Quando crollano le scuole

Il drammatico crollo della Schola armaturarum, chiamata la Domus dei gladiatori a Pompei, è l’ennesimo tragico emblema della condizione del nostro Paese, che non è in grado di mantenere l’ unica ricchezza che nel tempo si rivaluta: la bellezza del territorio, la sua storia e la sua cultura. Poi c’è qualcuno che da’ la colpa alla pioggia, agli eventi atmosferici eccezionali ma nessuno si assume mai la colpa delle proprie responsabilità. Eppure non credo possano dire che mancavano i soldi per la manutenzione. Gli scavi archeologici di Pompei sono meta di migliaia di turisti ogni anno provenienti da ogni parte del mondo.  E’ gravissimo che un bene così prezioso sia stato abbandonato e che ora nessuno voglia assumersene le colpe. L’Italia è terra di arte, di archeologia e di storia, e il suo ricco patrimonio artistico e culturale è invidiato dal mondo intero. Sarà anche per questo motivo che la notizia è stata riportata con risalto dalla stampa estera. Un investimento serio sui nostri monumenti e beni storici potrebbe aiutare la nostra economia. Ma il governo ha effettuato drastici tagli al settore e ha altre cose a cui pensare. Tutti crediamo che un patrimonio come quello italiano dovrebbe essere tutelato e valorizzato diversamente. Ma ci accorgiamo che non esistono dei piani di manutenzione, non esiste un programma di valorizzazione dei beni archeologici, non vengono destinati fondi per i restauri. Tutto questo è davvero triste. Il crollo della Domus dei gladiatori a Pompei riassume perfettamente le disastrose condizioni in cui versa l’Italia… Le altre scuole invece, quelle dove ogni giorno ospitiamo migliaia di ragazzi per farli crescere e studiare, versano forse in migliori condizioni ? Lo speriamo, anche se un mese fa è crollato il tetto di una scuola elementare di Porto Torres, ad agosto quello di una scuola materna di Montelibretti, poi il tetto della palestra della scuola media di San Fior, incidenti che fortunatamente non hanno causato feritii, poi probabilmente ci si è già dimenticati di quella di Rivoli-Torino dove morì Vito Scafidi e rimase ferito gravemente un altro ragazzo, per non parlare della scuola elementare di S. Giuliano di Puglia dove morirono 27 bambini ed un’insegnante a causa di un terremoto di media intensità. L’elenco sarebbe lungo, anche qui però non si può sempre far affidamento sulla fortuna.

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5 risposte a Quando crollano le scuole

  1. Pingback: Quando crollano le scuole » Il Blog di Raffaele Cozzolino

  2. loretta scrive:

    Che fitta al cuore nel leggere le tue parole – del resto con un ministro che afferma:”con la cultura non si mangia” che altro potremmo attenderci? – “Una vergogna, un’autentica vergogna”. Migliori parole il presidente della Repubblica Napolitano non poteva trovare per commentare la notizia dello sfacelo della Domus dei Gladiatori. Una situazione di responsabilità tecniche e politiche che ci imbarazza con il mondo intero.

  3. Raffaele scrive:

    Parole sante, cara Loretta, ma ormai qui sembra che si sfasci tutto… speriamo non sia così. Ciao e grazie

  4. Zacforever scrive:

    Bondi.
    Bondi sara’ uno dei primi di cui non sentiremo più parlare una volta caduto il vatusso mancato.

    Tipo quando alle Olimpiadi un italiano vince l’oro in lotta grecoromana.
    Un mese dopo già non se ne ricorda più il nome.

    Con tutto il rispetto per l’atleta medagliato,
    ma l’esempio rende.

    Ciao,
    Zac

  5. Raffaele scrive:

    Hai perfettamente ragione, sarà difficile riesca a riciclarsi pure in una terza Repubblica, nessuno cmq ne sentirà mai la mancanza… :D. Ciao e grazie

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