare su basi completamente diverse. Ma non crediamo che il redivivo Berlusconi sia disposto a cedere un’unghia del suo ritrovato potere, chè sul suo senso del bene comune non nutriamo alcuna fiducia, nè crediamo che Monti voglia rischiare di essere cancellato del tutto, così come i perdenti del Pd, spasmodicamente attaccati alla loro ultima poltrona.
Prepariamoci al peggio, ma intanto consigliamo la rilettura di una grande classico di Dickens, Canto di Natale, a tutti i dirigenti del centrosinistra, il fantasma delle elezioni passate si ripresenta ogni volta con la sua lezione di vita: Scrooge la imparò, il Pd per ora non ha neanche iniziato a compitarla.

Fonte: pensalibero.it

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4 risposte a Nati perdenti

  1. Marisa scrive:

    Bersani è recidivo ma non sembra che dopo ogni sconfitta si metta a riflettere su cosa hanno sbagliato nè porge orecchio al disagio e sfiducia di tutti quelli di sinistra, pensa solo ai suoi inciuci per rimanere attaccato alla polytrona.
    Nemmeno adesso si è messo in discussione e si dimette come ha fatto Di Pietro, mi dà la nausea!!!!

  2. Monica scrive:

    Ineccepibile. Diventa difficile anche sperare.

  3. lorettadalola scrive:

    Grillo e tutti i suoi elettori hanno dato lo scossone giustoi ad una forma di politica radicata e immobile – ora saranno costretti, tutti, a fare i conti con la rivoluzione nata dal basso, che si trovano in casa e qualcosa dovrà succedere – la rabbia incanalata nella protesta deve sfociare per forza in qualcosa – ciao

  4. Raffaele scrive:

    @Marisa
    È difficile acquisire la modestia se non la si conosce…., grazie, ciao
    @Monica
    Si, molto difficile anche se la speranza non dovrebbe mai morire… Grazie
    @Loretta
    Sono curioso di vedere ora cosa succederà in seno ai vecchi partiti… Poi ne riparleremo
    Ciao, un abbraccio

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