Pirati della strada

C’è un fatto criminale che ogni giorno esce dalla cronaca nera ed indigna le nostre coscienze di cittadini perbene. Quello dei pirati della strada. A leggere i giornali si direbbe che il fenomeno della fuga a seguito di incidenti stradali sia ormai uno dei reati più comuni. Si parla di oltre 20.000 pirati della strada che ogni anno colpiscono e fuggono, molto spesso dopo aver ucciso persone a piedi, inermi ed innocenti, spesso bambini sulle strisce, come qualche giorno fa a Roma. Un comportamento questo, che trae la sua origine dal cattivo comportamento sulla strada divenuta il Far West di tutti, al punto che diventa impossibile perfino tracciare un profilo sommario dell’individuo-conducente irrispettoso delle norme previste dal Codice della Strada. Così un incidente stradale, causato da infrazioni gravi ma purtroppo comuni, fatto colposo per eccellenza, diventa la motivazione per un successivo comportamento doloso e criminale: la fuga, l’omissione di soccorso, altre violazioni al codice ed il tentativo di far perdere le proprie tracce. La legge in questi casi è blanda, la pena prevista ridicola, ed il deterrente non esiste, come non esiste la vera educazione stradale. La semplice fuga dallo scenario del sinistro è sanzionata amministrativamente dal Codice della Strada, quando non vi sia concomitanza con fatti più gravi: lesioni o morte, tanto per dirla breve. Il Pirata della Strada è il risultato di una miscela di mancata educazione, di scarsa preparazione e conoscenze giuridiche, unite alla totale assenza di requisiti psicofisici. A questi soggetti che, tutto sommato potrebbero essere considerati ancora in buona fede, aggiungiamo il campione offerto da delinquenti comuni, da ricercati, da extracomunitari privi di patente e da altri personaggi privi della copertura assicurativa, o più semplicemente da conducenti in stato di ebbrezza alcolica o da sostanze stupefacenti. Certo, in generale il pirata fugge per paura delle conseguenze, ma paradossalmente non per la paura di dover affrontare il giudice, ma solo perché avrebbe la patente sospesa o perché ha preferito, pur di utilizzare l’automobile, andarsene in giro senza assicurazione, ubriaco o drogato. Che tristezza. E’ dunque un problema culturale? Sociologico? È davvero una questione di irresponsabilità diffusa?. Qual’è il vero identikit del pirata della strada? Sotto nel video  una drammatica testimonianza di una vittima di pirati della strada

Questa voce è stata pubblicata in Società e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Pirati della strada

  1. Eugenia Marchioni scrive:

    Pirati della strada. Ho sempre pensato all’applicazione della violenza fisica nel caso mi fossi trovata di fronte l’autore dell’atto criminale della pirateria stradale. La vita mi ha messo nella condizione di vivere questa esperienza. ” Perche’ non ti sei fermata” mi sono trovata a dire con una voce che non ricordo da quale forza sia scaturita. Risposta : Erano le sette meno un quarto, alle 7 meno cinque mi dovevo trovare al lavoro. Ho pensato che altri si potevano fermare…in quel punto, passando vedevo sempre la terra smossa dai contadini…ci potevano andare loro…Io ero gia’ passata avanti quando ho sentito il ” botto” nessuno mi puo’ fare niente…No, signori, non si prova il desiderio di vendetta di fronte a cio’ ma qualcosa di infinitamente piu’ triste, di oscuro,di irriconoscibile. Successivamente questa signora e’ stata ascoltata dai carabinieri di Borgo Grappa ed ha smentito la testimonianza, dichiarando che si, ha sentito il botto, ma si trovava lontano. La vittima di questo incidente e’ stata trovata alle 7-5 priva di vita.Questa persona, indipendentemente dalle modalita’ dell’incidente a cui noi, naturalmente abbiamo formulato ipotesi, non si e’ fermata e non ha neanche telefonato ai soccorsi.Essa circola tranquillamente sulla strada come tanti mostri come lei.
    No alle patenti agli psicolabili, si ai test attitudinali prima della concessione della patente di guida. No alle patenti “comprate” si alla formazione ineccepibile presso le autoscuole. Le aggravanti Uomo-macchina-strada esigono attenzione ed una nuova cultura di approccio. I morti sulle strade, i martiri dell’indifferenza. Spesso si sottovaluta la stupidita’ ma essa puo’ essere pericolosa, la stupidita’ e’ l’artiglio che ruba la bellezza e si nutre dall’indifferenza. Contribuisco, nei limiti di cio’ che mi e’ possibile fare per la cultura della sicurezza stradale, avvalendomi dell’appoggio di Associazioni di impegno sociale. Eugenia. Familiare.

  2. Raffaele scrive:

    Ciao Eugenia, sono senza parole dopo aver letto 2 volte il tuo commento, non saprei cosa aggiungere, io per certo so che nel caso mi dovesse capitare, io mi fermerei, immediatamente, perchè soccorrere una persona, le può salvare la vita, scappare vuol dire condannarla, vuol dire non essere capaci di assumersi le proprie responsabilità, vuol dire manifestare un disprezzo verso la vita altrui, che non giustifica l’appartenenza al genere umano. Quando vengo a conoscenza di episodi come quello che tu hai citato, oltre a provare dolore per le famiglie delle vittime, mi chiedo sempre come sia possibile che questo possa avvenire. La società nella quale viviamo, cosa cerce di fare per contrastare questo triste e grave fenomeno? Dopo le solite boutade politico-elettorale on seguiro ad alcuni casi particolarmente efferati, cosa ha prodotto la giustizia? Ricordo ancora il caso di quel Rom che dopo aver investito 10 persone ad una fermata dell’autobus ed essere scappato, fu contattato per girare una pubblicità a qualche prodotto, non so bene quale…Ti saluto e ti ringrazio per il contributo. Ciao

  3. Eugenia Marchioni scrive:

    ricordo molto bene del ragazzo che dopo aver causato grave sinistro stradale per alcolemia, venne contattato per vendere la sua immagine alla pubblicita’ collegata alla moda ed ai profumi. Cosi’ come ricordo con identico orrore la pubblicita’ ( poi bloccata dai familiari delle vittime) di una nota casa costruttrice di automobili ” L’auto cattiva, per cattivi dentro…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *