La giornata del farmaco

Oggi 11 febbraio, in tutta Italia, recandosi nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, si potrà acquistare e donare un farmaco da banco a chi oggi vive ai limiti della sussistenza (8 milioni 272 mila persone, dati Istat povertà in Italia, 2010).

“Andiamo in farmacia a far del bene a chi ne ha veramente bisogno” 

Bene, l’iniziativa è più che lodevole, donare farmaci a chi ne ha bisogno e non può permetterseli, ma è la modalità che mi lascia perplesso, perchè si, i farmaci (si spera!) finiranno a chi ne ha realmente bisogno ed è impossibilitato a comprarli, ma buona parte del nostro altruismo beneficerà altre persone non propriamente così bisognose, chi? Farmacisti e case farmaceutiche. Vi spiego come…   Continua a leggere

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I nuovi orfani (M.Gramellini)

Da qualche tempo i giornalisti aprono la posta con un moto d’angoscia. Finiti i tempi in cui i lettori si arrovellavano su destra e sinistra. Ora parlano di licenziamenti, debiti, rese esistenziali. Ieri mi ha scritto un uomo di 56 anni: aveva una moglie, un figlio, una piccola attività e un mutuo in banca. Poi l’azienda è fallita, la moglie lo ha lasciato portandosi via il ragazzino e la banca gli ha messo alle costole un’agenzia di recupero crediti. Non sapendo dove andare, è tornato nel grembo di sua madre, che lo ha ripreso in casa con amore e sofferenza perché non è un figliol prodigo ma uno sconfitto della vita.

Quando avevo l’assolutezza dei vent’anni ero un potenziale ministro tecnico che teorizzava la meritocrazia e disprezzava i mediocri, i pigri, i falliti. Mio padre mi accusava di infondere nelle utopie liberali lo stesso fanatismo che comunisti e fascisti mettevano nelle loro. Mi spiegava che il mondo non è abitato da supereroi, che la maggioranza degli uomini è fragile, poco competitiva ed esposta ai venti del destino, e che una società è tale se riesce a garantire anche a costoro un tenore di vita dignitoso. Lo Stato sociale ha rappresentato la trasposizione pratica del discorso di mio padre. Ne abbiamo abusato con sprechi e ruberie.

Ma quell’obbrobrio di buon cuore ci ha tenuti insieme. Ora che si sta estinguendo sotto il peso del debito, milioni di persone si scoprono sole con le loro debolezze, i loro errori difficilmente rimontabili. Non saranno le sferzate di qualche ministro a riscattarle, ma una politica economica che riparta da quel che abbiamo perduto: l’umanità.

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Il futuro secondo Corning (2)

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Il futuro secondo Corning

Potete immaginate un futuro in cui sarete in grado di pianificare la vostra giornata con un semplice tocco nel vetro del vostro bagno?

Questo e altri scenari di un futuro fatto di tecnologiainterconnessionesemplicità, in questo video della Corning società leader nella produzione di componenti in vetro e ceramica.

Grazie al vetro ed ai suoi molteplici usi un giorno potremmo gestire tutto tramite controlli touch screen o ricevere informazioni stradali in tempo reale tramite pannelli al posto dei soliti cartelli.

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Chi è Michel Martone?

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Elsa, Silvia e lo strano caso del professor Piazza

C’è un nome che ricorre nella storia professionale di Silvia Deaglio -figlia del ministro del lavoro Elsa Fornero- ed è quello di Alberto Piazza, potentissimo docente di genetica umana all’università di Torino. E’ lui il presidente della commissione giudicatrice di esame (qui il documento) chiamata ad effettuare la valutazione comparativa che ha nominato la Deaglio, nell’ottobre 2010 e con sei anni di anticipo rispetto alla media, docente di seconda fascia.  Continua a leggere

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Prendi un precario, trattalo male, lascia che ti aspetti per ore

A mensa: «Che poi, a essere onesti, un fondo di verità in quello che ha detto la ministra Cancellieri ci sta». «Che gli italiani sono fermi all’idea del posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà?». «E sì. Prendi mio figlio: aveva trovato lavoro a Roma, gli offrivano 750 euro di stipendio, che poi è la paga media dei giovani. Solo che per un posto letto gli hanno chiesto 400 euro più le spese. Lo sai che negli ospedali romani circa 500 pazienti al giorno rimangono sulle barelle in attesa del posto letto? E l’attesa media in barella arriva a 19 ore. Continua a leggere

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Mai più impreparato

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