Omicidi assurdi, giustizia assurda

E’ proprio un bel pensiero di S.Valentino, quello che la Corte d’assise di Genova ha pronunciato con la sentenza assolutoria per Luca Delfino, accusato dell’omicidio di Luciana Biggi, la sua fidanzata, sgozzata brutalmente con un coccio di bottiglia nei vicoli di Genova nella primavera del 2006. Nonostante una montagna di indizi lo inchiodassero all’omicidio e nonostante venisse definito “un individuo di estrema pericolosità, in grado di commettere fatti dello stesso tipo“, lo lasciano libero e lui cosa fa? Nemmeno un anno dopo, perseguita, terrorizza e poi uccide con 40 coltellate Antonietta Multari, sua nuova ex-fidanzata. Per questo delitto viene condannato a soli 16 anni di reclusione, una condanna mite che fece scalpore. Ma oggi la giustizia italiana ha messo un altro segnalibro nel volume delle sentenze assurde e scandalose e con questa sentenza di assoluzione ha di fatto ucciso Luciana per la seconda volta. E’ verosimile che tra buona condotta, indulti, amnistie ecc. fra non molto ritornerà in libertà. Chi avrà sulla coscenza la prossima vittima? Qualcuno ha commentato: “Con sentenze come questa, vuol dire che è meglio farsi giustizia da soli”. Come dargli torto ?

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6 risposte a Omicidi assurdi, giustizia assurda

  1. isabella scrive:

    Ho sentito il commento che tu riporti, lo ha fatto la mamma della ragazza uccisa a San Remo. Come non condividere il risentimento di questa persona? Una seconda condanna avrebbe tenuto in carcere l’assassino ancora per qualche altro anno e giustizia sarebbe stata fatta.
    In Italia se non si trova l’arma del delitto spesso e volentieri qualche giudice non condanna l’accusato nonostante ci siano delle prove schiaccianti a suo carico.
    Se viene ritrovata l’arma del delitto, se ci sono testimoni dell’omicidio, se l’assassino lo si cattura con le mani intrise di sangue della vittima…per male che gli vada dovrà scontare 16 anni di carcere e se si comporterà bene fra pochi anni sarà libero… sì libero di poter continuare ad uccidere.
    Non si può continuare su questa strada, occorre agire, se i giudici sbagliano devono pagare per i loro errori. Io non accetto questa sentenza, queste povere ragazze sono state uccise due volte, prima dal loro carnefice e poi dai giudici e i loro genitori non avranno mai pace.

  2. Raffaele scrive:

    @ Isabella
    Non l’ accetto neppure io una sentenza così. E’ scandalosa, ma chi pensano sia stato ad uccidere quella povera ragazza? Un passante? Ma ci facciano il piacere e si vergognino di chiamarsi giudici.

  3. certo quel’uomo ha una fortuna sfacciata!

  4. marco scrive:

    Dove sono tutte le donne che domenica chiedevano rispetto?
    Questa sentenza certo proprio le rispetta come in IRAN.
    Del resto i magistrati credono di essere Dio e fanno quello che gli pare.
    Tra pochi anni questo tizio uscirà e altre persone piangeranno come già successo troppe volte.
    Almeno fosse chi lo ha liberato.

  5. isabella scrive:

    E bravo Marco. Condivido appieno quanto dici in merito alle donne che domenica hanno sfilato in piazza. Passiamo dalle parole ai fatti, iniziamo a dare a Cesare quel che é di Cesare, la magistratura non é tutta uguale, ok, per cui chi sbaglia paghi.
    Le povere ragazze uccise non hanno più voce, non lasciamo i loro genitori soli a gridare la loro disperazione, manteniamo alta l’attenzione su questi fatti ogni giorno. Parliamone.
    Scommettiamo che i media si ricorderanno di noi donne e della nostra condizione solo l’8 marzo quando si metterà in moto il solito circo mediatico
    per vendere cioccolatini e mimose?
    Io quel giorno penserò a loro e ne condividerò il ricordo con mia figlia.

  6. speradisole scrive:

    Davvero omici assurdi, quelli che si commettono sulle donne. E le statistiche dicono che questi omicidi sono in aumento, che ad uccidere le donne sono uomini di famiglia (in genere ex) e che le loro condanne sono esigue se non ridicole.
    Le donne debbono cominciare a reagire a questo assurdo femminicidio. Io spero e mi auguro che la manifestazione di domenica 13 febbraio possa essere l’inizio di una ribellione forte.
    Raffaele ti lascio il link di un altro episodio che mi colpì molto: l’uccisione di Barbara Bellerofonte e la liberazione del suo assassino solo dopo due anni.
    Ciao, un abbraccio.

    http://speradisole.wordpress.com/2009/08/10/un-paese-in-cui-si-puo-uccidere-una-persona-e-uscire-di-galera-dopo-due-anni/

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