Perchè Cerignola?

Dal 3 febbraio, giorno in cui Matthias Schepp, padre di Livia e Alessia si è suicidato gettandosi contro un treno nella stazione di Cerignola, non ho più scritto nulla sul Blog. Le nostre miserie politiche mi sono apparse all’improvviso piccole ed insignificanti, nei confronti di questo dramma. La scomparsa di due dolcissime bimbe ed il mistero di un viaggio senza senso. Cosa colpisce di questa storia? Tante cose. Una bella famiglia quasi perfetta, due genitori separati, benestanti e affermati sul lavoro, due angeli di bimbe, una vita nella tranquilla e prospera Svizzera. Dove sono finite Alessia e Livia Schepp? E’ questo il motivo che tiene col fiato sospeso tre nazioni toccate dal girovagare di un uomo disperato, mentre il mistero diventa sempre più fitto. L’avventura di quest’uomo e delle sue due bambine inizia il 30 gennaio, quando presa la sua Audi A6 nera, l’uomo lascia Losanna e passa la frontiera tra Svizzera e Francia. Il giorno dopo, da Marsiglia spedisce una cartolina alla moglie, l’italiana Irina Lucidi originaria di Ascoli Piceno, con un messaggio che ora acquista un significato tragico: “Non posso vivere senza di te”. Sempre a Marsiglia, Matthias Schepp ritira dal bancomat 7.500 euro, e con questi, acquista tre biglietti per il traghetto Marsiglia-Propriano, Sud della Corsica. Ma le due bambine sono ancora con lui? Tre biglietti sono convalidati al check-in, quindi si presume che tre persone si siano imbarcate. I due giorni successivi sono senza una traccia particolare, anche se è accertato che il 3 febbraio l’uomo è a Vietri sul Mare e dalle testimonianze portate, l’uomo mangia da solo in un ristorante della Costiera Amalfitana. E le bambine? Di loro si sono perse le tracce. Sono state lasciate in Corsica? Sono in Italia in qualche zona del Sud? Alle ore 22,45 dello stesso giorno il dramma esplode con tutta la sua tragicità: l’uomo si getta sotto un treno nella stazione di Cerignola. Nei suoi abiti vengono ritrovati dalla polizia solo 100 euro. E i restanti? Impossibile avere speso 7.400 euro in tre giorni, quindi? Saranno stati dati a qualcuno per prendersi cura delle due bambine? E’ una speranza che gli inquirenti non scartano, fino a quando si scopre che due giorni prima il padre ha spedito all’ex moglie 5000 euro insieme a delle lettere, recanti il timbro postale di Cerignola, dove l’uomo si è tolto la vita. E l’ angoscia per la sorte delle due gemelline aumenta a dismisura. Testimonianze contrastanti poi non aiutano certo a mettere chiarezza. Il ristoratore della Costa Amalfitana ricorda bene quell’uomo che si congratulò per la bontà della pizza, ma ricorda pure “che era assolutamente solo”. I cani Bloodhound confermano la presenza di Matthias nel ristorante. E anche tra i passeggeri del traghetto diretto in Corsica sul quale avrebbe dovuto trovarsi l’uomo con le figlie, oltre all’equipaggio nessuno ricorda di aver notato un padre con due gemelline, quindi è da pensare che le bambine non siano mai partite per l’Italia? Le polizie di tre nazioni, oltre alle varie protezioni civili sono in allarme, e le ricerche continuano a ritmo serrato. Dove sono Alessia e Silvia? Sono nelle mani sicure di qualcuno? E perché non vengono restituite alla madre? Mistero. L’unica certezza in mano agli inquirenti fino adesso sono i resti di un uomo distrutto dal dolore di un amore finito e dilaniato dalle ruote di un Eurostar nella stazione di Cerignola. Forse alcuni particolari che a noi sembrano non avere senso, possono essere compresi dalla ex-moglie. Forse nei risvolti di un rapporto finito per sempre si cela la chiave per scoprire cosa è successo. La mia idea è che l’uomo soffrisse in modo esagerato la separazione voluta dalla moglie ma non lo dava a vedere perchè sperava sempre in una riconciliazione. Quando il 27 gennaio la moglie Irina gli comunica per e-mail di voler avviare le pratiche per il divorzio, Matthias ha capito di non avere più speranze. Forse un atteggiamento distaccato e freddo della moglie, forse il sospetto che lei avesse un altro, di sicuro la certezza che non sarebbero mai più stati quella bella famiglia di prima. Poi qualsiasi proposito, anche il più atroce e terribile, può essersi formato in una mente sconvolta e  vendicativa. La vendetta più crudele è sicuramente quella di lasciare una mamma nel dubbio della vita o della morte di un figlio, ma io non posso ancora credere che due piccole creature innocenti siano state l’oggetto di quella vendetta, neppure la sceneggiatura di un film oserebbe tanto, spero di sbagliarmi ma sento però che ci sono poche speranze anzi, temo che le bimbe non siano mai neppure uscite dalla Svizzera.

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20 risposte a Perchè Cerignola?

  1. Hai raccontato questa storia con una tenerezza intensa e hai focalizzato l’attenzione sul sentimento d’amore e di sofferenza di quest’uomo che ha rapito le sue due figlie perchè non poteva vivere senza di esse.
    Mi dispiace ma io non la vedo così, io vedo un uomo cattivo e meschino pieno di odio verso la moglie così feroce che la colpisce nella cosa più fragile ed intima di essa, la maternità.
    Ma quest’uomo è meschino e cattivo anche con le figlie, non gli importa di farle soffrire, le odia perchè rappresentano ciò che lo legava alla moglie, le odia al punto che le fa sparire, non ha rispetto nè tenerezza nè amore verso queste due stupende bimbe delle quali fa sparire ogni traccia.
    E questo io lo trovo di una crudeltà indicibile, non provo pena per quell’uomo, mi ispira solo una rabbia tale che mi fa desiderare di fargli del male se non fosse gia morto!

  2. Raffaele scrive:

    Un uomo che non capisce quando una storia è finita e non rispetta la decisione della moglie, è un uomo che ha dei problemi. Quando poi per vendetta porta via ciò che è più prezioso per la sua donna, cioè le bimbe, allora è sicuramente malvagio e crudele. Io non ho volutamente centrare il tema del post su questo aspetto, ma solo sulla scomparsa delle due creature, che in fondo spero ancora vive. Poi l’amore di quest’uomo per la ex-moglie e la sua non accettazione della fine del rapporto ha sicuramente inciso su tutto. Ciao

  3. isabella scrive:

    Non so cosa pensare in merito a questo fatto. Non posso dire nulla del padre, della madre, io non so nulla del loro vissuto come posso giudicare i loro comportamenti? Lui il crudele? Secondo logica potrebbe anche essere così… per ora voglio solo sperare che le bimbe stiano bene in qualsiasi posto si trovino in questo momento.
    Ciao

  4. Raffaele scrive:

    @isabella
    si speriamo, la speranza è l’ultima a morire, ma quanto mi ha toccato questa storia… penso a quelle povere creature che amavano e si fidavano del loro papà ed a quella povera madre che non si darà pace….. Certo che l’uomo è proprio un essere capace di ogni cosa 🙁

  5. l’ultima notizia vuole che oggi sia arrivata un’altra lettera dell’uomo indirizzata alla moglie in cui dice che le bimbe riposano in pace…

  6. Raffaele scrive:

    NOOOOOOOOOOO !!!!!

  7. Raffaele scrive:

    Secondo me nei prossimi giorni ci saranno altre sgradite sorprese, come il registratore con inciso chissa cosa.. quell’uomo oltre che malato psichico era capace di crudeltà assolute e malvagità all’ennesima potenza. Eppure neppure la moglie avrebbe mai potuto immaginare cosa era capace di fare. Pazzesco.

  8. lara scrive:

    Gemelline scomparse, “riposano in pace, non hanno sofferto”
    Le lettere dell’uomo prima di suicidarsi. Gli inquirenti proseguono comunque le indagini
    10 febbraio, 22:31

    MARSIGLIA – Poche parole, che se fossero vere potrebbero bastare a spegnere ogni speranza sulla sorte delle due gemelline scomparse: ”Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto”. Le frasi sono contenute in una delle due lettere che Matthias Schepp, il padre delle gemelline Alessia e Livia, ha scritto e inviato alla moglie Irina prima di suicidarsi. Parole che non lascerebbero molte speranze sulla sorte delle due bimbe, anche se gli investigatori proseguono tuttora le loro indagini che, ad oggi, sono almeno riuscite a ricostruire la prima parte del viaggio di Matthias Schepp: cominciato con le sue bambine e proseguito da solo. I tasselli cominciano a combaciare ma il puzzle e’ una figura che nessuno vorrebbe vedere e ha sullo sfondo pagine web sui veleni e gli avvelenamenti, un viaggio pianificato in posti di vacanze che ora potrebbero essere di morte. Dopo alcune settimane passate a cercare su internet la via per la Corsica (luogo che in passato era stato di gioia per la famiglia Schepp) e il modo migliore per uccidere con il veleno, Matthias e’ partito con le figliolette alla volta di Marsiglia. Qui il 31 gennaio ha acquistato tre biglietti per il traghetto della Cmn che avrebbe portato lui e le piccole fino a Propriano, 30 chilometri da Ajaccio. L’hanno visto in molti, a Marsiglia, ma le bimbe sono state notate solo sulla nave. Arrivati a Propriano alle 6,30 del 1 febbraio, Matthias e’ sceso ed e’ di fatto scomparso. Aveva con se’ le gemelline? Nessuno lo sa. All’improvviso, Matthias ricompare all’imbarco dei traghetti di Bastia dove prende la nave per Tolone. Acquista un biglietto. E’ solo. Di Alessia e Livia nessuna traccia, resta solo l’eco del pianto ascoltato da una passeggera sul traghetto per Propriano. Ora la nave che ha viaggiato da Bastia a Tolone con Schepp a bordo e’ sottoposta ad accertamenti ed indagini: in particolare la cabina che l’uomo ha occupato durante la traversata ed il garage in cui era custodita la sua auto. Al suo arrivo a Tolone ha inviato a Losanna una delle lettere. Quindi Matthias Schepp torna in Francia. Solo. Qui prende la macchina e l’occhio elettronico lo fotografa alla barriera di Ventimiglia. E’ il 2 febbraio. Con tutta probabilita’ ha avuto il tempo di spedire a Losanna un pacco, ‘postato’ da un corriere proprio il 2 febbraio in un minuscolo borgo vicino a Marsiglia. In quel pacco c’era forse il registratore dal quale l’ingegnere svizzero non si separava mai, cercato disperatamente dalla polizia a Cerignola, dove Schepp si e’ suicidato dopo aver spedito un’altra lettera a casa. Resta pero’ il nulla nel quale sono svanite le piccole. Ogni giorno che passa, ogni ora passata a cercare, si fa sempre piu’ forte la convinzione che le due gemelline siano state uccise per mano del padre, come farebbe capire anche il contenuto di una delle missive. Un pozzo senza fondo, l’indagine del Parquet di Marsiglia sulle due bambine scomparse. Che emana l’odore acre delle notizie peggiori: uccise, si dice. Ma come? Le ha buttate dal traghetto diretto in Corsica? Le ha avvelenate e ha nascosto i corpi sulla strada tra Propriano e Bastia? Le ha buttate in un anfratto? Oppure, ma questo resta per ora solo una speranza, sono vive e le ha affidate a qualcuno? Tante domande e tutte pressanti. Gli agenti della polizia giudiziaria francese, la polizia italiana scavano, cercano, non si danno tregua. Anche se aver dato forma al viaggio del padre e’ importante e puo’ portare a qualcosa. Sia quello che sia, anche un requiem

  9. la cosa pazzesca è che sono sempre più frequenti le violenze su minori, ci deve pur essere una responsabilità mediatica e politica anche in questo!

  10. Raffaele scrive:

    Ma come può un padre far del male alle sue bimbe che diceva di amare? Io non riesco proprio a capire. Uno che dicono non aver mai fatto del male a una mosca poi…

  11. comunque lui ha pianificato da tempo la morte delle bimbe e la sua e questa premeditazione lo definisce solo un assassino a sangue freddo.

  12. loretta scrive:

    ciao, leggere i commenti ha riportato alla memoria un inquietante ricordo – un mio collega giornalista, non particolarmente brillante, forse anche un pò pesante, diciamo anche monotono ma del tutto nella norma, una mattina si è legato con una corda sua figlia di 5 anni alla vita e si è gettato nell’Adige, dopo la separazione dalla moglie – non sono in grado di dare spiegazioni o fare paralleli con la vicenda attuale ma ancora oggi mi domando come una persona apparentemente tranquilla il giorno prima lavori o paf subito dopo metta in atto un piano così doloroso per chi resta, qualunque sia la colpa a lei attribuita.

  13. isabella scrive:

    Purtroppo la speranza che le bimbe stiano bene e che siano ancora vive è solamente più appesa ad un filo.
    Comunque sia, anche solo l’atto del rapimento e dell’ansia procurata alla mamma delle bimbe non é accettabile, se poi si aggiunge il tassello della morte delle piccole con il veleno il tutto risulta diabolico e criminale. Spero ancora che i nuovi riscontri su internet ( veleni, armi…) siano parte della messa in scena creata dal padre per aumentare la disperazione della mamma, per la serie ” anche se io non ci sono più, tu devi comunque soffrire”.
    Purtroppo é difficile da accettare, ma alla perversione umana a mio avviso non c’é limite e dopo la cosa più orrenda a cui uno possa assistere, l’indomani la cronaca registrerà un nuovo fatto che ci stupirà per l’efferatezza ancora peggiore con cui quest’ultimo è stato compiuto.
    Così va il mondo… purtroppo.
    Ciao.

  14. cesare scrive:

    Leggo soltanto commenti superficiali e qualunquisti.
    Nessuno che si chieda che cosa succede nella mente di una persona di fronte ad una tragedia quale realmente è la separazione familiare, il divorzio.
    Nessuno che ricordi che a volte la famiglia ed anche i figli sono “sentiti” come parte di se stessi, proiezioni di se, oltre che di propria intangibile proprietà.
    Intendiamoci, non sto dicendo che Matthia ha fatto bene, che era un suo diritto, che era “sano” ed aveva ragione.
    Dico soltanto che spesso colui/colei che “motu proprio” esige la separazione non si rende conto che prende una decisione, arbitrariamente e spesso anche con colpevole leggerezza, che coinvolge l’essenza stessa dell’esistenza dell’altro.
    Ma come? Sulla mia famiglia ho investito tutto me stesso, tutte le mie energie, tutte mie risorse, tutto il mio affetto, i miei sogni e speranze, il mio futuro ….!!! E tu ora, di punto in bianco, mi vuoi “rapinare” TUTTO, vuoi distruggermi, annientarmi? Non ti importa nulla di quello che voglio io, di come sto, di quello che mi stai facendo!
    I figli sono anche miei e li ho voluti per dividerli con te, per crescerli ed educarli insieme a te!
    Non ne hai il diritto e non te lo permetterò, perchè anch’io ho il potere di distruggere te e quello che assieme abbiamo costruito. Tutto è anche mio!
    Sono considerazioni squilibrate, vero?
    E’ un atteggiamento disumano e “malato”.
    Nessuno ha il diritto di ragionare così.
    Sono d’accordo: non c’è giustificazione.
    Ma perchè non lo andate a dire a Matthia e alle “sue” gemelline? Perchè non ad Irina?
    Pensate che i discorsi moraleggianti possano ridare loro la vita e la felicità che avevano prima?
    Siete così sicuri che Irina non sia stata superficiale ed ingiusta? che non sia anche sua parte della colpa del così tragico disorientamento di Matthia?
    Purtroppo, “soluzioni” così drammatiche sono molto frequenti nella cronaca.
    Ricordo un fatto di circa 30 anni fa, all’epoca in cui viveva la psicosi per la paura della nuova malattia, l’AIDS: un padre di famiglia, in provincia di Vicenza, uccise la moglie, le due piccole figlie e se stesso per “proteggere” tutti dal pericolo dell’infezione!
    “Strage per amore” la definirono gli psichiatri.
    Capite? La strage fu un atto d’amore!
    Amore malinteso e malato, certo, ma, in ogni caso, amore!
    E, volendo, si potrebbero fare mille e mille altri esempi.
    Ma forse è il momento di chiedersi se non sia il costume, la stupidità della nuova morale, la causa di tutto.
    Forse è il momento di chiedersi se non sia il caso di riconsiderare la gravità di una separazione e di essere disponibili ad un qualche sacrificio pur di evitarla.
    Diversamente rassegnamoci all’inevitabilità della circostanza che, di tanto in tanto, qualche cervello possa avere un corto circuito.
    Anche Matthia ha pensato che non fosse giusto che le sue amatissime subissero la sofferenza del vivere senza di lui.
    Se non siete d’accordo, andate a spegarglielo.
    Sono sicuro che ora non vi contraddirà.

  15. Guido scrive:

    Penso che questa vicenda sia la più sconvolgente e assurda di tutte quelle pur simili che hanno visto coinvolti bambini. Anche io di fronte a questo fatto ho ridimensionato l’ attenzione verso le misere beghe della politica nostrana. Ma in ultimo vorrei capire: perché si e’ suicidato a Cerignola?

  16. Raffaele scrive:

    @cesare
    Capisco le argomentazioni che adduci, il loro senso logico, ma non le condivido e ti spiego il perché. Un sentimento vero di Amore può inglobare una violenza? Quello che citi tu come amore, e’ solo egoismo ed orgoglio. Se ami una persona e non sei psicologicamente disturbato, non puoi farle del male, non ci riusciresti neppure se volessi. L’ Amore tra 2 persone può anche finire, e se hanno messo al mondo dei figli, questo non giustifica che debbano scontarne loro le conseguenze. Un uomo o una donna che scoprono di non amare più il compagno/a, hanno il diritto di separarsene ed eventualmente cercare di rifarsi una vita con un’altra persona, io ci sono passato e conosco anche il significato di separazione dolorosa e complessa. Mi dispiace inoltre che tu abbia argomentato i commenti su quest post come superficiali e qualunquisti, questo non e’ corretto. Ciao e grazie per il tuo contributo.

  17. @Cesare, mi sembra che le tue parole siano rivolte a me che sono stata più lapidaria rispetto agli altri per cui permettimi di rispondere.
    Di solito i commenti superficiali e qualunquisti appartengono a persone che non hanno vissuto esperienze tali da poter capire come alcuni uomini possano essere spnti a compiere azioni estreme.
    Beh, non è sempre così, per quanto mi riguarda ho vissuto l’esperienza di una separazione violenta e capisco bene cosa sia la depressione per cui mi sento titolata a dare quel giudizio che ho dato.
    Qui non stiamo parlando della moglie di Matthia che potrebbe essere la donna peggiore del mondo, stiamo parlando dell’omicidio assolutamente premeditato delle due bambine.
    Troppo facile dire che quell’uomo era disturbato, ok sei disturbato allora vai ad ammazzare la moglie che ti ha fatto del male, invece quell’uomo ha rapito le bambine-oggetto e le ha eliminate come fosse una cosa naturale e logica.
    Beh! è questo comportamento che io condanno e aborro che non può essere una conseguenza della sofferenza bensì dell’egoismo e della crudeltà.
    E poi la cosa peggiore se è ancora possibile dire così è che le abbia fatte sparire.
    Questa è una mancanza totale di considerazione e di rispetto per le due bambine.

  18. cesare scrive:

    Raffaele, perchè i tuoi post sono colorati? Sei il moderatore? Scusa se sono curioso: me lo ha fatto pensare la chiusura del tuo post. 🙂
    Grazie comunque.
    Sarei tentato di scusarmi per i termini che ho usato, ma, ripensandoci, il blog è un luogo dove esternare quello che si pensa davvero e allora è meglio farlo, senza troppe perifrasi.
    Mi dispiace per Marisa: non ho inteso rivolgermi a lei, anzi non ho voluto rivolgermi ad alcuno in particolare. In fondo, nemmeno direttamente al blog.
    Sono molti giorni che seguo le cronache del caso e quello che sento dire mi dà spesso l’idea di considerazioni superficiali e, come dice Marisa, proposte da persone che forse non hanno mai provato la disperazione e il dolore che ti spacca fin nella più piccola fibra. Persone che forse non sanno di che cosa parlano (beati loro).
    Questa sera, in TV, uno ha detto: non è il comportamento di una persona ammalata o disturbata. E’ quello di una persona disperata!
    Personalmente condivido.
    Non auguro a nessuno di provare il livello di sofferenza che deve aver condotto Matthias ai suoi gesti.
    Non lo giustifico Matthias, ma penso che sia giusto interrogarsi anche su che cosa possa aver avuto dentro lui. Non c’è sempre e solo la cattiveria a guidare le armi.
    D’altronde non siamo tutti maturi, equilibrati, giudiziosi. E non tutti sappiamo veramente che cosa sia l’amore vero.
    Io ho la presunzione di saperlo, ma ho anche la presunzione di sapere che in certe condizioni estreme, e non, si possono perdere i riferimenti e la cognizione esatta dell’amore, come dell’equilibrio e si regredisce a condizioni primitive, manifestando istinti primitivi.
    In sostanza volevo suggerire che, volendo, si può veramente fare qualcosa per prevenire fatti del genere di questo. Ma deve esserci più sensibilità e senso di responsabilità e attenzione e rispetto tra le persone.
    Allora anche per gli immaturi e per i portatori di qualche disturbo sarà più facile stare dentro i binari, invece che perdere completamente il lume della ragione.
    Ciao a tutti.

  19. Raffaele scrive:

    Un uomo disperato, a cui la moglie ha appena chiesto il divorzio oppure gli ha confessato di amare un altro, e’ capace di ammazzarsi senza stare a pensarci. Un mio amico con famiglia a cui e’ capitato, l’hanno trovato appeso in cantina. Matthias invece voleva far soffrire la moglie e con chi se l’e presa? Non con lei, ma con le due piccole creature che diceva di amare. Poi forse aveva altri progetti, come una fuga in Grecia o chissà dove, fino a quando a Cerignola ha dovuto fare i conti con la coscienza. Questo e’ ciò che penso.
    Ps si, sono il moderatore, visto che il Blog sarebbe il mio. Ciao

  20. adrian scrive:

    le bambine non sono solo x la mamma anche x padre scusate e

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