Non è un paese per poveri

Precaria, appena 500 euro al mese, non può permettersi il lusso di crescere un figlio. Ma la decisione non è della diretta interessata bensì del tribunale per i minori. Ha suscitato scalpore, e a tanti anche indignazione, la decisione dei giudici di Trento sul caso di una ragazza di venti anni alla quale la figlia era stata portata via nove mesi fa appena dopo il parto: qualche giorno fa il tribunale ha ribadito il concetto giudicando “adottabile” la bambina e frustrando le speranza della madre che sognava di riabbracciare la figlia vista solo qualche ora dopo il parto.
C’è una questione che ha fatto scalpore nella prima decisione dei giudici che avevano stabilito che la bimba sarebbe stata affidata ai servizi sociali appena nata: nella storia personale della donna non ci sono episodi di droga o alcol, né condanne, solo una vita particolarmente complicata. Una separazione dal marito rientrato in Tunisia e le difficoltà economiche che l’hanno portata ad essere ospitata in una struttura. La giovane madre era stata giudicata immatura e fragile, forse anche incosciente per aver voluto affrontare una gravidanza contro ogni consiglio e con un lavoro precario e mal retribuito.
Piccolo pensierino: E pensare di aiutare una mamma che contrariamente ad altre che li abbandonano, desidera il figlio con tutta se stessa, magari aiutandola a trovare un lavoro meglio retribuito no ? Poi, a tutti quelli che al fisco dichiarano reddito 0€, cosa facciamo ? Gli portiamo via i figli ? Parliamo sempre di giustizia, ma non perdiamo mai l’occasione per renderci ridicoli ed ingiusti.

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3 risposte a Non è un paese per poveri

  1. loretta scrive:

    Raf, sconcertante e reale vicenda che sta pian piano raggiungendo tutti, si è diffusa nei blog poi al Tg – pare che proprio grazie all’assurdità del caso si stiano muovendo numerose iniziative di solidarietà, la prima il lavoro offerto da una fabbrica – resta cmq il fatto come concludi tu dell’ingiustizia e del disequilibrio con altri casi e su quello a quanto pare non si riesce a porre rimedio!

  2. Famoso Iole scrive:

    non mi stupirei se un po’ tutti stessere prendendo un abbaglio.
    In Italia non si toglie un bambino alla madre perchè questa non ha soldi, l’informazione data dai giornali e’ sicuramente parziale.

    Non ho gli strumenti per valutare la decisione, ma sicuramente sono altri i fattori che hanno spinto il giudice a stabilire che la bambina non poteva crescere con la madre naturale, in particolare la “personalita’ fragile” di cui si parla.
    Eppure qua se ne fa una questione di principio senza nemmeno sapere le reali motivazioni.

  3. Raffaele scrive:

    Il fatto e’ che certi casi assurdi si risolvono positivamente solo quando c’è una sollevazione popolare. Giuste le tue considerazioni

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