Non servivano più (di M.Gramellini)

Cento husky ammazzati in Canada, a Vancouver. Non da un cacciatore impazzito, ma da una valutazione di mercato. Gli husky erano stati ingaggiati per trainare le slitte dei turisti durante le Olimpiadi invernali. Finite le Olimpiadi, erano finiti gradualmente anche i turisti. I cani non servivano più. Era un costo mantenerli ed era un costo eliminarli, perché vai a trovare un veterinario che ti uccide gratis cento animali giovani e sani. Così i gestori delle slitte hanno incaricato dello sterminio un operaio, risparmiando persino sui proiettili: non più di uno per cane. Gli husky che non hanno avuto la fortuna di morire subito sono stati finiti a coltellate in una fossa comune ed è stato tale lo stress che il boia ha chiesto i danni ai suoi mandanti. Perciò la storia è diventata di dominio pubblico: per una questione di soldi, come per una questione di soldi era stato pianificato il massacro.

Quando l’economia divorzia dall’umanità partorisce orrori come questi. E senza neanche il surplus di ferocia che caratterizza i criminali classici. Con una freddezza implacabile da ragionieri esistenziali. Per i reggitori del gioco, quei cani non erano creature, ma numeri da usare per produrre altri numeri. Certe volte mi chiedo se i pochissimi bipedi che governano il mondo dalle torri eburnee dei loro non sempre meritati imperi finanziari – quelli, per intenderci, che l’altra domenica pontificavano a Davos – abbiano di noi una considerazione tanto diversa: numeri da usare per produrre altri numeri. Buoni per tirare la slitta finché serve. E poi.

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5 risposte a Non servivano più (di M.Gramellini)

  1. speradisole scrive:

    Di fronte a tanta disumanità non so che dire. Solo che l’uomo, per soldi, è diventato feroce.
    Non è l’uomo e neppure un animale.
    Non so cosa sia.
    Ciao Raffaele, e’ molto triste tutto ciò.

  2. loretta dalola scrive:

    Tu lo sai che ho letto fino ad un certo punto…continuo a meravigliarmi come gli esseri umani possano utilizzare altre vite solo ed esclusivamente per interesse, ci si affeziona anche agli oggetti, alle auto, alle collezioni di francobolli, ma non si hanno scrupoli ad ammazzare insensibilmente esseri viventi che magari ti guardano dritto negli occhi prima di morire – nonostante io non legga fino in fondo certe notizie, apprezzo chi le diffonde nella speranza che serva a suscitare un po’ di rimorso o vergogna. (sono grata anche a Striscia la notizia, pur pigiando sul tasto del telecomando appena capisco di cosa si tratta, è un buon servizio divulgativo che la televisione attualmente offre) – grazie a nome delle vittime

  3. Raffaele scrive:

    @sole
    E’ veramente triste, non ci sono parole, sono quelle notizie che mi lasciano dentro una tristezza infinita, la tristezza di appartenere al genere umano.
    @loretta
    Sai che ti capisco, oggi guardavo NatGeoWild e ad un certo punto si vedevano dei conigli appesi vivi mentre venivano scuoiati. Sono riuscito a cambiare immediatamente canale, per fortuna, non ho quel pelo per riuscire a vedere maltrattati e uccisi delle povere creature.

  4. Io, a leggere queste notizie, rimango sgomenta. Siamo sicuri di essere umani?
    http://moleskyne.wordpress.com/2011/01/26/giustizia/

  5. Raffaele scrive:

    @Farfalla Leggera
    Cosa vuol dire essere umani ? che hanno un cuore? che amano e rispettano la natura? gli esseri umani sono purtroppo rimasti una minoranza della specie bipede che popola il pianeta Terra.
    Ciao e grazie x il contributo

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