Poltrone e Gerontocrazia

E’ trascorsa una settimana dalla conclusione delle elezioni regionali. L’esito lo conoscono tutti, una bruciante sconfitta di una sinistra che perde 4 regioni, e che si ripropone come una insignificante alternativa al Partito dell’Amore ed al Governo di Silvio Berlusconi e del Centro-Destra. La causa? ? Mancanza di idee, di programmi, di politica del buon esempio e capacità di rinnovamento dei quadri del partito e delle solite facce che dirigono. Il futuro ? Altre sconfitte. Perchè sono “lontani” dalla gente e dalle loro aspettative, perchè sono autoreferenziali fino alla nausea e fanno di tutto per mantenersi la poltrona attaccata al sedere a vita. Eppure nella sinistra e nel PD non mancano le facce nuove, e con le facce, idee innovative e voglia di una politica seria e vicina alle esigenze delle persone. Un esempio è Niki Vendola che ha stravinto a dispetto del Partito, ma altri giovani come Matteo Renzi, sindaco di Firenze e Debora Serracchiani, portatori di freschezza e novità.
Ma quanto tempo ancora ci toccherà vedere e sentire Bersani e la Finocchiaro ? D’Alema e Livia Turco ? Fassino e Letta ? Non se ne può più !!!!!!!!!!!!! Bisognerebbe pensionarli di forza. Allora forse ritornerebbe una speranza per la Sinistra e per l’Italia. Ma dubito che sia possibile, perche rinunciare al potere, agli incarichi, alle poltrone, non è nelle corde di questi saputoni della politica, bravissimi a fare retorica e dietrologia, ma incapaci di porsi seriamente nei panni degli elettori che dovrebbero rappresentare. In Spagna Aznar, a 51 anni, si è ritirato dalla politica attiva dopo che Zapatero lo ha sconfitto nel 2004. Altrettanto ha fatto in Russia Gorbacëv nel 1990, quando aveva 59 anni, e benché fosse il padre fondatore dello stato sorto sulle macerie di quello comunista. Bill Clinton dopo 2 mandati presidenziali si dedica ad altro…Nel Regno Unito due premier, John Major e Tony Blair, hanno abbandonato a 54 anni (rispettivamente nel 1997 e nel 2007). In Svezia un altro primo ministro, Carl Bildt, all’età di 45 anni (nel 1994) ha deciso di cambiar mestiere. Negli Stati Uniti Al Gore ha lasciato la politica a 52 anni, dopo la sconfitta alle presidenziali del 2000. Ma in Italia No !!!! Mai !!!!!!
Sarà mai possibile nel nostro Paese ottenere dei limiti di tempo per le cariche di coloro che occupano le poltrone del potere?

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6 risposte a Poltrone e Gerontocrazia

  1. loretta scrive:

    E’ incredibile, proprio in questi giorni, volevo proporre la clonazione di Obama, allo scopo di introdurlo nella politica italiana. Poi, mi hai fatto riflettere che, in effetti, anche nel ns Paese circolano nuove teste, come gli esempi da te riportati. Credo però, che la maggior parte di noi elettori, abbia perso nel tempo l’idea che la politica porti cambiamenti reali, ci siamo abituati al suo assoggettamento al potere e al perseguimento di interessi personali…e finchè non si affaccerà un nuovo leader, dirompente e carismatico come un Obama, la strada mi sembra ancora lunga…quindi, mi sa che ci tocchi ancora per un bel pò il ns “Berluscoama”!

  2. Raffaele scrive:

    Simpatica e giusta osservazione, la condivido.

  3. Andrea scrive:

    In poche parole, un’altra Caporetto di Marco Travaglio
    Mentre il Pdl di Menomalechesilvioc’è perde 8,5 punti in un anno e tocca il minimo storico, la Lega lo asfalta al nord e Fini può rivendicare i successi in Lazio e Calabria con i suoi Polverini e Scopelliti, soltanto il vertice del Pd poteva trasformare la débâcle berlusconiana in una Caporetto del centrosinistra (fra l’altro, scambiata per una vittoria). Bersani, cioè D’Alema e i suoi boys (almeno quelli rimasti a piede libero), ce l’han messa tutta per perdere le elezioni più facili degli ultimi anni e, alla fine, possono dirsi soddisfatti. In Piemonte hanno candidato una signora arrogante e altezzosa, bypassando le primarie previste dallo statuto del Pd per evitare di dar lustro al più popolare Chiamparino e riuscendo nell’impresa di consegnare il Piemonte a tale Cota da Novara per solennizzare degnamente il 150° dell’Unità d’Italia. A Roma, la città del Papa, hanno subìto la candidatura dell’antipapista Bonino per mancanza di meglio (il meglio ce l’avevano, Zingaretti, ma l’hanno nascosto alla Provincia per evitare che, alla tenera età di 45 anni, prendesse troppo piede), poi l’han pure lasciata sola per tutta la campagna elettorale. In Campania, calpestando un’altra volta lo statuto, hanno sciorinato un signore che ha più processi che capelli in testa perché comunque era “un candidato forte”: infatti. In Calabria han ricicciato un giovin virgulto come Agazio Loiero, che quando ha perso come tutti prevedevano si è pure detto incredulo, quando gli sarebbe bastato guardarsi allo specchio. Non contenti, questi professionisti del fiasco, questi perditori da Oscar le hanno provate tutte per fumarsi anche la Puglia, candidando un certo Boccia che perderebbe anche contro un paracarro, ma alla fine hanno dovuto arrendersi agli elettori inferociti e concedere le primarie, vinte immancabilmente dal candidato sbagliato, cioè giusto. Hanno inseguito il mitico “centro” dell’Udc, praticamente un centrino da tavola all’uncinetto, perché “guai a perdere il voto moderato”. Infatti gli elettori sono corsi a votare quanto di meno moderato si possa immaginare: oltre a Vendola, i tre partiti che parlano chiaro e si fanno capire, cioè Lega, Cinque Stelle e Di Pietro. Altri, quasi uno su due, sono rimasti a casa o han votato bianco/nullo, curiosamente poco arrapati dai pigolii del “maggior partito dell’opposizione” e dal suo leader, quello che “vado al Festival di Sanremo per stare con la gente” e “in altre parole, un’altra Italia”. Se, col peggiore governo della storia dell’umanità, l’astensionismo penalizza più l’opposizione che la maggioranza, un motivo ci dovrà pur essere. L’aveva già individuato Nanni Moretti nel lontano febbraio 2002, quando in piazza Navona urlò davanti al Politburo centrosinistro “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Sono gli stessi che sfilano in tutti i salotti televisivi, spiegando che la Lega vince perché “radicata nel territorio” (lo dicono dal 1988, mentre si radicano nelle terrazze romane o si occupano di casi urgentissimi come la morte di Pasolini) e alzando il ditino contro Grillo, che “ci ha fatto perdere” e “non l’avevamo calcolato”. Sono tre anni che Beppe riempie le piazze e li sfida su rifiuti zero, differenziata, no agli inceneritori e ai Tav mortiferi, energie rinnovabili, rete, acqua pubblica, liste pulite, e loro lo trattano da fascista qualunquista giustizialista. Bastava annettersi qualcuna delle sua battaglie, sganciandosi dal partito Calce & Martello e dando un’occhiata a Obama, e lui nemmeno avrebbe presentato le liste. Bastava candidare gente seria e normale, fuori dal solito lombrosario, come a Venezia dove il professor Orsoni è riuscito addirittura a rimpicciolire Brunetta. Ma quelli niente, encefalogramma piatto. Come dice Carlo Cipolla, diversamente dal mascalzone che danneggia gli altri per favorire se stesso, lo stupido danneggia sia gli altri sia se stesso. Ecco, ci siamo capiti. Ce n’è abbastanza per accompagnarli, con le buone o con le cattive, alle loro case (di riposo). Escano con le mani alzate e si arrendano. I loro elettori, ormai eroici ai limiti del martirio, gliene saranno eternamente grati.

  4. loretta scrive:

    Scusa, questo mio intervento non riguarda l’argomento sopra aperto ma…ti prego, posso a bassa voce dirti che il tuo tag qui a fianco è da invidia artistica? E’ molto bello, complimenti, delicato, pulito e innovativo.
    Mmmbhè per non essere proprio fuori tema…(sensi di colpa) ….frutto di MAC o PC?

  5. Raffaele scrive:

    Sicuramente PC, anche se non posso dire che sia farina del mio sacco, l’ho trovato nei plug-in x wordpress e poi l’ho modificato come piaceva a me. Cmq grazie, sei molto gentile sempre.

  6. loretta scrive:

    Grazie, terrò presente l’informazione per le prossime lezioni di web content. Tranquillo, il diritto creativo ti resta, (te lo sei guadagnato e il rispetto ti è dovuto) ma vorrei adottare anch’io un sistema informativo similare ( che non sia solo di tipo elencativo) Chiederò al mio prof. Grazie ancora!

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