Quattro gocce ma non per tutti

Oggi è la giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’ONU nel 1993 per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della conservazione e la tutela delle risorse idriche del pianeta.

Nella foto sotto, una bimba ritorna a casa trascinando il suo prezioso bidone: è pieno d’acqua e per raggiungere il pozzo più vicino ogni giorno deve percorrere diversi chilometri sotto il sole africano.

Ogni giorno ciascun individuo ha bisogno di bere dai due ai quattro litri di acqua. Se questo è un dato noto più o meno a tutti, ciò che non si sa è che per produrre l’alimentazione giornaliera di una persona occorrono da 2.000 a 5.000 litri d’acqua. E’ dunque il fabbisogno di cibo che genera la carenza idrica. La terra deve sfamare sette miliardi di persone, cifra destinata ad aumentare a nove miliardi entro il 2050.

Se, ad esempio, occorrono intorno ai 1.500 litri di acqua per produrre un chilo di grano, ne servono dieci volte tanto per produrre un chilo di manzo. Ma è tutta la produzione alimentare, dalle colture agli allevamenti, ad aver bisogno di acqua. Si tratta di un bene primario, necessario per tutte le attività umane: bere, cucinare, lavare, ma anche e soprattutto produrre cibo, carta, vestiti e così via.

Per poter sfamare l’intera popolazione è essenziale innanzitutto garantire l’acqua, in quantità sufficiente e qualità adeguata, a tutti. La soluzione auspicabile sarebbe quella di produrre più cibo usando meno acqua, non solo riducendo gli sprechi e le perdite ma anche andando verso regimi alimentari più sostenibili, ossia diete a basso impatto ambientale, che contribuiscono a condurre una vita sana e alla sicurezza alimentare e nutrizionale delle generazioni presenti e future.

I paesi in via di sviluppo e le economie emergenti si trovano ad affrontare, al momento, un paradosso in materia di nutrizione: da un lato alti tassi di sottonutrizione (oltre 800 milioni di persone che soffrono la fame in tutto il mondo) e dall’altro percentuali elevate di persone in sovrappeso. Sia la sottonutrizione che l’obesità possono causare malattie croniche debilitanti. In molti casi, i cibi con un’impronta idrica minore rappresentano una scelta più sana, oltre che più sostenibile a livello ambientale. Le valutazioni riguardanti acqua, cibo, salute e ambiente stanno pertanto favorendo l’individuazione di soluzioni doppiamente vincenti.

La mancanza d’acqua può essere una delle cause principali di carestia e malnutrizione, soprattutto nelle aree geografiche le cui popolazioni dipendono dall’agricoltura locale per cibo e reddito. Precipitazioni irregolari e differenze stagionali nella disponibilità d’acqua possono causare scarsità di cibo temporanee. Inondazioni e siccità possono dare origine ad alcune delle emergenze alimentari più acute.

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5 risposte a Quattro gocce ma non per tutti

  1. isabella scrive:

    La via é una sola, la decrescita. Più si produce più vengono consumate le risorse della terra e l’acqua è il bene più prezioso e più facilmente sfruttabile nell’immediato. Lo hanno ben capito le multinazionali e a detta degli esperti il nuovo Eldorado sarà negli anni a venire la Siberia, territorio ricco di laghi e di materie prime.
    A noi consumatori la scelta.

  2. Gibran scrive:

    Caro Faffaele,anche questa sera rispondo al post non molto felice,a parte che l’Italia ha un sottosuolo ricco di acqua.Nel 2005 anno fatidito per me morì” Benedettaa soli 20 anni “che l’ho citata in un mio pensiero.
    Era figliastra di un cugino di mio marito,morta in un incidente stradale figlia unica,dall’anno dopo la madre con il compagno si sono inpegnati totalmente alla beneficenza del terzo mondo,in Etiopia hanno aperto una scuola per 170 bambini,adesso 11 cm sono ripartiti per portare i soldi per un pozzo,ma vanno sempre prsonalmente perchè così controllano i proventi di cene o spettacoli di cui il ricavato vada a buon fine.
    Comuque tornando al tema principale lo spreco dell’acqua è veramente senza pudore,
    già in qualche città viene razionata.
    Ciao Raffaele è sempre un piacere rispondere ai tuoi temi.
    PS Avrei voluto andare anch’io con loro ma per la precarietà della mia salute mi è stato sconsigliato.

  3. Gibran scrive:

    Scusami ,ma come rompo, ma ha ragione Isabella gli speculatori stanno aspettando sul ramo come falchi di impradirsi di un bene essenziale ,per poi farlo pagare a peso d’oro.
    Ariciao Lidia.

  4. loretta dalola scrive:

    Acqua:Una soluzione o una prospettiva di speculazione? L’acqua una merce, ovvero un bene economico misurato, ripartito e regolato, da chi i soldi ce li ha. Con la benedizione dei governi nazionali viene istituita e trova applicazione un’energica e dinamica agenda per la privatizzazione delle risorse idriche mondiali: siamo ad una svolta epocale per la quale l’economia non sarà più alimentata dal petrolio ma, dagli idrodollari. ciao

  5. Raffaele scrive:

    @isabella
    Ogni soluzione che garantisca maggior rispetto e non spreco delle risorse, è molto auspicabile. Nel prossimo decennio l’acqua sarà il bene più prezioso.
    Ciao
    @Lidia
    Cara Lidia, ho letto la poesia a Benedetta, bella e triste. L’opera che i genitori portano avanti in sua memoria, fa loro onore ed è molto importante per quei bambini. Sono certo che con i tuoi pensieri positivi, contribuisci notevolmente alla loro missione.
    Ciao e grazie
    @loretta
    Spesso poni quesiti ai quali è difficile rispondere. L’acqua deve essere gestita bene e senza speculazioni. Questo per me è fondamentale.
    Ciao

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