Non sanno come dircelo

La situazione del nostro Paese non è solo grave, è gravissima.

Nonostante il governo tecnico, i professori, gli esperti, il patto politico ABC (Alfano+Bersani+Casini), tutte le nuove tasse, l’ennesima riforma delle pensioni, l’Imu che verrà, siamo messi peggio di prima.

E loro non sanno come dirlo agli italiani.

Come fai a spiegare a milioni di persone che tutte le “strategie” messe in campo per salvare il Paese dal default finanziario, si sono rivelate non solo sbagliate, ma addirittura controproducenti? 

Da 5 mesi il debito pubblico non fa che aumentare battendo ogni record. La disoccupazione è aumentata, quella giovanile ha raggiunto livelli mai visti prima. I consumi popolari sono crollati perché la maggior parte dei lavoratori e dei pensionati non arriva più neppure a metà mese, le attività commerciali chiudono a ritmi impressionanti, molti imprenditori purtroppo si suicidano (24 da inizio anno, quasi mille negli ultimi tre) per colpa del fallimento delle politiche economiche messe in campo negli ultimi anni e per uno Stato che con le sue inefficienze e la sua burocrazia elefantiaca sta distruggendo l’unico tessuto sociale vitale che teneva in piedi l’Italia.

Penso che queste persone che oggi governano il Paese, non sono così intelligenti come qualcuno ci ha fatto credere.

Avranno lauree, master, encomi solenni ma sono prive del minimo senso pratico e di esperienza alla sopravvivenza. Gente cresciuta e vissuta nell’opulenza non capirà mai cosa vuol dire per una famiglia fare i conti con un bilancio sempre più magro.

Per fare il bagno in una vasca che perde acqua da tutte le parti, puoi cercare di tappare le perdite oppure tenere aperti tutti i rubinetti immettendo acqua a più non posso. Qual’è secondo voi la soluzione intelligente? E quella stupida?

L’Italia è come quella vasca da bagno, con l’aggravante che le perdite d’acqua tendono ad aumentare ogni giorno, mentre una siccità grave riduce ogni giorno l’acqua che può sgorgare dal rubinetto.

Adesso abbiamo anche l’obbligo del pareggio di bilancio in Costituzione.

Il fiscal compact.

Cosa vuol dire? Vuol dire che se va bene per i prossimi vent’anni ci saranno in misura crescente sempre nuove manovre finanziarie e sempre più tasse. Fino a morire.

Vorrei sbagliarmi, ma se per caso avessi ragione e se questo volesse dire che sono riuscito a capire per tempo queste cose, io che sono un semplice ed umile operaio, allora tutti quei geni che paghiamo per governare la nave Paese cosa stanno facendo?

Sto alla finestra ed attendo.

Attendo che qualcuno abbia finalmente il coraggio di dire la verità.

Attendo che qualcuno mi spieghi come mai una riforma pensionistica non necessaria e che ha distrutto diritti acquisiti, prospettive di futuro, serenità e capacità di sopravvivenza di milioni di cittadini è stata legiferata in pochi giorni e, mentre il Paese affonda, il governo ed i partiti discutono da mesi sulle frequenze televisive.

Che qualcuno mi spieghi perché nella nuova proposta di legge per il finanziamento ai partiti, hanno scritto che essi possono investire i soldi in Titoli di Stato.

Investire in titoli di Stato?  I soldi pubblici? Quelli che non dovrebbero neppure ricevere stante la volontà popolare espressa nel referendum?

Monti chiede all’emiro del Qatar perché non investe in Italia?

Ma cos’è una barzelletta?

Lui e la Fornero hanno ripetuto per mesi, su ogni palcoscenico, che l’ostacolo agli investimenti stranieri in Italia era l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e l’emiro risponde che non investe nel nostro Pese per colpa della corruzione dilagante e della burocrazia insostenibile?

Che figura di merda colossale.

Invece di andare in giro ad ottenere questi risultati, me ne starei rinchiuso in casa a riflettere.

Un governo che si rispetti, si prende cura dei cittadini, provvede al loro benessere, si impegna a far rispettare le regole della Costituzione, a stabilire con imparzialità diritti e doveri, a difendere i più deboli dai più forti, mentre questi professori fanno esattamente il contrario.

Sono proprio curioso di sapere come faranno a dirci che serviranno nuove tasse, che non ci siamo mai mossi dall’orlo del baratro e che bisogna fare altri sacrifici.

Cosa ci prenderanno la prossima volta, la vita?

Sono curioso di sapere come reagiranno gli italiani.

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17 risposte a Non sanno come dircelo

  1. Marco scrive:

    I tecnici ammuffiti nelle aule universitarie a raccontare utopie e teorie reali come la vita nella casa del grande fratello possono solo far fallire il paese ancora prima di altri.
    Deve governare chi sà veramente cos’è il lavoro chi ha i calli nelle mani e deve ogni giorno inpegnarsi per sbarcare il lunario.
    Poi occorre federalismo e decentramento, se le tasse sono gestite a livello comunale è difficile evadere perchè il controllo sulle attività e stili di vita è diretto “vicino”; altresì se un amministratore spreca denaro dei contribuenti è facile individuarlo e sbatterlo fuori.
    Certo che se i governanti non hanno percezione della vita reale dei cittadini i risultati possono essere solo disastrosi.
    Questi non hanno idea di come sia la vita degli italiani.
    Ciao a tutti ……….. Marco

  2. Raffaele scrive:

    @Marco
    Non aggiungo altro… hai detto tutto.
    Ciao

  3. Guido Giraudo scrive:

    E’ proprio come dici tu, Raf. Lo pensavo anche io ma non ne ero certo. Mentre la gente affoga e la barca va a fondo, i partiti litigano su come spolparsi la carogna e i tecnici a salvare la finanza. L’Imu la fanno pagare a vecchi ed indigenti, tranne che alle banche.
    E’ uno schifo, sempre peggio. Questa gentaglia bisognerebbe costringerla a vivere con 800€ al mese e a spaccarsi la schiena 12 ore al giorno.
    Ciao

  4. Raffaele scrive:

    @Guido
    Non sai quanto pagherei per avere la Fornero come colf un mese a casa mia.
    Dopo potrebbe scrivere tranquillamente una nuova riforma del lavoro e delle pensioni….
    La Madonna piangente di Torino…..
    Ciao

  5. isabella scrive:

    Vedo che non sono l’unica a pensare che prima o poi il popolo si desterà, sarà un po’ tardi forse, l’acqua sarà uscita quasi tutta dalla vasca bucata mentre per ironia della sorte saremo con l’acqua alla gola… non so quando e come ma l’uomo onesto e vessato a questo punto alzerà la guardia, alla pazienza umana c’é un limite no?… O mi sbaglio?
    Ciao.

  6. Raffaele scrive:

    @isabella
    Ci desteremo, ma per molti si prospetta un brusco risveglio. Sai quanti sono gli italiani informati dei fatti? Pochi, molto pochi.
    Ciao, un abbraccio e saluti a Livio

  7. Gibran scrive:

    Non mi piace dire l’avevo detto, ma questo governo non mi è mai piaciuto fin dal primo giorno,poi la ministra piagnona, non è neanche un coccodrillo che piange dopo, lei ha pianto prima.Sapeva bene che avrebbe affossato questo paese,Monti poi con la sua pacatezza sembra che prenda per il culo.Purtroppo siamo arrivati alla frutta senza aver pranzato e tutto ci rimarrà sullo stomaco.
    Ciao Raf Lidia.

  8. loretta scrive:

    quanto mi piaci quando dai libero sfogo ai tuoi pensieri – la situazione da te descritta è lucida e preoccupante, siamo affidati alle teoriche mani di chi non è abituato a fronteggiare il viver quotidiano e mai potrà immedesimersi nelle problematicità legate alla sopravvivenza, pancia piena non può pensare a quella vuota, non sa cos’è la fame – ciao

  9. Carlo scrive:

    … anche tu, però, in quanto a “contenuti” non scherzi!

    Ciao Raffaele e buon pomeriggio. Prima di tutto, grazie della visita e dei complimenti che ricambio. Poi, i famosi “contenuti”. Quando mi trovo davanti a riflessioni come questa, non posso far altro che condividere perché aggiungere altro, sarebbe superfluo. Peraltro è argomento che trattiamo, io ed altri bloggers da me frequentati, già da tempo e nei diversi aspetti che le politiche di governo, attuali e precedenti, sollecitano. Anche io sono curioso di vedere la “reazione” degli italiani, semmai ci sarà all’annuncio di nuovi sacrifici perché, personalmente, non nutro grande fiducia negli stessi. Per come intendo io la dignità individuale, avremmo dovuto reagire già da tempo, visto che l’hanno calpestata oltre ogni limite consentito e tu, per esempio, ne hai elencati alcuni aspetti: le pensioni ed il futuro stravolto, tanto per citarne uno. Una reazione ci sarà, sicuramente. Ma dobbiamo aspettare i morti per fame a migliaia. Sarà una rivoluzione “per la pancia” e non per dire basta a un sistema che sta ridefinendo gli assetti globali del benessere e della ricchezza per concentrarli in poche mani. Ho solo una speranza, lievissima, mi ci attacco perché sono il primo a non voler vedere la tragedia: che le prossime elezioni a livello locale che interesseranno poco più di mille comuni, possano essere l’inizio di quella rivoluzione democratica capace di ridefinire gli assetti delle forze di governo di questo Paese. Una rivoluzione democratica è preferibile al peggio, molto peggio che potrebbe essere una rivolta “per la pancia”.

  10. espress451 scrive:

    Non so come dirglielo… Quindi taccio.
    Ester.
    Ps: attenzione solo a non fare di ogni erba un fascio. Mi preoccupa il pensiero di Marco che dice della necessità di avere “i calli alle mani” per dimostrare di lavorare “veramente”. Io i “calli” li ho negli occhi per la fatica del correggere compiti di adolescenti che hanno perso l’uso non solo dell’ortografia ma anche della semplice grafia. E ho i “calli” in testa nel cercare di contenere in modo sensato le fragilità degli stessi. E soprattutto ho i “calli” sul cuore pensando, ogni giorno, al mio lavoro come ad un impegno morale in cui “devo” far in modo che certe “occasioni” ci siano per i “miei” ragazzi: una poesia, un dipinto, una musica, un film sono il mezzo perché un’altra generazione non fallisca.

  11. Raffaele scrive:

    @Ester
    Mi permetto di prendere le difese di Marco perchè lo conosco bene e so di interpretare correttamente il suo pensiero.
    Non voleva dire che solo quelli che hanno i calli nelle mani lavorano veramente.
    Marco fa il mio lavoro, i calli nelle mani li abbiamo ma per lavori svolti in gioventù. Ora la nostra “fatica” al pari della tua è psicofisica, stress, tensione nervosa, lavoro che non termina quando si esce dal luogo di lavoro, ma lo si porta a casa e spesso si “inizia” a lavorare prima ancora di “timbrare” .
    Però capisco e comprendo la “rabbia” che esprime, perchè la sento in tutti coloro che sono stati fregati, traditi, avviliti ed umiliati da questi cosiddetti professori. Loro si che hanno fatto di tutta l’erba un fascio, uniformando trattamenti pensionistici di lavoratori che arrivano ad una certa età in condizioni di salute palesemente diverse. La rabbia tende ad esplodere come contrappasso ad ingiustizie nei confronti delle quali ci si sente impotenti. Non mi sembra che questi esperti abbiano fatto alcun tipo di ragionamento ponderato. Hanno preso decisioni che incideranno sulla vita di milioni di persone senza sapere come sarebbe stata l’incidenza di tali decisioni sulla vita e sulla sorte di costoro. In inglese si dice: “in your shoes”, mettersi nei panni degli altri, serve ad indicare una forma di comportamento che implica conoscenza delle conseguenze e di quanto si fa.
    Poi che ci sono lavori e lavori, lo sappiamo tutti, ogni giorno vediamo servizi su gente che timbra e poi si fa i c….. suoi uscendo dal luogo di lavoro e senza mai conseguenze.
    Il lavoro di un insegnante è tra i più preziosi ed impegnativi che ci siano. Anche Marco lo sa perchè abbiamo amici che insegnano, la sua battuta non era assolutamente rivolta alla classe insegnante.
    Se ti sei sentita in qualche modo offesa, ti chiedo scusa anche a nome suo, ti assicuro che non era sua intenzione offendere nessuno, se non criticare giustamente chi aveva giurato di operare con equità e rigore ed invece hanno fatto esattamente il contrario.
    Un abbraccio ed un caro saluto
    Ciao

  12. Raffaele scrive:

    @ Lidia
    Se anche una persona dolce e moderata come te avverte queste sensazioni, allora vuol proprio dire che abbiamo toccato il fondo…..
    Grazie, un abbraccio.
    @Loretta
    Mi fa piacere sapere che quando “sbrocco” più del solito, qualcuno apprezza ugualmente. ..:)
    Un caro abbraccio, ciao

  13. Raffaele scrive:

    @Carlo
    Grazie a te, ho scoperto il tuo blog, letto l’ultimo post e mi sono ripromesso di tornare a trovarti per leggere altri post. Mi piace come scrivi e poi, sbaglio o siamo coetanei?
    Io non parlo sempre di politica, ma come si fa in questo particola momento ad ignorare o far finta di ignorare cosa sarà delle nostre vite?
    Poi purtroppo non riesco a mantenere un tono distaccato, mi infiammo ed a volte esagero. Ma è il mio carattere, fa parte di quei difetti che sono in me e che non nascondo. Fondamentalmente odio le ingiustizie di ogni tipo, odio il fatto che possano esserci persone che abusano ed infieriscono su altre persone causando dolore e sofferenze.
    Ma avremo modo in futuro di confrontarci su questi temi, ora ti saluto e ti ringrazio per la visita.
    Ciao

  14. Marco scrive:

    Ho massima considerazione per ogni tipo di lavoro.
    Ma mi pare che chi si alza alle 2 del mattino per andare a lavorare in fonderia, dove la temperatura può variare da +10 a +50, chi guida un tir per 15 ore al giorno e a pranzo mangia una scatoletta di tonno perchè il rimborso non copre le spese di un pasto decente, chi lavora in cantiere con la neve o col sole rovente, chi in ospedale o nelle case di riposo pulisce il sedere dei pazienti a tutte le ore, chi per lavoro mangia pranzo oggi alle 11 domani alle 15 cena alle 18 o alle 22, abbia una visione più reale dei bisogni delle aspettive dei sentimenti primari delle persone.
    Ovviamente è un modo per dire che occorre più rappresentatività per la vera componente sociale della nazione.
    Non siamo tutti banchieri o professori della Bocconi……….. purtroppo.

  15. Quarchedundepegi scrive:

    Mi manca il tempo per leggere tutti i commenti. Ho letto quello che hai scritto tu. Hai scritto in modo impeccabile. Ottimo l’esempio della vasca da bagno. Bravo.

  16. espress451 scrive:

    Caro Raffaele, non mi sono sentita offesa da Marco che peraltro ha ragione a fare i distinguo intorno ai lavori. Alcuni sono talmente usuranti che trovo vergognoso non se ne tenga conto ai fini pensionistici e non solo. Il mio è stato un “mugugno” nei confronti di un lavoro “particolare”, sempre meno considerato e spesso visto come un “babysitteraggio” per bambini più cresciuti. Per cui a volte si fa fatica a trovare motivazioni per continuare a farlo.
    A questo proposito ti rimando al mio post di domani, sull’esperienza dei Consigli di Classe, che è indubbio sia una “passeggiata” rispetto ad un pomeriggio in fonderia. Ma è una “salita” interiore, per chi si pone dubbi e domande, di tutto rispetto.
    Un abbraccio, Ester.

  17. sentenza scrive:

    —– a m o r t e i l t i r a n n o…………
    ………sparati da solo MONTI…………….

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