Il mio 25 Aprile

Ero un fumatore incallito, ma oggi sono sette anni che non tocco una bionda.

Quel 25 Aprile del 2006 decisi che sarebbe stato un giorno diverso, un giorno particolarmente importante anche per me, così mi liberai per sempre da quella dipendenza, dalla mia droga.

In quei giorni l’autostima personale era ai minimi termini e la decisione che presi la sera prima a mezzanotte mentre fumavo l’ultima sigaretta, mi appariva come un ottomila da scalare in scarpe da ginnastica.

La notte, nel sonno, fumavo una Marlboro dietro l’altra, senza soluzione di continuità ed al mattino, se non fosse stato il giorno della Liberazione, mi sarei certamente rimangiato la decisione presa.

Ma il significato storico, grande, di questo giorno, mi aiutò e servì allo scopo, così smisi di fumare, senza aiuti, solo con la volontà.

Da allora ogni qualvolta mi accorgo di sentirmi “schiavo” di un’abitudine, di un vizio, lo interrompo immediatamente.

E provo un senso di libertà.

Ecco, per me negli ultimi anni il 25 Aprile ha significato anche questo e se qualcuno penserà che sono poco patriota, poco importa, va bene così.

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L’insicurezza dei cittadini

Si può sostenere che esista una segreta carta costituzionale che al primo articolo reciti: la sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini. Di tutti i cittadini, in effetti: anche di quelli che, spargendo insicurezza, si credono sicuri …

Leonardo Sciascia, Il cavaliere e la morte

Queste parole sono state scritte dal maestro di Recalbuto, uno degli intellettuali che aveva trovato la chiave per decifrare i segreti della storia del nostro paese, nel 1988 e si riferiscono al decennio precedente, gli anni ’70. Gli anni della strategia della tensione: la guerra asimmetrica fatta con le bombe, con le stragi, con le operazioni sporche (le infiltrazioni a sinistra), fatta da pezzi dei servizi, gruppi di estrema destra protetti e foraggiati dai primi, pezzi delle istituzioni che hanno messo la fedeltà atlantica davanti la Costituzione.

Destabilizzare, per stabilizzare: per impedire l’avanzata delle sinistre nel paese, la sua modernizzazione, per impedire, a qualunque costo il cambiamento del quadro politico nel nostro paese. Quadro che, rimasto asfittico, ha partorito la corruzione, le mafie, le lobby.

Sono passati anni, ma i misteri d’Italia, le stragi, sono rimaste senza colpevoli, pur avendo chiara la matrice neofascista di queste, con tutte le coperture istituzionali.
Gladio, Ordine Nuovo, Aginter Press, il Sifar poi Sid e poi Sismi, Nuclei difesa dello Stato, l’Anello ..

Come avviene oggi la destabilizzazione?

Ministri del lavoro che producono licenziamenti.
Ministri della difesa che comprano armi per la guerra.
Ministri della giustizia non amministrata per il popolo e per la legge uguale per tutti, ma per una legge dove uno è più uguale degli altri.
Ministri della sanità privata, dove l’interesse non è nel curare, ma nel fare profitto sulle cure.
Ministri della cultura e dell’istruzione che non sanno a cosa serve cultura e istruzione.
Governi che lavorano per il bene di pochi e non per il bene comune.

Disoccupati, precari, gente che non sa se domani avrà ancora un lavoro, se domani potrà curarsi. Gente senza speranza che vive nell’insicurezza. Anche oggi, l’insicurezza. Sempre per mantenere la stessa sicurezza del potere di cui parlava Sciascia.

Fonte: unoenessuno.blogspot.it

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I figli che danno soddisfazioni

Al vecchio ferroviere non pare vero annunciare agli amici le grandi soddisfazioni che sta ricevendo dalla figlia, neoeletta deputata nel M5S.

“Sai quanto ha preso come primo stipendio?”

No, quanto?

“22.000€, Ventiduemila €uro!!!”

Gli occhi brillano di luce interiore, queste si che sono soddisfazioni….

Altro che i 5.000€ di cui si vociferava…

E non ci sono ancora le Commissioni, con i relativi ulteriori emolumenti.

Il vecchio ferroviere gongola, lui che ha sempre voluto bene al denaro, sa dare il giusto peso alle cose, la figlia in fondo in fondo, con un centinaio di click è riuscita a dare una sistemata alla propria vita professionale che fino a febbraio non brillava di certo.

Ma si sa che nella vita quando passa il tuo treno devi essere pronto a salirvi al volo, lui che di treni se ne intende parecchio, visto che per coltivare quella sua grande passione, il bene per il denaro, ha continuato a lavorare per anni anche dopo la pensione.

Una grande risposta la sua alla disoccupazione giovanile, in servizio lavorava per due o anche per tre, perchè se ti strapagano lo straordinario, vuoi sputarci sopra?

Come durante le Olimpiadi invernali di Torino quando non esitò a sfrattare gli studenti che affittavano un suo alloggio, per sistemarvi dentro una troupe televisiva canadese che gli aveva offerto 14.000€ al mese per i tre mesi dell’evento.

I soldi sono soldi…..

Poi in pensione ha ripreso il lavoro di prima, ma in una società concorrente, le liberalizzazioni delle ferrovie si sa, hanno creato praterie di opportunità.

Ora ha sistemato pure la figlia, la politica non è poi così brutta come pensava una volta.

Pecunia non olet

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Dippold l’ottico

Che cosa vedi adesso?
Globi rossi, gialli, viola.
Un momento! E adesso?
Mio padre, mia madre e le mie sorelle.
Sì! E adesso?
Cavalieri in armi, belle donne, volti gentili.
Prova queste.
Un campo di grano – una città.
Molto bene! E adesso?
Molte donne con occhi chiari e labbra aperte.
Prova queste.
Solo una coppa su un tavolo.
Oh, capisco! Prova queste lenti!
Solo uno spazio aperto – non vedo niente in particolare.
Bene, adesso!
Pini, un lago, un cielo estivo.
Così va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggimene una pagina.
Non posso. I miei occhi sono trascinati oltre la pagina.
Prova queste.
Profondità d’aria.
Eccellente! E adesso?
Luce, solo luce che trasforma tutto il mondo in un giocattolo.
Molto bene, faremo gli occhiali così.

(Edgar Lee Masters da Antologia di Spoon River)

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Marò

I marò sono tornati in India. Così abbiamo raggiunto alcuni risultati.
Primo: Siamo proprio come ci definiscono in campo internazionale, inaffidabili e voltagabbana, non manteniamo la parola data, pronti però al primo buhh a fare retromarcia. Secondo: La fine ridicola del governo Monti, si, proprio quello che diceva di aver fatto riacquisire credibilità internazionale al Paese Italia.

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La “profezia” di Fassino

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Nati perdenti

Tre quesiti esistenziali accompagnano il Pd dalla sua nascita: chi siamo, dove andiamo, ma soprattutto perchè sbagliamo sempre strada per arrivarci?
Un partito, l’unico, che aveva la possibilità di offrire agli italiani il candidato in grado di intercettare le loro giuste istanze di rinnovamento e, di più, di accomunarli in un voto trasversale che mai in questo Paese si era registrato e che avrebbe potuto costituire un ulteriore e forte elemento di unità e di compartecipazione in grado di superare finalmente i rigidi steccati ideologici, ecco, quel partito ha schierato compatta la propria vecchia ed incistata dirigenza a difesa della propria rendita di potere, di posizioni vetuste e di proposte vaghe, rimasticate, inconcludenti, opponendosi in blocco al candidato “eretico”, blindando le primarie, ricacciando gli elettori dalle urne delle primarie, con la protervia arrogante di chi ritiene di aver ragione a prescindere, di rappresentare la parte “giusta”, di poter vivere in eterno sulla propria autoreferenzialità mentre il mondo corre veloce e ci cancella persino dalla memoria delle democrazie evolute che tali sono perchè in grado di rinnovare costantemente se stesse, valorizzando le proprie risorse umane.
Sarebbe interessante, questa sera, parlare con tutti coloro che hanno crocifisso l’eretico Renzi che aprì la sua campagna delle primarie dichiarando “voglio andare a conquistare i voti dei delusi del centrodestra, perchè al Pd dico che senza quei voti non si vince”.
Dov’è la Bindi che inorridì a queste parole e lo ribattezzò “Berluschino”?
Dov’è D’Alema che avvisò sinistramente “si farà male”?
Dov’è la pletora di dirigentucci locali meschini che infamò il traditore che pensava di competere con Berlusconi sul suo stesso terreno?

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Il botto

Azzardo una previsione, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, vincerà le prossime elezioni.
È farà un botto che se lo ricorderanno tutti.
Soprattutto i partiti politici, perché dal 25 febbraio, nulla sarà più come prima.
Ieri a Cuneo, piazza Virgilio era gremita da oltre 4 mila persone per il comizio di Grillo, una cosa mai vista.
Qualche tempo fa la visita di Bersani a Cuneo fu quasi imbarazzante.
Ad attenderlo nella piazzetta di fronte al municipio, solo una decina di pensionati, così il comizio previsto fu sostituito da una passeggiata sotto i portici.
Le folle che oggi gremiscono le piazze per il M5S, ricordano la primavera araba.
Come in nord-Africa, il cambiamento sta avvenendo attraverso la rete e le piazze.
Mentre loro, i politici, pensano che tutti siano ancora attaccati al tubo catodico a guardare i loro tristi siparietti, uno spettacolo indecente che si ripropone tale e quale da un paio di decenni.
Continuano a dire che è facile creare consenso con l’antipolitica.
Forse, ancora in tanti, preferiscono credere alle favole.
Sarà un risultato scomodo per tutti i professionisti della politica.
L’inciucio, l’accordo sottobanco, saranno sempre più difficili da attuare.
L’epurazione è già iniziata. Sara’ un processo complesso e graduale, ma inesorabile.
A breve, in molti, si sveglieranno da un lungo sonno, d’improvviso, a secchiate d’acqua gelida sul volto.

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Girlfriend in a coma

Girlfriend in a coma è un documentario di Bill Emmott e della regista Annalisa Piras. La pellicola racconta come le potenzialità dell’Italia, secondo gli autori, siano state frustrate negli ultimi vent’anni, sotto la spinta delle forze della corruzione, dell’illegalità, dell’egoismo, del clientelismo.

Bill Emmott è il direttore responsabile di due delle copertine più famose dell’Economist: quella in cui dichiarava Berlusconi “unfit” (inadeguato) a governare, e quella con l’immagine della penisola italiana come il malato d’Europa. Ma oggi, è l’opinione di Emmott, l’Italia è peggiorata, non è più solo malata, è proprio in coma. E il suo film è un richiamo agli italiani perché sveglino il proprio paese dal torpore morale, politico e sociale in cui versa.

Davanti a questo documentario, che cosa si può dire?
L’Italia è davvero un Paese in coma, ma, soprattutto, è un cattivo esempio che rischia di contagiare e corrompere le più sane democrazie europee e non solo europee?
Si può uscire dal coma e risvegliarci o questo coma sarà l’anticamera della fine?

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Presadiretta – Le spese militari

Berlusconi ha chiesto una verifica ai collaboratori. E forse oggi non firmerebbe quell’accordo. “Sono sempre stato contrario all’F35 e alle portaerei”.
Bersani dice che occorre rivedere la spesa per i caccia F35, ora la priorità è il lavoro. Ma comunque non possiamo rinunciare ai caccia: forse, e dico forse, ne compreremo di meno.
Monti scarica le colpe sui governi precedenti. Da D’Alema a Berlusconi. E in ogni caso, sul progetto F35, non si torna indietro. Ci sono gli accordi..

Grillo e Ingroia, infine, sono contrari sia all’accordo che alla spesa: in Parlamento voteranno contro.
Miracolo di questa campagna elettorale, che ha alcentro la questione delle tasse, è che tra una promessa e un’altra, si torna a parlare del mastodontico progetto di acquisto dei caccia “multipurpose” della Lockheed Martin, gli F35.

Chissà, forse ne compreremo di meno di quei 90 promessi. Ma non è questo il punto.
Il vero scandalo è che, per queste spese militari (come anche della legge delega per la riforma della Difesa, votata in fretta e furia a fine dicembre dal governo Monti) non c’è stato alcun dibattito pubblico in Parlamento.
Semplicemente, se ne è parlato quado è troppo tardi. Continua a leggere

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